(ASI) Grande evento al Festival internazionale del giornalismo con l’arrivo alla Sala dei Notari del Ministro della giustizia pro tempore, la professoressa Paola Severino. Ritorna a Perugia, ricordando che in passato insegnò proprio a Perugia diritto penale commerciale; puntualissima e in partenza per Bruxelles per discutere di una normativa avente oggetto la regolamentazione delle comunicazioni.
Il Ministro si è congratulata per l’iniziativa organizzata dal Consiglio dell’ordine nazionale dei giornalisti di discutere sul tema “Etica e giornalismo”, poiché anch’ella stava pensando di organizzare alla Luiss (l’università dove è ordinario di diritto penale è stata preside e pro-rettore) un convegno sullo stesso tema.
Alla professoressa Severino sono stati fatti notare alcuni dati dal Presidente di AstraRicerche Enrico Finzi che c’è una certa sfiducia nel giornalismo e nei mezzi di comunicazione da parte dei cittadini e che l’unico mezzo che raggiunge la sufficienza è internet. La ministra definisce internet come un mezzo a due facce, estremamente negativo e pericoloso da un lato, estremamente positivo dall’altro, ma che comunque ha bisogno di regole e ha puntualizzato che specialmente i blog devono essere assolutamente regolamentati per il pericoloso, tanto che ha affermato: ''Il fatto di scrivere su un blog non ti autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se stai trattando di diritti di altri. Ricordiamoci che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un'altra persona solo perchè sono lasciato libero di esprimermi''. Ha aggiunto poi che: ''Il problema non e' vederli con sfavore ma reprimere l'abuso anche se su internet e' piu' difficile e meno controllabile. Non c'e' un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell'arbitrio”.
Sollecitata dal Presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino, la Severino ha ammesso l’esistenza di un serio progetto di riforma dell’ordine e che ella stessa avrebbe abbozzato un testo di 26 articoli (stando a quanto riferito da Iacopino); da fiinissima giurista, la Ministra ha avvertito l’esigenza di un testo unico in cui il giornalista possa identificarsi e di accorpare le varie carte deontologiche, con la riduzione delle norme, che devono essere poche e chiare. A ciò ha pure aggiunto che è necessario che sia i cittadini che i giornalisti usino sempre buon senso e che i vari interessi coinvolti e cioè quelli del giornalisti a fare informarmazione, quello del cittadino a ricevere informazione, siano sempre rispettosi non solo dell’articolo 21 della Costituzione e della legge, ma anche dei diritti dell’indagato che spesso e volentieri si ritrova profondamente colpito dai mezzi di comunicazione, senza che sia accertato la sua colpevolezza. Pertanto richiamando all’obbligo di rettifica ha riscontrato che spesso quando viene emessa una sentenza di assoluzione non è messa in rilievo come se fosse di condanna, con conseguente danno per l’ex imputato.
Incalzata da Iacopino che ravvisato la necessità che la rettifica debba essere sempre motivata, la Severino ha richiamato ancora ai principi dell’interesse pubblico, della continenza e soprattutto della verità, giustificando che la motivazione è ammissibile, purché si dimostri la verità dei fatti e che non venga strumentalizzata.
La Ministra, contraddistinguendosi come sempre per la sua pacatezza e chiarezza, ha già fissato un incontro con il consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti per una celere e consensuale riforma dell’ordine; a tal proposito il presidente Iacovini ha dato appuntamento e come scadenza di tutto, salvo cambiamenti politici, tra un anno al prossimo festival del giornalismo di Perugia.
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