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(ASI) Cultura - «L’evanescenza non è la traslazione dell’intento poetico nel metafisico bensì la trascendenza della sua stessa oggettività materica: la poesia». Cosa voglia dire questa frase, che altro non è che un testo di un catalogo della Biennale di Venezia di un pittore contemporaneo, non si sa. Questa frase è una delle testimonianze lampanti dello stato dell’arte contemporanea in Italia: sconosciuta, autoreferenziale, e soprattutto, ristretta a pochissimi intenditori.

Per squarciar questo velo di “omertà”, Camillo Langone, noto giornalista del quotidiano “Il Foglio”, ha scritto per Marsilio (Gli Specchi) l’opera Eccellenti Pittori. L’intento è nobilissimo. Chi sarebbero i pittori italiani di oggi, degni di essere conosciuti, ammirati o collezionati? Bella domanda. Langone è molto chiaro a riguardo, e difficilmente si può essere discordi con la sua introduzione. Nella stessa, chiarisce che fino agli anni ’60 del secolo scorso, chiunque, a partire dai ceti medio – alti sino alla classe operaia, conosceva un Guttuso, un Balla, un Boccioni, un Soffici. Oggi, se interrogassimo un passante qualunque, e chiedessimo lui il nome di un pittore italiano contemporaneo, nella quasi totalità dei casi vi sarà una risposta negativa o assente: non se ne conosce nemmeno uno. Come si sia arrivati a questo risultato, pessimo per l’arte italiana, lo si può intuire: dapprima la riduzione dell’arte ad una sorta di “post – pisciatoio di Duchamp”, ove primeggiano, copyright di Langone, le deiezioni: sangue, sperma e merda. In secondo luogo, il mancato sostegno dei musei, in mano “a un pugno di beghine di ambo i sessi, e perseguitati dai kapò dell’arte necrofila”. L’arte quindi sarebbe ridotta ad una provocazione mediatica, ed è chiaro che di fronte al “nulla” la gente comune preferisca una mostra di Van Gogh o di Depero.

Camillo Langone, quattro secoli e mezzo dopo Vasari, racconta le biografie di alcuni pittori italiani contemporanei. Al contrario del Vasari nelle Vite, i protagonisti delle biografie langoniane sono tutti viventi, e si tratta di pittori, non scultori (quasi tutti estinti) o architetti (ormai al di fuori del campo artistico). E chi sono i prescelti per entrare nel libro?

I criteri scelti per le biografie, sono diversi. Parliamo di “eccellenti pittori”, quindi in grado di generare capolavori, o almeno, in grado di comunicare il bello. Essendo però questo mondo entrato in pieno relativismo, giustamente il giornalista – ammiratore dell’arte ha posto dei criteri. Espressamente oggettivi, rischiando, solo come un critico sa fare. Criteri lontani “dalla critica castale e incomprensibile, che ha reso l’arte italiana autoreferenziale e semimorta”. Quindi, quali sono i canoni dell’eccellenza?

  1. Il criterio di Marc Augé: “Uno che dà speranza, ossia un artista”;
  2. Il criterio di Eugène Delacroix: “La prima virtù di un dipinto è essere una festa per gli occhi”;
  3. Il criterio di Ugo Foscolo: “L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità”;
  4. Il criterio di Daniele Galliano: “Quello che rimane nei secoli dei secoli sono le opere”;
  5. Il criterio di Friedrich Nietzsche: “Che cosa soltanto può ristabilirci? La vista del perfetto”;
  6. Il criterio di Boris Pasternak: “Forza e originalità, le due doti che egli considerava essenziali nella realtà e dell’arte”;
  7. Il criterio di Roger Scruton: “Una vera opera d’arte – che riesce a rendere bello il brutto”;
  8. Il criterio di Oscald Wilde: “Non v’è Arte là dove non v’è stile”;

Questi i criteri utilizzati da Langone. Si può essere in accordo o disaccordo con essi. Si può anche dissentire sulla scelta dei selezionati dal giornalista. Potrebbero esserci altri pittori “eccellenti”, che non fanno parte del libro, perché non rientranti nei gusti del critico. Questo però, lo deciderà il tempo. Difatti i criteri scelti sono sia oggettivi che soggettivi, e un artista si può apprezzarlo o respingerlo. Langone fa l’esempio di Rudolf Stingel: tanto mediatico e presente nelle aste, quanto a lui “non gradito”.

Le biografie sono tra l’altro molto interessanti. Ci si immerge nel mondo di questi artisti, che anagraficamente, vanno dai trenta agli ottant’anni di età. Si comprendono: le loro attitudini, il loro stile, le loro letture, le loro case e molti altri dettagli. Ognuno/a intervistato/a in un posto d’Italia differente (ricordiamo che i pittori sono tutti italiani, e l’omaggio è alla pittura nostrana), presentato/a assieme al suo mondo, sortisce immediatamente un effetto: spingersi a metà del libro, a pagina 64 circa, per vedere le illustrazioni delle opere degli autori. Per finire così, assorbiti nel loro mondo, godendo, perché arte è anche bisogno di godere del bello.

Il grandissimo merito di quest’opera, è averci fatto conoscere questi pittori dei nostri giorni, eccellenti. Un progetto ambizioso, e probabilmente in itinere. Chi sono questi artisti? Non è il caso di fare nomi: l’opera di Langone attende in libreria: per intenditori, neofiti, appassionati e non della pittura italiana contemporanea.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

 

 

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