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(ASI) L’immagine è di quelle che segnano i cuori in modo indelebile. Papa Francesco, a bordo della sua papamobile, scende tra la folla e incontra il corteo, appena riversatosi, tracimante di entusiasmo, in Via della Conciliazione. Gli organizzatori della Marcia per la Vita non potevano augurarsi un suggello più delizioso all’evento che, giunto alla sua terza edizione, prospera a tal punto da far registrare un numero di partecipanti - 40.000 - più che raddoppiato rispetto all’anno scorso.

La fama di questo consueto appuntamento a favore della vita e contro l’aborto che si svolge a Roma ha ormai oltrepassato i confini nazionali. Ne sono testimonianza i tanti rappresentanti di movimenti pro-life arrivati da tutto il mondo. Prima che la marcia iniziasse, sotto al Colosseo, alcuni noti esponenti stranieri si sono alternati al microfono per salutare i partecipanti. Virginia Coda Nunziante, portavoce dell’evento, nel suo discorso di apertura ha spiegato: «La nostra Marcia è quella di un popolo della vita che, difendendo la vita, vuole infondere nuova vita in una società che si decompone e muore».

Parole inequivocabili in tal senso anche da parte del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale ha preso parte al corteo sino a Piazza Venezia. «È un segnale di grande sensibilità questa manifestazione - ha detto - perché al Colosseo si manifesta contro la pena di morte e quindi non si può non dire 'no' alla strage degli innocenti». Alemanno si è poi espresso sulla legge che legalizza l’aborto in Italia, auspicandone una attuazione accorta. «Sarebbe giusto attuare la legge 194 nella parte in cui si propone di aiutare le donne a non abortire per dare una mano a chi è in difficoltà», ha affermato il sindaco. Giulio Andreotti, presidente del Consiglio nel 1978, anno in cui la legge in questione venne votata dal Parlamento, confidò molti anni più tardi: «La giornata più nera della mia vita è stata quella in cui ho firmato la legge sull’aborto».

Legge 194 che è stata oggetto di cori di disappunto da parte di alcuni spezzoni del corteo. Non sono mancati neanche cartelli recanti scritte contro la legislazione abortiva vigente in Italia e nel mondo. Ma la Marcia, oltre a denunciare la “strage degli innocenti”, ha soprattutto espresso valori di accoglienza verso la vita. Il tripudio di bandiere e la foltissima presenza di famiglie con bambini sorridenti hanno reso il clima gioioso e pacifico. Gli organizzatori salutano con favore l’adesione di tanti giovani, «testimonianza - affermano in un comunicato - che non di battaglia di retroguardia si tratta, ma di lotta per un avvenire e una società più giusti».

La vicinanza del Santo Padre è il conforto migliore, il più atteso per i tanti partecipanti. Durante il Regina Coeli, prima del saluto avvenuto oltre il colonnato di San Pietro, Francesco aveva esortato «a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento». Il Papa aveva inoltre voluto ricordare la raccolta firme, avvenuta nella stessa domenica presso molte parrocchie italiane, per sostenere l’iniziativa europea “Uno di noi”, atta a garantire - ha ricordato - «protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza».

Federico Cenci – Agenzia Stampa Italia



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