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(ASI) Assolti. Un urlo isolato di gioia nel corso e voci americane che si alzano. Tumulto in aula: Amanda Knox e Raffaelle Sollecito dopo quattro anni sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

Il delitto di Perugia si chiude con molte perplessità e rimane avvolto nel giallo. Due presunti assassini, cui la procura della Repubblica avrebbe suggerito la pena di morte, sono invece due giovani fidanzatini candidi, coinvolti in un tragico errore giudiziario salvato in extremis? Ci possono essere solo due verdetti: o la soddisfazione di avere salvato due giovani innocenti, che tornano alla vita dopo un inferno, o due assassini che con i soldi, il potere, l’incompetenza delle forze dell’ordine e i mass media l’hanno fatta franca. Americani, massoni, politici tante cospirazioni allungano la mano sulla regolarità del processo e delle dinamiche e onestamente qualche dubbio e interrogativo è naturale porsi. Due volti, che si personificano nella controversa natura di Amanda, che deve pagare, o meglio ha già pagato per calunnia al miracolato Patrick Lubumba, salvato da un preciso professore svizzero con la mania di tenere scontrini, altrimenti forse ci sarebbe stato un altro uomo nero. Rudy Guede alla luce dei fatti è l’assassino di Meredith Kercher, l’unico che certamente era presente e con cui ha consumato una notte d’amore e d’orrore, ma c’è un interrogativo e cioè la condanna in concorso. 16 anni, 4 scontati, 12 ne rimangono, ma chi sono dunque questi correi? E’ appurato che altri erano presenti, ma quei due non sono più Amanda e Raffaele. Lui tornerà al mare che tanto gli è mancato, lei in America e probabilmente diventerà molto ricca, forse una diva, visto che l’America è in festa. Ma è davvero giusto? Chi lo sa? C’è ancora un rito e l’ultima parola spetta alla Cassazione, ma ormai Amanda è libera e penso si guarderà bene dal tornare a Perugia. La città umbra ne esce con le ossa rotte, giustizia contraddittoria, organi inquirenti screditati, immagine a pezzi e una fama simile a quella di Gomorra, povera Perugia, come povera Meredith, l’unica grande vittima di questo grande teatrino che spesso aveva i toni della festa, quando invece doveva essere un funerale… Solo la vera popolazione perugina ha detto quello che valeva la pena di urlare: “Vergogna, vergogna…”

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