(ASI) Lallapalooza, lallapalooza, lallapalooza è da un po’ di tempo che mi ronza nelle orecchie questo nome come un mantra o come una parola inventata da un bambino che la ripete fino allo svenimento un vocabolo che apparentemente non ha significato ma che incuriosisce perché buffo ed insolito.

 

Poi noto un manifesto in strada dai caratteri anni ’60 e leggo: Lallapalooza Fest vi aspetta venerdì sulla vena Mazzarini ed allora ho deciso di andare a fondo: qual è il significato di questa parola? Ma ha un significato? Forse è un nome inventato?  

Un uomo ed un delfino, grida di bambini e folla che applaude, non so se sto sognando o sono in dormiveglia ma mi si presentano alla mente intorpidita le immagini di tanti anni fa quando mio nonno mi portava alla vena Mazzarini a vedere lo spettacolo dei delfini ammaestrati. C’era tanta gente accalcata sulle gradinate: famiglie con bambini, vecchi, gruppi di giovani col naso all’insù.

 

Un viaggio a ritroso nel tempo fino agli anni ’50 quando Cesenatico era conosciuta come “la città dei delfini” con tanto di cartello all’ingresso.

A quei tempi la sensibilità verso gli animali non era così evidente e in un dopoguerra che vedeva la nazione riprendersi lentamente e faticosamente la “guerra” tra poveri cioè tra marinai e delfini non era affatto finita, anzi questi ultimi venivano visti come temibili concorrenti perché mangiavano il pesce pescato dopo essere finiti nelle reti da pesca. Quando questo succedeva i marinai avevano l’abitudine di ucciderli e venivano elargiti anche dei premi in denaro per la loro uccisione.

Si racconta che un giorno un peschereccio tornò in porto trasportando con sé un delfino vivo ma rimasto impigliato nella rete: Lalla (questo il nome datole) fu adottata e rilasciata nella vena Mazzarini che divenne la sua casa. Cominciò il suo addestramento e ben presto Lalla diventò una star fino ad una notte di fine anni ’50 quando un gruppo di cervesi rubò Lalla caricandola su un furgone trasportandola fino al canale di Cervia. Il mattino seguente tutta Cesenatico parlava del fattaccio e l’Azienda di soggiorno si mobilitò per andare a riprenderla. Purtroppo Lalla morì a causa dello stress subìto e delle poche accortezze dovute al trasporto precedente.

Nei mesi successivi arrivò un’altra femmina, Lalla II, e mentre Cesenatico stava diventando famosa vennero presi contatti con l’acquario di Miami per far arrivare un compagno per lei per non farla sentire più sola. Quando arrivò Palooza l’acquario fu preso d’assalto da migliaia di persone fra giornalisti e fotografi che assistettero a una vera e propria cerimonia nuziale fra Lalla e Palooza.

Nel lontano gennaio 1963 purtroppo i due delfini morirono di freddo, ne arrivarono altri fino al 1982 quando, con le nuove leggi a tutela dei cetacei, si decise di liberare in mare gli ultimi delfini rimasti. Così finì una storia lunga trent’anni segnata da salti e piroette ma anche da morti in cattività dei poveri animali.

Oggi a distanza di quarant’anni Lallapalooza è un mercato dove comprare un po’ di tutto: borse, bijoux artigianali, vestiti ma anche rifocillarsi col cibo da asporto e coi gelati che si tiene di solito di venerdì sulla vena Mazzarini ed è un tributo a quei delfini che durante quegli anni allietarono le giornate di grandi e piccini.

Donatella Arezzini per  Agenzia Stampa Italia

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