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(ASI) È stato presentato nel Primo Corridoio della Galleria degli Uffizi, il restauro del busto marmoreo della cosidetta Poppea sponsorizzato dalla sezione fiorentina di Italia Nostra. Erano presenti Antonio Natali (Direttore della Galleria degli Uffizi), Fabrizio Paolucci (Direttore dipartimento di Antichità classiche degli Uffizi) e Mariarita Signorini (responsabile restauri e membro del Consiglio nazionale di Italia Nostra). Presente nelle Collezioni granducali già dal XVII secolo, l’opera è composta dalla testa antica in marmo bianco, inserita sul busto cinquecentesco in marmo venato, e da una base sempre in marmo bianco. La scultura è stata riportata a piena leggibilità grazie al restauro di Paola Rosa.
LA FIGURA
Il ritratto raffigura una matrona romana, si tratta quasi certamente di genere funerario, considerato lo sguardo, ovvero occhi grandi e sbarrati. La bella acconciatura è tipica di un’epoca anteriore a quella di Poppea di circa una ventina d’anni: siamo dunque nella prima parte del I secolo d.C. e simile a quella di Agrippina minore, madre di Nerone e moglie dell’Imperatore Claudio tra il 40 e il 50 d.C.; ciò consente di riconoscere in quest'effige di ignota matrona una donna vissuta nella generazione immediatamente precedente a quella di Poppea, mentre nel settecento gli esperti ritenevano si trattasse proprio di Poppea moglie dello stesso Nerone. Nonostante ciò, si tratta del recupero importante di un’opera che fa parte della serie dei ritratti femminili della dinastia giulio-claudia.
IL RESTAURO
L’antico marmo era completamente deturpato dal pesante strato di sporco depositatosi nel tempo ed è stato oggetto di una delicata pulitura delle superfici; sono state rifatte le vecchie stuccature, ormai alterate e decoese, eseguite con colofonia nelle zone integrate del naso e del mento, in parte della guancia sinistra
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Firenze
Via della Ninna, 5 – 50122 FIRENZE
e del labbro inferiore. Sono poi state rifatte, sulla base delle vecchie foto, le integrazioni in malta sui riccioli dei capelli e sul collo, adeguandole cromaticamente al marmo originale per migliorare la lettura dell'opera, ora molto valorizzata dal bel restauro. Tutto l’intervento ha avuto un costo di circa 1600 euro.
Si tratta del restauro del quarto busto in un solo anno finanziato da Italia Nostra Firenze, tra i cui soci Fabio Basagni figura come il principale sostenitore dell’iniziativa.
IMPEGNI FUTURI
Considerata la fortuna che ha avuto il progetto “Italia Nostra per gli Uffizi”, nelle intenzioni dell’organizzazione c’è di dar seguito al ciclo di restauri nel quadro del più ampio progetto di pulitura e valorizzazione dei marmi antichi dei tre Corridoi di Galleria, progetto iniziato col recupero della scultura del cosidetto Seneca morente proseguito con la Giulia Mesa e col Nerone Fanciullo.
Per il 2014 la sezione fiorentina di Italia Nostra ha intenzione di finanziare il restauro di una scultura di dimensioni maggiori, l’Apollo seduto.
Com’è consuetudine, la sezione fiorentina di Italia Nostra organizzerà una serie di visite guidate alla scoperta non solo della Galleria dei marmi ma anche delle nuove sale da poco inaugurate, oltre alla Tribuna, e alle mostre temporanee, per promuovere la diffusione della storia dell’arte, la cultura del restauro e della conservazione del patrimonio.



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