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(ASI) A incorniciare la ventiseiesima edizione del Salone del libro un variopinto arcobaleno ricco di sfumature. Accostamenti di colori più o meno intonati che hanno conferito un'impronta originale a questa cinque giorni di Cultura 'creativa'.

Grande successo di pubblico anche nell'ultima giornata che chiude con 330 mila visitatori, battendo il record delle precedenti edizioni. Ma come ha voluto sottolineare il Presidente Rolando Picchioni a regalare la più bella emozione non sono stati i dati raccolti, ma il momento riassuntivo di tutti gli incontri e quello che ha visto come ospite d'onore Cécile Kyenge. La neo ministro dell'Integrazione, oltre ad aver accolto l'invito dell'associazione Lingua Madre per premiare le vincitrici del concorso annuale di scrittura per donne straniere in Italia, si é presentata a Torino con notevole anticipo per visitare gli stand e per circondarsi di tanta gente che respira cultura.

In occasione della premiazione sono intervenuti anche il Presidente del Salone, Rolando Picchioni, il Direttore, Ernesto Ferrero e l'Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola.

"Vorrei che il Salone fosse una gemmazione continua di iniziative- ha affermato Picchioni- perché questo evento non avrà alcun effetto se non riesce a creare la coesione sociale e la moltiplicazione dei messaggi che si desidera inviare." E a ribadire il concetto é stato il Direttore Ferrero che ha parlato di interazione piuttosto che di integrazione, perché "la scrittura é un'attività interattiva, che prevede un passaggio di notizie e di idee fra chi scrive e chi legge. Si parla di donne straniere arrivate in Italia che si dedicano alla scrittura.... Io vorrei abolire l'aggettivo 'straniere' perché nella scrittura e in letteratura non esistono stranieri. Ancora non abbiamo capito se la globalizzazione abbia portato più vantaggi o svantaggi... L'unica cosa che sappiamo é che l'unica globalizzazione degna, vera e seria é quella della scrittura, perché grazie a questa possiamo capire chi siamo e dove andiamo ... Siamo tutti felici di partecipare a questo momento di festa perché l'identità é fatta di molte differenze e maggiori sono le differenze più ricca é la nostra identità."

E parole di gratitudine e di soddisfazione per la realizzazione di questo evento sono state pronunciate anche dall'Assessore Coppola, che ha definito il Salone come una somma di identità diverse e tutte straordinarie e il concorso Lingua Madre come la 'perla' alla quale nessuno vuole rinunciare.

Ma l'intervento più atteso é stato quello del Ministro Kyenge, che ha saputo creare un clima di religioso silenzio. "Ringrazio tutti gli organizzatori, il Salone del Libro per l'accoglienza che mi é stata riservata. Vedo gente comune, persone che hanno scelto un orario particolare per partecipare a questo evento e ciò testimonia l'importanza di quello che sta avvenendo in Italia, l'importanza del cambiamento....La mia vita é fatta di cammino, ho camminato molto, mescolandomi in mezzo alla gente e oggi vedo tante persone che hanno fatto quel percorso con me. Io mi sento da quella parte.

La lingua é uno straordinario strumento per comunicare e quando arrivo qui e vedo quello che siete riusciti a creare mi stupisco. Ho voluto passare una mattinata all'interno del Salone per respirare questo clima di diversità che mi ha riportato anche un po' indietro a quando non sapevo ancora parlare italiano. Quando noi sappiamo parlare la lingua del Paese in cui siamo questo costituisce un grande arricchimento, una risorsa e le donne sono capaci di questo. Esse costituiscono il 51% della popolazione di origine straniera e il fatto di aver messo al centro del progetto la figura femminile é molto importante, perché la donna ha avuto sempre quel ruolo comunicativo, di tessere e ricucire e quella elasticità mentale che l' ha portata a reinventare tutto e a creare nuovi contesti nel Paese di accoglienza. Le donne sono protagoniste di questo percorso e noi dobbiamo fornire loro gli strumenti per fare questo e per uscire dall'isolamento, in vista di una società basata sui diritti umani e sui cittadini senza alcun aggettivo. Semplicemente cittadini...Il fatto di mescolarci con altre culture non deve farci paura ma deve farci pensare ad un arricchimento. Ognuno di noi vive interiormente un incontro-scontro di culture che solo col dialogo e col confronto si può risolvere."

Ed il vero successo ottenuto con questa edizione del Salone é tutto condensato nelle parole del Ministro Kienge che, parlando di interazione, sorride alla diversità

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Maria Vera Valastro- Agenzia Stampa Italia

 

 

 

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