Bianca Maria Landi è il Nuovo Responsabile del Giardino di Boboli

(ASI) Firenze. Dopo una significativa esperienza professionale presso il Corpo Forestale dello Stato in Emilia-Romagna e in Toscana, Bianca Maria Landi prenderà le redini del Giardino di Boboli lunedì prossimo, 23 gennaio.


Dedicandosi a tutti gli aspetti della tutela e della valorizzazione del patrimonio botanico ed ambientale, Landi collaborerà strettamente con l’architetto Mauro Linari, Capo della Divisione Architettura, Paesaggio e Tecnologia, con l’archeologo Fabrizio Paolucci, curatore della scultura antica, con lo storico dell’arte Matteo Ceriana, curatore della scultura dal Rinascimento al contemporaneo, con i giardinieri, i tecnici e tutti i componenti dei dipartimenti didattici e della ricerca.
In seguito alla laurea in Scienze Forestali ed Ambientali, conseguita con 110 e lode nel 2002 all’Università di Firenze con una tesi sull’argomento “Successioni secondarie in ambiente mediterraneo. Dinamiche evolutive dei boschi di Quercus Ilex nei vigneti terrazzati dell’Isola d’Elba”, che ha vinto il premio del Parco Nazionale Arcipelago toscano, nel 2006 a Landi è stato conferito il dottorato di ricerca in Progettazione Urbana, territoriale ed ambientale, presso la Facoltà di Architettura di Firenze, sulla base di una tesi su “L’Analisi geografica, storica ed ecologica dei boschi di protezione dell’arco alpino contro i dissesti naturali”. Landi è inoltre titolare di due Master Universitari in “Marketing e Management delle imprese vitivinicole” e in “Scienze della Sicurezza Ambientale”.
Già Responsabile del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale della Provincia di Bologna, più recentemente Landi era Funzionario direttivo del Corpo Forestale dello Stato presso il Comando Provinciale di Siena con funzioni di supervisione delle attività di contenzioso degli uffici territoriali dipendenti e collaborazione ad attività investigative.
“Un caloroso benvenuto alla nuova collega – commenta Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – che arriva giusto in tempo per mettere in sicurezza e a frutto il foltissimo patrimonio botanico, con discendenze storiche che risalgono al periodo mediceo. Dopo anni di sofferenza, nei quali invece delle piante furono potati i bilanci e il numero del personale, è ora arrivato il momento di voltare pagina: l’ultimo momento ancora adatto a salvare l’eredità agraria, forestale e floreale di Boboli, che nella sua richezza e configurazione storica è unica al mondo.”

“Sono onorata dell’incarico che mi è stato affidato – commenta Bianca Maria Landi – prendersi cura del Giardino di Boboli rappresenta per me un patto di dedizione a Firenze, alle sue radici, ad un luogo che è plasmato dalla cultura dell’uomo e della natura e che tale cultura racconta in mille sfumature. Qui le dinamiche ed i ritmi naturali si fondono da sempre con i saperi, il genio e la cura infinita che il Giardino richiede. E’ un luogo che è stato e che sarà.
Dei suoi equilibri delicatissimi dobbiamo farci tutti consapevoli custodi. Sarà per me una sfida appassionata ed appassionante, in cui so di poter contare sul prezioso supporto della Direzione delle Gallerie degli Uffizi, dei colleghi che mi hanno preceduto in questo incarico, di quelli con i quali lavorerò fianco a fianco e soprattutto di quanti dedicano a questo posto, ogni giorno, da anni, una silenziosa e profondissima cura.”

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