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(ASI)Lettere in Redazione - Sono state 49, dal medioevo ad oggi, le previsioni errate sulla fine del mondo. Quella per il prossimo 21 dicembre 2012, quindi, è la cinquantesima. In una ricerca del coordinatore nazionale di Osservatorio Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio, che trova conferma nel blog "sidereus-nuncius.info", emerge che alcuni presunti veggenti si sono perfino intestarditi, provando a indovinare la fine più di una volta, sino all'arrivo dell'unica vera fine: la loro. I casi più stravaganti sono stati quelli di Charles Taze Russel, fondatore dei Testimoni di Geova, che ha sbagliato in cinque occasioni (1914, 1925, 1941, 1975, 1984), di William Miller, fondatore della setta dei Milleriti, che quattro volte ha preannunciato una catastrofe mai vista (due nel 1843, altre due nel 1845), e dell'improbabile indovino Pierre Turrel, che ha indicato anch'egli quattro date errate, distanziate di secoli (1537, 1544, 1801, 1814). Per non parlare degli astronomi Johannes Stöffler e Jakob Pflaumen, che hanno previsto un nuovo diluvio universale causato dalla congiunzione di alcuni pianeti, terrorizzando 20.000 londinesi; e del pediatra italiano Elio Bianco che, dopo la sua previsione del 1960, ha costruito un’arca per proteggere e salvare l'umanità da un'arma segreta americana. Nel lungo elenco di sedicenti sensitivi che hanno tirato a indovinare sono presenti anche: monaci, presbiteri, astrologi, un matematico, un rabbino, un teologo, un quacchero, un sismologo, un dentista, un medium, pseudo-scienziati, fantomatici esperti di piramidi, una rivista americana, svariate sètte religiose e l'immancabile Nostradamus. Tutti costoro adesso andranno finalmente a fare compagnia ai Maya, con buona pace dei ciarlatani, che sulle predizioni apocalittiche hanno sempre speculato, e con la malcelata rassegnazione di chi confida nella fine del mondo per non chiudere i conti col passato.

Ufficio Stampa Antiplagio

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