(ASI) Immagino che almeno una volta nella vita chi leggerà il mio articolo avrà avuto modo di trascorrere le vacanze estive sulla Riviera Romagnola in uno dei numerosi “lidi” che si susseguono monotonamente sulla costa adriatica. Ricordi legati ad un’infanzia e giovinezza trascorsa “a mille” dopo il boom economico degli anni ’60, discoteche, balere, liscio e piadina.

Bene, però forse non tutti conoscono la storia che si respira in queste località di mare, le vicende ed i loro protagonisti. La curiosità mi spinge a conoscere qualcosa di più sul paese natale di mia madre: Cesenatico.

Passeggio di notte per il centro di Cesenatico: “piazzetta delle Erbe”, “piazza delle Conserve”, “piazza della Pescheria” cioè quello che viene conosciuto come “e’ Mont” centro storico del paese perché lì si svolgeva in gran parte la vita della comunità dal Rinascimento fino a poco prima del “boom “economico degli anni ‘50/’60.

 Le stradine sono strette, fa caldo ma alcune folate di vento che provengono dal canale rinfrescano la mia passeggiata notturna e decido di continuare. Respiro la storia di questa zona crocevia di mercanti provenienti via terra dalla ricca Firenze e via mare da Venezia, dalle coste Dalmate e dai Paesi Bassi.

Le case sono basse e vicine dai colori a volte inusuali: verde, azzurro, ocra, giallo e si specchiano sul canale leonardesco che vede sfilare ogni giorno frotte di turisti un po’ spaesati dai mille richiami dei numerosi ristoranti di pesce e di piadinerie che vi si susseguono.

C’è odore di storia mista a pesce fritto, quell’odore pungente dei borghi marinari immutati nel loro fascino. Arrivo alla piazzetta delle Conserve dove mi soffermo ad osservare le Conserve o ghiacciaie cioè pozzi profondi 6 mt.racchiusi in edifici dai robusti muri perimetrali dove si conservavano il pesce e le derrate alimentari refrigerati da strati di ghiaccio o neve compressa. Queste ghiacciaie furono utilizzate fino all’inizio del nostro secolo, erano 20 ma ora ne restano solo 3. Ogni mattina vi si svolge il mercato dei produttori agricoli del circondario e nel periodo natalizio vi viene allestito il presepe con statue a grandezza naturale mentre in estate si tengono rassegne di musica classica.

Continuo la mia passeggiata ed oltrepasso il ponte sul canale e mi ritrovo di fronte al museo della Marineria che è la sintesi di tanti secoli di storia marinara fatta di piccole e grandi vicende legate alle barche, alla pesca e ai traffici marittimi. Questo museo vanta oltre alle raccolte esposte dentro al padiglione della sezione a terra anche una sezione galleggiante con undici barche in acqua complete di vele che vengono issate giornalmente e tre barche mantenute operative per preservare il patrimonio intangibile delle antiche pratiche della navigazione. Si tratta di imbarcazioni tradizionali tipiche dell’adriatico con “vele al terzo” decorate con i simboli delle famiglie dei pescatori e con gli antichi “occhi” utilizzati a scopo propiziatorio. Durante le feste natalizie questa sezione diventa un suggestivo presepe galleggiante perché le barche ospitano statue a grandezza naturale che rappresentano i pescatori ed il tema della natività.

Da lontano arrivando qui non si può non notare il famoso grattacielo che si erge in piazza Costa davanti al mare: 35 piani per 118 metri di altezza costruito tra il 1952/1958 seguendo i canoni architettonici del dopoguerra. Diciassettesimo grattacielo più alto d’Italia, nel volume “Cesenatico e il suo grattacielo” a cura di Ennio Nonni ne viene narrata la costruzione. “L’idea era quella di concepire il grattacielo come un segno territoriale unico e non come un modello da replicare nella stessa località per assolvere ai problemi della crescita urbana” scrive Nonni. Forse un faro insolito per i naviganti…

Si è fatto tardi, mi accingo a rientrare a casa ma ritornerò ad intrigarvi ancora con storie e detti di questa ridente cittadina balneare.

Buona permanenza a tutti.

 

Donatelle Arezzini per Agenzia Stampa Italia

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