(ASI) Firenze. Due spostamenti non solo utili, ma filologicamente pertinenti. Il celebre doppio ritratto dei duchi di Urbino, opera autografa di Piero della Francesca, è stato ricollocato nella sua storica posizione, all’interno della sala 8, nella cui centralità già campeggiava e dove ora è accostato alle opere di Filippo Lippi, Paolo Uccello, Masaccio e Beato Angelico. Una posizione che favorisce maggiormente sia la sua essenziale visione tergale, che la circolazione del pubblico all’interno della più ampia sala.


Nella successiva sala 9, dove precedentemente la struttura era sistemata in relazione alle opere dei Pollaiolo, le cui sei Virtù sono accostate all’inaugurale Fortezza di Sandro Botticelli, trova ora posto, accostata alla parete fra le due finestre, la vetrina contenente le due piccole tavolette narranti le Storie di Giuditta e Oloferne, sempre di Botticelli, precedentemente visibili sul fianco sinistro della Primavera, in sala 10-14.
Un anticipo botticelliano maggiormente capace di concentrare l’attenzione dei visitatori su questi perfetti capolavori dalle dimensioni contenute e che si lega perfettamente agli esordi dell’artista fiorentino nella bottega del Lippi e le sue probabili quanto precoci tangenze con l’ambiente dei Pollaiolo.
Commenta soddisfatto di questo ulteriore calibratura. Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi
“Il ripristino della storica posizione del Dittico Montefeltro di Piero della Francesca al centro della sala numero 8 non soltanto migliora i flussi dei visitatori ma contribuisce alla valorizzazione dei Pollaiuolo – Piero
e Antonio - e il primo periodo di Sandro Botticelli, ora riuniti nella sala 9 dove le loro opere possono essere studiate e paragonate con il massimo agio.”

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