Martedì, 4 Agosto 2026
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Italia

Fabio Fazio ai lettori di America Oggi e agli italiani che vivono negli USA: "Sentirsi uniti come non mai per ricominciare"

(ASI) L’Italia è stata duramente colpita da questa pandemia. Italia vuol dire italiani, dovunque siano nel mondo. Italiani intesi coma appartenenti a una stessa storia, a delle stesse tradizioni, radici, ricordi e persino alla stessa lingua. E in questo caso accomunati anche dallo stesso dolore.

Di Redazione ASI 30 Aprile 2020 – 16:02 3 min di lettura

Può capitare che da lontano il dolore diventi ancora più insopportabile perché la distanza produce un senso di impotenza e l’impossibilità di agire. Di esserci. Ma la distanza non impedisce di condividere.

Ce ne siamo accorti dalle tante attestazioni di solidarietà che sono arrivate al nostro Paese da ogni parte del mondo. Vedere la nostra bandiera fuori dai nostri confini ci ha commosso e consolato.

Questa sciagura ha reso impossibile viaggiare, immaginare di spostarsi o programmare le nostre vacanze. Ha reso impossibile re-incontrarsi e ha letteralmente separato e tenuto lontani affetti e amici.

Oggi che tutto il mondo conosce lo stesso disagio, la stessa angoscia e lo stesso stato d’animo, abbiamo però l’occasione come mai prima d’ora, di poterci sentire uniti. Più che vicini. Uniti. Nella nostra fragilità, nella nostra appartenenza alla medesima specie, al medesimo tempo e al medesimo destino.

Tutti vogliono ripartire. Mi permetto invece di suggerire un altro verbo che è anche un obiettivo: ricominciare. Non da dove eravamo rimasti ma scegliere una nuova strada. Che non contrapponga l’ambiente agli esseri umani o l’economia alla salute ma che ci porti a ritrovare equilibrio e a rimettere in ordine i nostri valori e magari a rivedere le regole del gioco.

La nostra felicità e il nostro benessere non possono prescindere da quello del nostro prossimo. E noi, ciascuno di noi è prossimo per tutti gli altri. Occuparci degli altri vuole dire occuparci di noi, di ciascuno di noi.

Il virus non ha confini. I confini sono convenzioni, ridicoli muri che si erigono e che verranno abbattuti prima o poi dalla Storia. Costruiamo confini ignorando l’unico confine insopprimibile. Quello dei nostri limiti di uomini. Abbiamo trasferito la categoria dell’onnipotenza a noi stessi; abbiamo pensato di essere altro dalla Terra che ci ospita ed è un doloroso paradosso vedere la Terra respirare mentre noi lottiamo pere respirare. Tornano i pesci nella laguna di Venezia, gli uccelli nelle città fanno i nidi sui grattacieli, il mare torna limpido, si riduce drasticamente l’inquinamento e nel Punjab, dopo trent'anni, a duecento chilometri di distanza, torna visibile la catena dell’Himalaya. Non è una cosa da poco. Dobbiamo riflettere su quel che è accaduto e sulla necessità di una nuova strada da percorrere.

Abbiamo imparato anche che tutto quel che davamo per scontato in realtà non lo è per niente. Ci sono senza dubbio aspetti drammatici da risolvere che riguardano la sussistenza di tante persone che questa epidemia ha messo a rischio. E questa è la priorità.

Ma se qualcosa di buono c’è, è proprio la possibilità di riflettere e di guardare in noi stessi che il silenzio e l’isolamento ci hanno imposto.

Per tornare ad apprezzare una stretta di mano, abbracciare i propri figli o, come diceva il grande Ermanno Olmi, un caffè con un amico. Che vale più di tutto il sapere del mondo.

Intervista a cura di Biagio Maimone

*ASI ringrazia l'Amico e stimato Collega Biagio Maimone per averci autorizzato alla pubblicazione.

 

Fonte: Messaggio di Fabio Fazio ai lettori di America Oggi e agli italiani che vivono negli Stati Uniti  .

https://www.americaoggi.us/post/sentirsi-uniti-per-ricominciare

 

fazioamericaoggi

 

 

 

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