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(ASI) Hannah Arendt, scrittrice e storica del Novecento, diceva che “il Giusto è la persona che pensa da sola contro il conformismo generale e si rivela capace di affrontare scelte anche laceranti.”   Moshé Beski, ebreo nato a Cracovia,  fondatore del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, sosteneva che  “Giusta è la persona che compie un atto morale ...chi rompe l'omertà  e presta aiuto all'altro, chi si carica di responsabilità sociale anche contravvenendo ai modelli di comportamento corrente di indifferenza e evitamento. In questo spazio di libertà l'uomo può scegliere ...” Ma partiamo da lontano: era proprio Socrate ad affermare che “è meglio essere in disaccordo con il mondo che con se stessi” e a gettare le basi per lo sviluppo di una coscienza individuale e di un'etica collettiva.

 

In questi giorni,(in occasione della Giornata della Memoria), in cui tanti appuntamenti sono stati dedicati alla Memoria del Male, (quella che ci riconduce ai campi di sterminio, alle leggi razziali, ai genocidi e ai totalitarismi in genere), noi vogliamo far trionfare la Memoria del Bene, consapevoli, come afferma lo storico e saggista Gabriele Nissim, che “Il racconto del giusto non cancella il male, non distoglie dalla conoscenza dei genocidi e dei crimini contro l'umanità ma indica la libertà che ogni uomo ha di combattere il male che si presenta sul suo cammino... E' l'uomo giusto a far ritrovare alle vittime la fiducia perduta nell'umanità.”

Ed è proprio Gabriele Nissim ad aver partecipato in data 30 gennaio alla conferenza tenutasi a Perugia, presso la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, in occasione del Giorno della Memoria.

All'incontro, intitolato “Il diritto della memoria. La rivoluzione della Giurisprudenza contemporanea. Memoria ed evoluzione dei diritti umani oltre la Shoaha” ha partecipato anche il Sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che ha sottolineato come questa celebrazione “non debba essere una sorta di ritualità che ripetiamo stancamente ma deve farci guardare all'oggi” e alla necessità di costruire una società in cui indignazione e azione la facciano da padrone!

A coordinare i lavori il Professor Mario Tosti, Presidente dell'Istituto per la Storia dell'Umbria Contemporanea che ha voluto ribadire l'importanza di gettare uno sguardo alla contemporaneità, perché la Giornata della Memoria “ricordi le vittime ma sia anche una giornata per i vivi!”

Ad introdurre le testimonianze dirette di due vittime di genocidio è stata la Presidente dell'Associazione Italia Israele di Perugia, Letizia Cerqueglini, che ha focalizzato l'attenzione sul tema della Shoah e dell'evoluzione dei diritti umani, cercando di inviare un messaggio chiaro e di facile comprensione ai numerosi studenti presenti.  Ma ad aver smosso le coscienze, suscitando commozione e interesse sono stati gli interventi di due testimoni di genocidio: Francoise Kanindi, (Presidente Bene Rwanda ONLUS e appartenente all'etnia dei Tutsi, vittime del genocidio del Rewanda nel 1994) e Semso Osmanovic, musulmano bosniaco vittima del genocidio avvenuto nel luglio del 1995 a Srebrenica, che fece circa 10.000 vittime, fra cui duemila bambini.

Ciò che ha accomunato gli interventi di Francoise Kanindi e Semso Osmanovic è l'impronta di positivismo che entrambi hanno dato alle proprie testimonianze, nonostante il peso delle sofferenze vissute. La forte voglia di vivere e il desiderio di “non darla vinta” a chi avrebbe voluto cancellare le loro identità, li hanno spinti a reagire e a farsi portatori dei valori di umanità, giustizia e perdono.   “Non ci sarà mai giustizia senza umanità, umanità senza perdono e perdono senza giustizia”, ha affermato Francoise Kanindi. “Purtroppo non sarà mai possibile cambiare il passato- ha aggiunto Osmanovic- ma possiamo costruire un futuro migliore. Per fare questo bisogna puntare sull'educazione e sulla scuola, la sole armi da utilizzare per cambiare il mondo … Non dimentichiamo mai che coloro che non imparano la lezione della storia sono condannati a ripeterla!”

E allora, per dirla con Gabriele Nissim, affidiamo il futuro ai giovani perché “il miracolo che salva il mondo, il dominio delle faccende umane dalla sua normale rovina è in definitiva il fatto della nascita.”

Lo stesso Nissim ha poi parlato della grande conquista ottenuta in Parlamento Europeo lo scorso maggio, all' approvazione della richiesta da parte di europarlamentari italiani e polacchi di istituire la Giornata dei Giusti in onore di tutte le persone che hanno combattuto contro totalitarismi e genocidi. La giornata si celebrerà ogni 6 marzo, in ricordo di Mosè Beski, presidente della commissione dei Giusti di Yad Vashem (Ente Nazionale Israeliano per la memoria della Shoah)  scomparso il 6 marzo del 2007.

L'uomo tende per sua natura a ricordare il male e a dimenticare il bene e anche per questo si è scelto di celebrare per la prima volta nella storia europea l'opera di uomini e donne che hanno difeso i diritti umani, salvando la dignità dei propri simili.

Le considerazioni espresse da Gabriele Nassim hanno seguito gli interventi dell'Assessore Fabrizio Bracco e della Professoressa Rosalia Monaco. Entrambi hanno ribadito quanto sia importante 'ricordare' per riportare in vita tutte le vittime dei massacri e porre fine alla discriminazione e al razzismo. Ognuno di noi può divenire 'un giusto' rendendosi portatore di giustizia e sconfiggendo quello che potremmo definire un genocidio virtuale, l'individualismo di cui spesso siamo vittime!

 

Maria Vera Valastro- Agenzia Stampa Italia

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