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(ASI) Mercoledì 18 aprile, alle 10,30, nella caserma “Gandin”, sede del comando della Brigata e del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, avrà luogo la celebrazione del 353° anniversario della costituzione della specialità Granatieri. Alla presenza del Comandante dei supporti delle forze operative, Generale di Corpo d’Armata Alessandro Montuori, la bandiera di guerra del 1° reggimento sarà insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare delle forze armate portoghesi. L’onorificenza sarà conferita dal Comandante della “forza operativa europea a reazione rapida” (EUROFOR), Generale di Divisione Josè Alberto Martins Ferreira.

Lo speciale riconoscimento sarà concesso per i consolidati rapporti esistenti fra i due paesi alleati e per i numerosi atti di eroismo mostrati dai Granatieri durante la Grande Guerra. Il 1° reggimento "Granatieri di Sardegna", è il discendente in linea diretta del "Reggimento delle Guardie" che venne istituito dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia in Torino il 18 aprile 1659.

 L’unità, con i suoi 353 anni di vita, è il più antico reggimento dell'Esercito Italiano che, senza interruzioni, ha mantenuto la propria denominazione e insegne rendendosi protagonista del processo di unificazione della Nazione. La specialità dei Granatieri prende il nome dalle particolari figure di soldati specializzati delle fanterie degli eserciti europei di fine seicento caratterizzati da alta statura e costituzione robusta, caratteri fisici ancor oggi mantenuti. Di particolare effetto per la popolazione romana è una tradizione in atto dal 1776 quando Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, donò al Reggimento di Sardegna, 120.000 vecchie lire di Piemonte affinché nel giorno della ricorrenza della sua morte venisse celebrata una messa in memoria.

Da allora la messa in suffragio viene celebrata ininterrottamente - anche in periodo di guerra- tutti gli anni il 18 febbraio a Roma nella basilica di Santa Maria degli Angeli con il fine di mantenere vivo il legame con le tradizioni ed onorare i predecessori che hanno militato in pace ed in guerra nel glorioso ed antico corpo. 
I Granatieri, peraltro, sono particolarmente legati alla Capitale, non solo per l’intensa attività istituzionale che li vede quotidianamente protagonisti nelle sedi istituzionali della città in occasione di servizi di alta rappresentanza, ma anche per i fatti accaduti nelle giornate dell'8, 9 e 10 settembre 1943 quando il reggimento, sostenuto in alcuni casi dalla popolazione, si oppose strenuamente all'occupazione di Roma da parte delle truppe naziste. Per questi atti di eroismo, il reggimento è stato insignito della cittadinanza onoraria nel 2011. Oggi l’unità, modernamente equipaggiata, partecipa alle missioni internazionali di pace all’estero, mentre, in patria, assicura il concorso alla sicurezza del cittadino con l’operazione “strade sicure”.


STORIA
1877 approvazione della Legge che dispose la realizzazione del Campo Trincerato di Roma.

L'anno seguente il Generale del Genio Giovanni Battista Bruzzo, Ministro della Guerra, ordinò la costruzione di opere permanenti in muro e terra, secondo il modello tedesco o prussiano allora in auge.

Si lavorò con grande alacrità, tanto che alla fine del 1884 erano ormai in fase avanzata di realizzazione quindici Forti: Monte Mario; Trionfale; Braschi; Boccea; Aurelio; Bravetta; Portuense, Ostiense; Ardeatino; Appia Antica, Casilino; Prenestino; Tiburtino; Pietralata e Monte Antenne;  e quattro Batterie: Tevere; Acquasanta; Porta Furba e Nomentana. Le murature sono eseguite co pietrame misto, laterizio, pietra di tufo, pietra di selce.  I Forti hanno un'impostazione molto simile tra loro, sono ad una distanza reciproca di 2-3 km. e distavano dal nucleo centrale della città mediamente 3-4 km.. 

Lo sviluppo complessivo della nuova linea fortificata, misurata su di una poligonale, è di circa 40 km..

I prolungamenti di alcuni lati di un'opera risultano all'interno del campo trincerato, consentendo un soccorso reciproco dei Forti nell'azione di fiancheggiamento. Le opere sono per lo più situate lungo le Strade Consolari di Roma, ma non sono direttamente collegate tra loro.

Sotto la direzione di Luigi Durand de La Penne, dal 1877 al 1885, vennero elaborati i progetti definitivi ed eseguita buona parte della costruzione dei Forti: Trionfale; Ostiense; Ardeatino; Casilino; Prenestino; Tiburtino; Pietralata; Monte Antenne; e delle Batterie: Appia Pignatelli; Porta Furba e Nomentana.





IL FORTE di PIETRALATA NELLA CASERMA GANDIN

 

Il Forte Pietralata, situato all’interno della CasErma Gandin, sorge su un leggero altopiano, in modo da sfruttare completamente l'ostacolo naturale offerto dal Fiume Aniene. Si svolge in forma trepezoidale con le sole sporgenze della Caponiera centrale del Forte, delle mezze Caponiere alle estremità dei fianchi rettilinei e del Tamburo di fiancheggiamento per il lato di gola.

All'interno del Forte si giunge (dalla parte della città) attraverso un ponte, diviso in due parti – una fissa ed una elevabile -, che scavalca il fossato di gola bene in vista dalla Caponiera, e che introduce nella porta del Forte. Si accede quindi all'Androne, uno spazio a pianta rettangolare con volta a botte, dove si affacciano alcuni altri ambienti, ognuno con una destinazione ben precisa: la Stanza dell'Ufficiale di Guardia, l'Ascensore delle polveri da sparo, il Corpo diGuardia, il Deposito delle polveri da sparo.

Intorno al 1930, sui terreni occupati dai Forti, si iniziarono a costruire infrastrutture militari quali Caserme e Depositi.

In particolare, sull'area del Forte di Pietralata, venne costruita una Caserma occupata dal 8° Reggimento del Genio. Dopo il 4 giugno 1944, data in cui gli eserciti Alleati entrarono in Roma, la Caserma divenne un convalescenziario per le truppe anglo-americane impegnate nella Campagna d'Italia.

A ricordo di quel periodo, si possono ancora riconoscere, sui portoni dei locali che oggi sono adibiti ad Armerie, ormai sbiaditi dal tempo, le insegne di un negozio di fotografia "Kodak, films, print, develop"; un Barber Shop; un Post Office; una Tea Room.

Inoltre, oggi completamente ricoperta, fu costrita dagli Statunitensi una piscina scoperta.

Tra il 1961 ed il 1976, dopo anni di abbandono e di sottoutilizzazione, quel che rimane del Forte di Pietralata è stata interessata da notevoli interventi di pulizia e di manutenzione. Queste opere hanno consentito una nuova destinazione dei locali interni ed una più sicura tenuta del fossato esterno. Si è restaurato il Tamburo difensivo, e con le sabbiatrici sono stati riportati "faccia a vista" i parapetti murari ed i pavimenti in cotto. Negli spazi interni – dai quali ancor'oggi si evincono le modalità di funzionamento del Forte, con accessi, rampe e scale – trova oggi posto una rievocazione della storia dei Granatieri di Sardegna con documenti ed uniformi dalla data di fondazione (18 aprile 1659) ai giorni nostri.

















* Si ringrqazia l'esercito per le forto (La Redazione ASI)

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