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Italia

Livorno. Perdita dei rifiuti tossini in mare L' E.N.P.A.denuncia messa a rischio la biodiversità del santuiario dei cetacei

(ASI) Livorno. Lettere in Redazione Il 17 Dicembre 2011 la nave Eurocargo “Venezia” della compagnia Grimaldi perdeva in mare, davanti alle coste di Livorno, un carico di 226 bidoni contenenti 45 tonnellate di monossido di cobalto e molibdeno, sostanze catalizzatrici pericolosissime e altamente tossiche.

Di Redazione ASI 10 Dicembre 2012 – 10:43 3 min di lettura

Ad un anno di distanza, oggi la conferenza stampa a Livorno alle ore 12.00 c/o UNICOBAS – Via Pieroni 27.

La nave era salpata nonostante le condizioni meteorologiche proibitive e il carico, che stava in coperta come da prassi nonostante la tipologia di merce pericolosa, venne sbalzato in mare dalla nave a seguito di un'onda anomala – così come ipotizzava il comandante in prima  istanza. In seguito, la compagnia marittima sosteneva invece che il  carico fosse finito in mare a causa di una brusca manovra effettuata dal cargo per evitare la collisione con un'altra nave.

La notizia dello sversamento di questo pericoloso carico, avvenuto in  una zona dove il mare è profondo anche 400 metri, venne data quasi per caso da un'edizione locale del Tirreno 12 giorni dopo, il 29 Dicembre 2011, nonostante le autorità fossero a conoscenza dei fatti sin dal primo momento.

Questo non è stato il solo ritardo: le operazioni di ricerca, a spese della compagnia marittima, iniziavano solo il 6 Febbraio 2012 con la nave Minerva, cominciando a recuperare alcuni bidoni e interrompendolo a più riprese le attività di recupero tanto che una multa (1000 euro), sebbene risibile, è stata comminata dalla Capitaneria di Porto alla compagnia Grimaldi per non aver rispettato i tempi di recupero.

Nel Settembre 2012, infine, la compagnia Grimaldi abbandonava definitivamente le ricerche, lasciando in fondo al mare 72 bidoni e alcuni sacchi sparsi, che a detta della stessa ditta proprietaria del materiale non possono resistere a lungo alla pressione del mare a quelle profondità, e sono quindi destinati ad aprirsi e sversare il materiale nelle acque, cosa peraltro già successa per numerosi bidoni recuperati già vuoti.

“Le schede di carico della Grimaldi che riportavano una descrizione del materiale diversa dal tipo di contenuto poi appurato dall'ARPAT nella  prima ispezione avvenuta 35 giorni dopo l'incidente, i gravi ritardi da parte delle istituzioni, sia nell'informare la popolazione che nell'intervenire con la tempestività che invece il caso avrebbe richiesto, i danni molto seri alla biodiversità e i danni che possono derivare sia alla popolazione attraverso la catena alimentare, particolarmente importante in quanto Area Marina Protetta “Santuario dei Cetacei”,  hanno determinato la necessaria presentazione di una denuncia alla procura della Repubblica”- dichiara Massimo Maggini di Vertenza Livorno– “affinché siano verificati i fatti e perseguiti i responsabili ad ogni livello, colpevoli di evidenti omissioni e mancanze.”

“Personalmente – dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Ente nazionale protezione animali – in qualità di ex componente del Comitato tecnico scientifico del Santuario dei cetacei, proprio con le mie dimissioni ho inteso sollevare il problema della gestione del Santuario e della totale assenza, non solo delle minime prescrizioni previste nell’ambito dell’accordo italo-francese-monegasco, ma anche per il perdurare di comportamenti antropici non compatibili con un’area marina protetta. Il trasporto di sostanze tossiche e il traffico delle petroliere mette in serio pericolo l’area destinata alla biodiversità e alla protezione dei Cetacei. Questa vicenda ha aperto gli occhi anche a tanti operatori turistici che hanno capito l’importanza di tutelare una risorsa naturale come il Santuario, che non può essere né una discarica né un sito industriale per rigassificatori o altro”.

Ente Nazionale Protezione Animali

Ufficio Stampa: 06.3221000

Vertenza Livorno, rete per la difesa della salute e dell’ambiente


I: AD UN ANNO DALLA PERDITA DEI BIDONI TOSSICI IN MARE L’ENPA E I CITTADINI DI -VERTENZA LIVORNO- PRESENTANO UNA DENUNCIA. GRAVISSIME LE INADEMPIENZE, SI ACCERTINO LE RESPONSABILITA’. A RISCHIO LA BIODIVERSITA’ DEL SANTUARIO DEI CETACEI

Nota della Redazione

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