Promosso dagli organizzatori del  Convegno i Diritti delle Donne Calpestati  Amsi ,Co-mai ,Umem ,UXU e da NFD
 
(ASI) A seguito dell’evento “Diritti delle Donne Calpestati” svoltosi a Roma lo scorso 27 febbraio presso la location trendy SNODO MANDRIONE, promosso dal movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire (UXU) insieme a numerose associazioni e comunità aderenti come la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM) e l’Associazione Nuove Frontiere del Diritto. Il manifesto è volto a concettualizzare alcuni aspetti ritenuti dai coordinatori di rilevante importanza nel momento storico attuale, in cui il ruolo della donna nella societá è ancora ad alto rischio ed affrontato diversamente a seconda dei Paesi e delle loro culture e religioni. I Coordinatori del Manifesto  sono il Prof. Foad Aodi Fondatore dell’Amsi, Co-mai e del Movimento Uniti per Unire e Membro del Registro Esperti Fnomceo, l’artista Dea, l’Avvocato Federica Federici che spesso si é occupata di tematiche relative ai diritti umani in particolare delle donne e dei c.d. soggetti vulnerabili anche in relazione ai media e ai social, l’antropologa culturale e giornalista Tiziana Ciavardini, esperta della condizione delle donne in Medioriente e il Dr. Andrea Pandolfi Ricercatore presso l’Universitá di Roma Tre. Nel convegno é stato presentato per la prima volta il video-protesta di Dea ‘Remove the veil, Remove the wall’, che afferma : “Io sono una donna, una delle tante, che porta avanti la sua battaglia a favore dei diritti umani contro i soprusi della società patriarcale. Ma la mia ribellione e protesta, sebbene personale, è a nome di migliaia di altre donne, delle quali, in qualità di artista mi sento portavoce”.
Il Prof. Foad Aodi ha dichiarato: “Auspichiamo che il messaggio del nostro manifesto contro la violenza sulle donne possa continuare tutti i giorni e non solo l’8 marzo, stimolando le donne a denunciare e a non sentirsi sole,  vittime due volte per paura di denunciare, non protette e non convinte ad assicurare il colpevole alla giustizia, per questo abbiamo pensato ad un manifesto che coinvolga tutte le nostre associazioni, in quanto il tema della violenza contro le donne è un filo conduttore che lega tutte le nostre attivitá”.
Il seguente manifesto #DonneUnite riconosce i punti siglati nella Convezione di Istanbul proposta dal Consiglio d'Europa contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 7 aprile 2011 ed aperta alla firma l'11 maggio 2011 a Istanbul (Turchia).
 
1.       Tutela della figura della donna in tutti gli ambiti;
2.       Protezione delle vittime di violenza e dei minori figli delle vittime;
3.       Prevenzione del linguaggio d’odio nel racconto della violenza di genere attraverso una corretta informazione;
4.       Aumento dei centri di ascolto per donne ed uomini nelle Istituzioni e creazione di presidi e sportelli volti ad ascoltare e proporre soluzioni;
5.       Organizzazione di team da portare all’interno delle scuole per promuovere la conoscenza della condizione della donna in Italia e all’estero;
6.       Approccio alla salute femminile secondo la medicina di 'genere' e creazione di un centro relazione aiuto a sostegno delle donne in difficoltá WBW (why be woman);
7.       Creazione di un tavolo di lavoro con esperti del settore per aprire un dibattito sulle criticità relative alla violenza sulla donna coinvolgendo Avvocatura, Autorità Giudiziaria, Media e Magistratura;
8.       Sostegno alle donne nella risoluzione dei conflitti familiari non solo nella giurisdizione italiana;
9.       Ideazione di una giornata dedicata alle donne di ogni appartenenza religiosa;
10.   Organizzazione di corsi di formazione (seminari, conferenze, workshop, convegni) destinati a uomini e donne che aiutino a risanare alla radice quegli stereotipi atavici ed arcaici.
 
Chiediamo ai politici, ai media, agli operatori del settore, all’associazionismo e a tutti i vertici decisionali di farsi portavoce della nostra iniziativa, non servono promesse ma fatti.
 

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