(ASI) Il Comitato Tecnico Scientifico che sovraintende da un anno l’andamento della curva epidemiologica, reputa ancora pericolosa la riapertura delle scuole. Il CTS ha constatato la pericolosità della variante del virus inglese,e dopo tre consigli svolti in questi giorni la linea adottata verte sulla chiusura ad oltranza.

La prima indicazione del Comitato verso il Governo è : nelle zone rosse l’unica didattica possibile deve essere quella a distanza, in tutti i cicli scolastici.

Questo ricalca la linea del vecchio DPCM emanato dal Governo Conte. La DAD (didattica a distanza) è prevista per le zone rosse dalla seconda media a crescere. Inoltre in questi giorni è prevista la chiusura di infanzia, primaria, medie e superiori. La seconda indicazione del CTS sulla tematica istruzione, è offerta ai Governatori delle Regioni. Se questesono in zona arancione, i presidenti potranno prendere decisioni in merito alla chiusura di istituti in province ad alta diffusione del Covid19.

In diversi hanno già adottato questa linea. Vediamo Vincenzo De Luca in Campania e Michele Emiliano in Puglia. Da considerare anche la situazione, di Brescia, nel Bergamasco, a Cecina, Arezzo, a Bologna e nel Ravennate, ad Ancona Macerata, nella provincia di Palermo, a cui si va ad aggiungere tutta la Romagna e Rimini compreso.

Si sta decidendo di chiudere le scuole anche in base al rilascio di alcuni dati. Il CTS ha preso al vaglio questi numeri : “250 contagi ogni 100 mila abitanti sono il nuovo limite oltre il quale anche in zona gialla o arancione, le scuole non potranno più ospitare né studenti né docenti.”

Nelle aree arancioni che non conosceranno peggioramenti dei parametri, i protocolli resteranno quelli conosciuti : didattica in presenza dal 50 al 75 per cento. In zona gialla, con la stabilità dei contagi per tre settimane consecutive, le attuali disposizioni sulle lezioni in presenza non cambieranno.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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