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Estera

Goldman Sachs, «Pensano soltanto a fare soldi. Ecco perchè la lascio»

Lettere in Redazione. Milano - Missiva choc al New York Times del banchiere  dimissionario sulla vita in Goldman Sach  una delle prime banche d'affari nel mondo, il gruppo finanziario che ha dato tanti "tecnici" ai governi americani e nel resto del mondo, Italia comnpresa, in particolare all'amministrazione Obama, a partire da Tim Geithner, il ministro del Tesoro.

Di Redazione ASI 16 Marzo 2012 – 08:27 2 min di lettura

«Goldman Sachs, pensano soltanto a fare soldi. Ecco perchè la lascio. Ambiente tossico. Arricchirsi unico credo. I clienti? Pupazzi» , queste le frasi più importanti pronunciate dal banchiere pentito Grieg Smith,

direttore esecutivo di Goldman Sachs e responsabile della gestione dei derivati del patrimonio dell'impresa commerciale ​​in Europa, Medio Oriente e Africa,  Parole che pesano come un macigno e mettono in discussione la moralità di questo colosso del credito planetario.

 Nel j'accuse che il quotidiano newyorkese pubblica nella pagina degli editoriali e dei commenti (guarda il pop-up) Greg Smith, già capo dei derivati in Europa, Africa, Medioriente, parla di «un ambiente mai stato più tossico e distruttivo come ora» e che avrebbe smarrito l'etica e la cifra che un tempo ne faceva un' istituzione del paese. «Niente di illegale» precisa l'autore, ma il «fare soldi» sembra oggi l'unica mission da inseguire anche a spese dei clienti che alcuni in banca chiamerebbero «muppets», pupazzi. Un attacco frontale alla gestione di Lloyd Blankfein, il Ceo, che scrive a sua volta ai dipendenti: «Che delusione, nulla di vero».

WAKE-UP CALL - «Oggi è il mio ultimo giorno a Goldman Sachs e dopo averci lavorato per 12 anni posso dirvi che l'ambiente nella banca non è mai stato più tossico e distruttivo di adesso». «Una volta Goldman stava dalla parte dei clienti», tempi andati secondo il manager che sostiene di aver «visto almeno cinque dirigenti definire i loro clienti muppets, pupazzi, nelle email interna. Una volta la leadership dipendeva dalle idee e dagli esempi che davi «ora se generi molti soldi per l'azienda, vieni promosso». «Spero che questa possa essere una sveglia per il consiglio d'amministrazione, il cliente deve tornare a essere il punto focale dell'azienda»

LA REPLICA - «Non occorre neppure dire quanta delusione c'è per le affermazioni di questo individuo, affermazioni che non rispecchiano i valori dell'azienda e la sua cultura» ha scritto poi Blankfein in un messaggio a doppia firma con il direttore operativo Gary Cohn. «Tutti hanno diritto alla propria opinione» e che in un'azienda con oltre 30.000 dipendenti ci possono essere malumori è prevedibile «ma è una cosa spiacevole quando uno parla a voce più alta del normale e dalle pagine di un giornale». Blankfein e Cohn concludono scrivendo che «non siamo perfetti, ma rispondiamo in modo serio e concreto se c'è un problema, lo abbiamo dimostrato con i fatti» anche durante la crisi, quando la banca «ha avuto la sua parte di problemi».

 

Nota della Redazione

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