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(ASI) Se pensiamo agli emigranti calabresi di ieri, ci riaffiora l'immagine di una valigia di cartone carica di belle speranze e di una Torino grigia e nebbiosa,  in cui affittare case ai meridionali era motivo di vergogna.

Quella stessa città industriale, che rese la vita difficile a quanti provenivano dal Sud, oggi è sovraffollata di meridionali e si prepara ad apprezzarne la cultura proprio in occasione della ventiseiesima edizione del Salone del Libro.

I figli e i nipoti di quei calabresi che 'ieri' erano considerati  ospiti sgraditi, oggi si trasformano in ospiti d'onore e giungono nel capoluogo piemontese per presentare  progetti culturali e prodotti letterari della propria regione.

La Calabria ha scelto di collocare l'ambito culturale fra le priorità anche con l'intento di contrastare la criminalità organizzata, “puntando sul dialogo con i giovani, sulle varie iniziative per la promozione della lettura, su cospicui investimenti nelle biblioteche e sulle tecnologie digitali per mettere in rete le risorse già disponibili e coinvolgere i ragazzi in un uso creativo dei nuovi linguaggi, tra valorizzazione del patrimonio esistente, inchieste e nuovi progetti”.

Da programma, si prevede un calendario ricco di eventi che vedranno protagonista la cultura calabrese in una molteplicità di aspetti, dalla storia al patrimonio artistico e archeologico, dall'imprenditoria all'enogastronomia, dalla letteratura all'arte contemporanea.

Come ha dichiarato l'Assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri “questa partecipazione rappresenta una straordinaria occasione per mettere in mostra le tante eccellenze calabresi e per aumentare il numero dei lettori.” Ma rappresenta anche un'opportunità per non ridurre la grande storia del Sud a storia criminale, come sottolineato dallo stesso Assessore.

In rappresentanza degli 'uomini di cultura' calabresi giungeranno a Torino Mario Fortunato, Carmine Abbate (recente vincitore del Campiello), Mimmo Gangemi (Il giudice meschino, La signora di Ellis Island), Marina Valensise, Corrado Calabrò e la giovane Angela Bubba  autrice di narrazioni-reportage ispirate alla letteratura di Anna Maria Ortese e di Elsa Morante.

Ma la punta di diamante delle cinque giornate 'calabresi' sarà  rappresentata dalla figura di Mattia Preti, considerato il più grande artista calabrese di tutti i tempi. Sarà Vittorio Sgarbi, autore di un libro a lui dedicato e curatore della mostra allestita alla Reggia di Venaria, a presentare uno dei maggiori esponenti dell'arte barocca italiana di cui, quest'anno ricorre il IV centenario della nascita. La rassegna artistica, che sarà inaugurata in data 16 maggio, in concomitanza con il Salone del libro, proporrà una trentina di opere del pittore calabrese assieme a quelle del Caravaggio e del Giordano.

Accanto alla presentazione della mostra dedicata a Mattia Preti, lo stand calabrese potrà vantare l'esposizione di cinque incunaboli e di altri gioiellini della tipografia storica del territorio, fra cui il Pentateuco e le Ceramiche di Seminara. Per l'occasione saranno esposti anche il Codice Romano Carratelli, “un documento manoscritto del Cinquecento nel quale sono raffigurate fortezze, castelli, territorio e sistema difensivo della Calabria”, e un quadro di Mattia Preti.

Fra i vari eventi che vedranno protagonista la regione Calabria ricordiamo anche la presentazione di Appunti sulla Calabria di Giovanni Russo, (con la partecipazione di Paolo Mieli) e gli interventi  di Salvatore  Settis, Fabrizio Barca e Mario Caligiuri che parleranno del nuovo Museo archeologico di Reggio.

Come scriveva Raffaele Gaetano, “per comprendere la Calabria bisogna essere predisposti ad amarla” … ed è questo il suggerimento che diamo a coloro che visiteranno lo stand della regione ospite.

 

Maria Vera Valastro – Agenzia Stampa Italia

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