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(ASI)Lettere in Redazione - Anna a 18 anni potrebbe avere la pensione, 270 euro non risolutivi ma che potrebbero aiutarla, ma la burocrazia rallenta tutto, solo la malattia di Anna non si ferma. L'associazione Valore Donna, federata al Movimento per la tutela dei Diritti delle Persona L’Italia Vera, lancia un appello accorato alle istituzioni locali e nazionali affinché prendano in considerazione il caso di Angela Ambrosio e Anna Bifulco, rispettivamente mamma e figlia. La signora Angela da anni lotta per assistere la figlia Anna, colpita da una sindrome estremamente rara e conosciuta come Klippel Trenaunay Weber, malattia che comporta, tra le altre cose, un sovrappeso dovuto all'enormità delle gambe. Anna pesa più di100chili e ha il 55 di piede.

Lo scorso 29 agosto la ragazza, che vive in una condizione paragonabile a quella di un malato terminale di cancro, ha compiuto 18 anni, anni vissuti con dolori atroci, sanguinamenti, necrosi, infezioni e metastasi in tutto il corpo. Da un po' Anna ha le gambe paralizzate, deve essere lavata con una spugna, e non è in grado di uscire a causa delle barrire architettoniche della sua abitazione. Lei, sua madre e la sorella maggiore Pina, sono come recluse. Il disagio economico in cui vive la famiglia rende ogni cosa più difficile, la madre, separata, non lavora per dare assistenza alla figlia minore che non può essere lasciata sola. A darle il cambio ogni tanto la sorella maggiore di Anna. Ma non basta. Il riconoscimento dell’accompagnamento per 490 euro serve a poco. Copre quasi per intero il costo delle medicine, ma non copre l'affitto e le spese per l'abitazione e tutto ciò che occorre a una famiglia di tre persone per vivere, a partire dal cibo. Il Comune, grazie alle continue denunce di Angela, si è mosso.

Ha permesso a Pina di prendere la patente attraverso il sostegno economico, dà alla famiglia il pacco alimentare e ha inviato una persona che si prendesse cura di Anna, ma non era adatta alla situazione. Anna a diciotto anni potrebbe andare in pensione, una pensione di 270 euro che non cambierebbero la vita di questa famiglia ma la aiuterebbero, 270 euro che però tardano ad arrivare per colpa di una burocrazia sorda alle vite altrui.

L'Associazione Valore Donna e L'Italia Vera chiedono alle istituzioni di sostenere queste persone dando loro dignità. Una dignità che si conquista attraverso la possibilità di lavorare e di essere quindi un pochino più liberi nonostante la malattia. Anna non ce la fa, ma Angela è massoterapista, potrebbe trovare un lavoro, ma per poterlo svolgere ha bisogno di qualcuno che si possa occupare di Anna. Con amore però, e competenza. Un impegno, quello di trovare l'assistenza adeguata alla ragazza e un lavoro alla madre e alla figlia Pina, che il Comune ha il dovere di portare avanti con urgenza. Una famiglia intera che vive sull'orlo della sopravvivenza non può essere abbandonata dalle Istituzioni dopo che queste hanno fatto piccoli passi verso di loro, le Istituzioni devono essere presenti sempre, perché questa malattia non lascerà Anna fino alla fine dei suoi giorni.  L'Associazione Valore Donna senitrà le Istituzioni locali per capire se c'è l'intenzione e la possibilità di ottenere quanto necessario, intanto ha deciso di fare un regalo di natale a Pina, Anna e Angela

L'Associazione raccoglierà denaro attraverso un biglietto d'auguri natalizi fatti a mano con feltro e stoffe americane e che vi invitiamo ad acquistare ( per info *Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.*). Il ricavato sarà interamente devoluto alla famiglia di Anna. L'auspicio è che anche le istituzioni facciano il loro dovere, rimuovendo gli ostacoli burocratici che ritardano il conseguimento della pensione d'invalidità da parte della giovane Anna, per esempio.

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