Italia
ISTAT: in aumento il commercio estero
Le importazioni registrano un incremento superiore, pari al 22,5 per cento, derivante da una crescita del 32 per cento dei flussi dai paesi extra Ue e del 16 per cento dai paesi comunitari. A ottobre 2010 il disavanzo commerciale risulta pari a due miliardi di euro, un valore più che triplo (meno 0,6 miliardi di euro) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Le dinamiche congiunturali dei flussi, misurate dai dati destagionalizzati, evidenziano a ottobre 2010, rispetto al mese precedente, un incremento del 1,2 per cento per le esportazioni, con intensità diversificate per le due aree di sbocco (più 1,6 per cento per i paesi extra Ue e più 0,9 per cento per i paesi Ue) e un incremento doppio per le importazioni (più 2,4 per cento), dove si segnala il maggiore incremento dai mercati extra Ue (più 3,2 per cento) rispetto a quelli Ue (più 1,8 per cento). Negli ultimi tre mesi, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni crescono del 3,1 per cento, con una flessione dei flussi verso i mercati extra Ue (meno 0,7 per cento), mentre le importazioni aumentano del 3,7 per cento, con un andamento più sostenuto per i paesi Ue.
Nel periodo gennaio-ottobre 2010, fa sapere l'Istat, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le esportazioni aumentano del 14,7 per cento, con una dinamica più vivace per i paesi extra Ue (più 15,9 per cento) rispetto a quelli comunitari (più 13,8 per cento), mentre le importazioni aumentano del 21,1 per cento (più 27,1 per cento per l’area extra Ue e più 16,5 per cento per quella Ue). Nei primi dieci mesi dell’anno il deficit commerciale (meno 21,2 miliardi di euro) è notevolmente più ampio di quello del corrispondente periodo del 2009 (meno 4,7 miliardi di euro), mentre al netto di petrolio greggio e gas naturale si registra un avanzo di 21,5 miliardi di euro, più contenuto rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente (29,2 miliardi di euro).
Nel periodo gennaio-ottobre l’aumento del valore delle esportazioni, confrontato con lo stesso periodo del 2009, è determinato da una crescita dei valori medi unitari (più 5,6 per cento) più contenuta di quella dei volumi (più 8,6 per cento). Anche dal lato delle importazioni, i valori medi unitari registrano incrementi inferiori a quelli dei volumi (rispettivamente più 9,6 per cento e più 10,5 per cento).
Le dinamiche congiunturali dei flussi, misurate dai dati destagionalizzati, evidenziano a ottobre 2010, rispetto al mese precedente, un incremento del 1,2 per cento per le esportazioni, con intensità diversificate per le due aree di sbocco (più 1,6 per cento per i paesi extra Ue e più 0,9 per cento per i paesi Ue) e un incremento doppio per le importazioni (più 2,4 per cento), dove si segnala il maggiore incremento dai mercati extra Ue (più 3,2 per cento) rispetto a quelli Ue (più 1,8 per cento). Negli ultimi tre mesi, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni crescono del 3,1 per cento, con una flessione dei flussi verso i mercati extra Ue (meno 0,7 per cento), mentre le importazioni aumentano del 3,7 per cento, con un andamento più sostenuto per i paesi Ue.
Nel periodo gennaio-ottobre 2010, fa sapere l'Istat, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le esportazioni aumentano del 14,7 per cento, con una dinamica più vivace per i paesi extra Ue (più 15,9 per cento) rispetto a quelli comunitari (più 13,8 per cento), mentre le importazioni aumentano del 21,1 per cento (più 27,1 per cento per l’area extra Ue e più 16,5 per cento per quella Ue). Nei primi dieci mesi dell’anno il deficit commerciale (meno 21,2 miliardi di euro) è notevolmente più ampio di quello del corrispondente periodo del 2009 (meno 4,7 miliardi di euro), mentre al netto di petrolio greggio e gas naturale si registra un avanzo di 21,5 miliardi di euro, più contenuto rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente (29,2 miliardi di euro).
Nel periodo gennaio-ottobre l’aumento del valore delle esportazioni, confrontato con lo stesso periodo del 2009, è determinato da una crescita dei valori medi unitari (più 5,6 per cento) più contenuta di quella dei volumi (più 8,6 per cento). Anche dal lato delle importazioni, i valori medi unitari registrano incrementi inferiori a quelli dei volumi (rispettivamente più 9,6 per cento e più 10,5 per cento).