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Dove la modernità non è ancora del tutto arrivata…

di Fabio Polese

(ASI) Sembra difficile ma ci sono posti in cui la modernità non è ancora arrivata. Mi trovo in un piccolo paesino della Basilicata dove ormai trascorro le mie vacanze estive da qualche anno e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal vivere quotidiano di queste genti e dallo stretto contatto che hanno con la natura.

La scuola da piccoli e poi, dipende dalla situazione familiare, si sceglie tra lavoro o superiori ed università. La vita giornaliera qui è semplice: si lavora e si sta in famiglia. La famiglia si divide tra una mangiata in campagna con i frutti appena raccolti – altro che ogm… – e una genuina passeggiata serale nel centro cittadino. Pur sembrando cose molto modeste, racchiudono significati molto profondi se pensiamo alla continua ricerca dell’inutile che siamo abituati a vedere in gran parte della penisola dove, giovani o meno giovani – quando va bene -, si dividono tra centri commerciali per comprare l’ultimo cellulare uscito o si costruiscono vite virtuali su facebook che – spesso – diventano ancora più importanti delle vite reali.

Qui le calde giornate estive si dividono tra mare e montagna. Tra una birra con gli amici e una partita a carte. Tra un giro in macchina o a piedi. D’estate il paese si riempie di persone, parenti e qualche turista. I bar sono pieni e lo saranno ancora di più fra pochi giorni quando ci sarà la festa del locale patrono tra mercati, concerti e rievocazioni religiose.

Mentre sto scrivendo il silenzio viene interrotto solamente dal rumore delle tegole che stanno montando su una casa qui vicino. Ci sono più di trenta gradi ed è il 12 agosto, ma il tetto deve essere pronto per una nuova coppia che si sposerà in questi giorni. Qui il matrimonio è un giorno di grande festa, dopo la cerimonia religiosa, la giornata prosegue fino a notte fonda tra canti, balli e fuochi d’artificio. E’ una giornata solenne. La famiglia è sacra ed è unica per tutta la vita, nel bene e nel male.

La sera, prima di andare a letto, guardo le stelle e respiro lo stesso profumo interiore ed esteriore che solo le vette e posti remoti e nascosti nel mondo mi riescono a dare. Sono anche riuscito a vedere un gatto che rincorre un topo; credevo che queste situazioni erano semplicemente un amarcord da tv in bianco e nero.

Tra tranquillità e benessere interno, ho l’impressione che qui non sia percepita nemmeno la grave crisi economica che l’Italia sta attraversando. Ci si accontenta di poco e le notizie più che i telegiornali e giornali di massa arrivano dal parrucchiere o dal negoziante di turno. La modernità non è ancora del tutto arrivata. Con i suoi pro e contro, si vive. In molti altri posti si sopravvive credendo alle fandonie democratiche che ci vengono sparate.


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