(ASI) Il titolo del nuovo libro "Mosè e Akhenaton", pubblicato dalla Edizioni Harmakis, è destinato ad entrare pienamente in quel filone di testi rivolti allo studio della relazione tra il monoteismo ebraico e quello di Akhenaton, il faraone cosiddetto eretico della diciottesima dinastia, il quale, testimonianze storiche alla mano, prima della pretesa enoteistica ebraica, decretò una religione destinata alla venerazione di un unico Dio.

L'autore egiziano Ahmed Osman, studioso dell'argomento esodiaco, anche attraverso altre opere come “Mosè: faraone d'Egitto” dove tenta di individuare una data in cui l'esodo biblico sarebbe avvenuto, in “Mosè e Akhenaton” dibatte meticolosamente per dimostrare che Mosè altri non fosse se non Amenofi IV/Akhenaton.

A prima vista tale idea potrebbe apparire una speculazione portata all'eccesso se ogni ragionamento del Dt. Osman non seguisse caparbiamente la ricostruzione storica, con i documenti disponibili, rapportando più strettamente quelli che nella storia e nella religione sono assurti a indubbi personaggi dal carattere geniale legati da una “ragion di Stato” primaria, quale la necessità di una credenza in un solo Dio come mezzo di governo universale delle masse e in rivalsa di una classe sacerdotale ostile alla sua intronizzazione, uno, e di un popolo, attraverso un'inversione normativa ispirata al politeismo egiziano, l'altro.

In realtà l'ipotesi è coraggiosa e si spinge ben oltre le macchinose spiegazioni psicologiste fornite da Sigmund Freud più di settanta anni fa in “Mosè e la nascita del monoteismo”, dove il personaggio centrale dell'ebraismo, nonché inequivocabile suo simbolo, Mosè appunto, sarebbe diventata la figura carismatica a causa del rimorso di un popolo conseguito dall'aver ucciso il padre che li aveva salvati dalla schiavitù d'Egitto. Si rispolverava così il mito-principio uranico dell'omicidio del padre primigenio fin quando Assman, soltanto alcuni decenni più tardi, riprende in mano la teoria freudiana stravolgendola e legandola più strettamente alla tradizione egiziana e più in particolare alla parentesi Amarniana di Akhenaton. Ma è con Ahmed Osman che il confronto diretto tra le due personalità entra nel vivo con l'analisi delle genealogie di Akhenaton, di sua madre Tiye, originaria della Regione del Delta, e di Yuya, il nonno materno di Akhenaton da lui associato, in un precedente lavoro, al Giuseppe biblico.

La maggioranza degli studiosi convengono che un matrimonio morganatico tra Amenofi III e Tiye fosse all'origine dell'impossibilità per cui ad Amenofi IV/Akhenaton fosse concesso il trono: la madre Tiye, non essendo di stirpe regale e, come se non bastasse, originaria del Delta, luogo, nell'immaginario egizio, associato agli Hyksos, popolazione che per lungo tempo aveva gettato nel caos l'Egitto, non aveva i requisiti indispensabili per generare l'erede al trono degno della casata dinastica.

Tuttora si dibatte sul motivo per il quale la potente classe sacerdotale non fosse insorta prima, cioè durante il periodo della discussa co-reggenza di Amenofi III e Amenofi IV/Akhenaton, quando, ancora in vita Amenofi III, a tutti era chiaro che un figlio impuro sarebbe diventato il futuro re d'Egitto... Ma chi era Akhenaton dunque?

Osman entra nel merito di tali tematiche affrontando ogniqualvolta le svariate volute del periodo in cui si addentra la ricerca storica finora svolta, con ipotesi realistiche ed un esposizione comprensibile ad un pubblico profano per quello che potrebbe rivelarsi un documento non scevro da implicazioni politiche.

Alla fine del libro non mancano numerose appendici intese a specificare alcuni aspetti storico-archeologici relativi a diversi punti nodali, quali: i termini rinvenuti nei vari reperti da cui si ricaverebbe l'identificazione del popolo ebraico attraverso una nomenclatura utilizzata per indicare certe popolazioni come quelle di Shasu, Habiru o Apiru, Khabiru e Peru provenienti dai territori siro-palestinesi e accomunate dal nomadismo; alcuni indizi che lascerebbero intendere la sopravvivenza di Akhenaton dopo il periodo di governo presso Akhetaton, la capitale fondata in disprezzo della classe sacerdotale di Tebe fedele ad Amon e intenzionata a destituirlo e altri approfondimenti relativi alla tomba n°55 e alle tombe rupestri di Amarna.

Massimiliano D'Amico - Agenzia Stampa Italia

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