(ASI) Chieti - La Fondazione "Cantiere Abruzzo", presieduta dall'On.Fabrizio Di Stefano, dopo la trilogia del Maestro Pier Francesco Pingitore su Mussolini, ha organizzato presso il Circolo Capsicum, sito in Piazza

Umberto I a Chieti, la presentazione del libro "L'Ultimo Segreto di Mussolini", del noto giornalista e scrittore Vincenzo Di Michele.

Un'opera di revisionismo storico sulla vicenda della "prigionia" e "liberazione" del Duce dal Gran Sasso.

L'opera del Di Michele, infatti, sostiene la tesi di un patto sottobanco fra Badoglio e i Tedeschi, all'indomani dell'Armistizio italiano dell'8 Settembre 1943 con gli Alleati, per la consegna di Mussolini, prigioniero nell'Albergo - Rifugio di Campo Imperatore, alle forze militari del Reich. Il Duce sará poi "liberato" il 12 Settembre.
La tesi dell'accordo tra la Monarchia Sabauda e il Reich Nazista per la consegna pacifica del Duce ai Tedeschi, contrasterebbe con la versione ufficiale presente sui manuali storici che ha sempre esaltato l'efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell'impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini.
Ma, l'autore de "L'Ultimo Segreto di Mussolini" non è assolutamente d'accordo con questa tesi, passata come ufficiale, anche in virtù di quella che Di Michele definisce "la complicitá italiana nel riaggiustamento storico".
A tal proposito, lo scrittore, sulla "prigionia" e sulla "liberazione" di Mussolini sul Gran Sasso, sostiene "che a Campo Imperatore si trovava prigioniero il Duce lo sapevano tutti, persino i bambini. Addirittura, ci fu un pastorello di tredici anni che trafugó gli alianti tedeschi impossessandosi di alcuni armamentari". Inoltre, il Di Michele afferma che: " il comandante dei Caraninieri al Gran Sasso, fu pure encomiato, quando al contrario questi, non solo non predispose alcuna misura cautelativa, ma venne anche meno ai suoi doveri, invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all'albergo di Campo Imperatore (ad es.: il pastore)".
Per argomentare la sua tesi, Vincenzo Di Michele si avvale di alcune testimonianze dirette, come ad esempio quella, sconosciuta a molti, di Karl Radl, l'aiutante di quello che " erroneamente - secondo l'autore - è stato sempre considerato il vero artefice dell'Operazione Quercia, il Capitano Otto Skorzeny", o di quella di Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini sul Gran Sasso, che in una intervista rilasciata all'autore dell'opera, dichiaró che quell'incursione dei Tedeschi " sembrava proprio un'azione concordata, tant'è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente".
Ma, a tal proposito, sentiamo cosa ha dichiarato ai nostri microfoni l'autore di "L'Ultimo Segreto di Mussolini", Vincenzo Di Michele: https://m.youtube.com/watch?v=0BtxPLY6MdM

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

 

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