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(ASI) Perugia - Solo posti in piedi per il tradizionale appuntamento del Festival Internazionale del Giornalismo con il direttore de la Repubblica Ezio Mauro. Quest’anno l’incontro si è tenuto nel tardo pomeriggio nella solenne sala dei Notari, in piazza IV Novembre. A condurre l’intervista è stata, come l’anno scorso, la stessa fondatrice del festival, Arianna Ciccone; in più quest’anno una novità: l’appuntamento è stato trasmesso in diretta su repubblica.it, sul sito del Festival e sulle 590 web tv del network altratv.tv.

 Si tratta della prima twitterview “a Rete unificata”, con domande che arrivano anche da Twitter, una vera e propria intervista real time, la prima in assoluto a un direttore di un grande quotidiano.“Incontro con Ezio Mauro: attualità, politica, informazione” ha dato la possibilità al pubblico di conoscere il pensiero del noto direttore su una molteplicità di temi. Primo tra tutti quello sull’attuale situazione politica italiana, che ha subito un profondo mutamento rispetto al 2011: “La politica è come la matematica: è accaduto ciò che doveva accadere, e si è verificato nelle forme più proprie della democrazia”- sentenzia Mauro, riferendosi alla caduta del governo Berlusconi, un governo che definisce “privo, nella sua ultima fase, di un consenso delle parti sociali, dei mercati e delle istituzioni europee, dei cittadini”. Il direttore però poi aggiunge: ”Resiste Berlusconi e resiste il berlusconismo come avventura politica incentrata sulla leggenda di un uomo che si è fatto da sé”. E alla domanda della Ciccone che s’interroga se sia stato corretto nei confronti dei cittadini italiani ricorrere all’instaurazione di un governo tecnico come quello di Monti, invece delle elezioni, Mauro risponde: ”Era inevitabile. Eravamo nel baratro e anche ora non ne siamo completamente fuori. Esprimere un giudizio sull’operato del primo ministro? Questo è ancora presto per farlo. Aspettiamo, e poi giudicheremo”- continua poi il direttore.

Un altro tema caldo è quello dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: la Ciccone sottolinea come a riguardo la Repubblica abbia vissuto delle divisioni di opinioni al suo interno. Mauro, invece, ribadisce un’unità di posizione adottata dal suo giornale, vale a dire quella della necessità di una riforma dell’articolo 18 salvaguardando però il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento economico illegittimo.

Con uno sguardo al futuro si immagina poi quale sarà lo scenario del 2013: secondo Mauro ci sono le condizioni affinché le forze politiche di sinistra, che lui definisce “sedute sopra una montagna di disponibilità democratica”, si dirigano a testa alta verso un governo che sia realmente a servizio dell’intero paese e che sia in grado di combattere le diseguaglianze, che costituiscono la vera cifra dell’epoca.

E quando a Mauro viene mostrato un breve frammento di “Qui radio Londra” dove Ferrara lo accusa di essere portavoce di una sinistra che finge di preoccuparsi dell’antipolitica, il direttore risponde: “L’antipolitica consiste nel non stare a pensare: è una gigantesca semplificazione e rappresenta un serio pericolo per la democrazia. Così rischiamo di arrivare al disincanto democratico”.

Un momento di commozione generale poi, sottolineato da sentiti applausi, quello del ricordo di D’Avanzo, da poco scomparso, di cui Mauro mette in luce il professionista e l’uomo: “La nostra è stata come una storia d’amore…”- afferma, riferendosi al giornalista noto ai più per le dieci domande su Berlusconi.

Numerose quindi le questioni sottoposte al direttore da parte del pubblico presente in sala o da quello virtuale di twitter: tra le altre il populismo,le future elezioni politiche, l’opportunità o meno del finanziamento pubblico ai partiti.

Infine una riflessione più ampia sulla figura professionale del giornalista, che Mauro ritiene vada sempre più incentivata facilitando le forme di accesso a questo mondo e mostrandosi favorevole anche all’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. “Spero di non aver mai smesso di fare il giornalista per fare il direttore”- conclude poi Mauro tra uno scroscio di applausi che vuole festeggiare con lui il sedicesimo anno di direzione de la Repubblica.

In conclusione dell’incontro l’annuncio di Mauro: nasce la “Repubblica delle idee”, un appuntamento annuale con la community del giornale, che per quest’anno si terrà a Bologna, dal 14 al 17 maggio.

 

 

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