(ASI) Istanbul – La Turchia ancora sotto attacco. Nella di capodanno una famosa discoteca di Istanbul è stata oggetto di un attentato che ha costato la vita a 39 persone con inoltre 69 feriti. Il sanguinoso gesto non ha avuto ancora nessuna rivendicazione, anche se le modalità in cui si è svolto non lasciano grandi alternative all’ipotesi che possa essere di matrice dell’ISIS. Dei morti 24 erano stranieri.

Il Primo Ministro turco, Binali Yıldırım, ha smentito le notizie secondo cui l’attentatore indossasse un costume da Babbo Natale.

Smentita inoltre la notizia che la sparatoria avvenuta nel pomeriggio del 1 gennaio ad opera di un uomo che armato ha sparato davanti ad una moschea di Istanbul ferendo due persone prima di fuggire, potesse essere collegata con i tragici fatti della notte.

LA STRAGE – L’uomo alle 1:30 della notte è entrato nel locale “Reina Club” vestito di nero e incappucciato con un fucile automatico in braccio con cui ha fatto fuoco su un agente di guardia al locale. All’interno dello stabile si deve essere liberato dell’iniziale vestito nero con cappuccio per rimanere vestito di bianco con un cappello a pon-pon bianco. Dopo il massacro si è cambiato e si poi dileguato nella notte facendo perdere le sue tracce. La mattina seguente si è scatenata un’enorme caccia all'uomo ampliata a tutta la Turchia nella quale sono stati disposti almeno 17.000 agenti. Su quale sia l’identità dello stragista non si sa ancora nulla. Le immagini catturate dalle telecamere di sicurezza a poco sembrano essere utili per le ricerche, inoltre alcuni testimoni scampati alla strage hanno raccontato di aver sentito sparare più di una persona, riferendo l’inquietante numero di forse “due o tre” terroristi. Nessuna rivendicazione è pervenuta – al meno per il momento – dallo Stato Islamico, anche se molti testimoni hanno asserito di aver sentito l’uomo o gli uomini urlare “Allahu Akbar”.

I numeri della strage, divulgati dal Ministro dell'Interno turco, Süleyman Soylu, sono di 39 morti, 69 feriti. I stranieri uccisi sono 24 di cui, secondo l’emittente televisiva turca “NTV”, sono stati identificati sette dall'Arabia Saudita, quattro dall'Iraq, due dall'India, due dalla Tunisia, uno dalla Siria, uno dal Canada, uno da Israele, uno dal Libano e uno dal Kuwait. Il Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, ha detto che al momento non risultano esserci italiani tra le vittime dell’accaduto.

LE REAZIONE DELLA POLITICA – Il Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha dichiarato fermamente che la Nazione combatterà fino in fondo contro qualsiasi terrorismo che minacci la vita e la sicurezza dei turchi. “Come Nazione ci batteremo fino all'ultimo non solo contro gli attentati dei gruppi terroristici e le forze che li sostengono, ma anche contro i loro attacchi economici, politici e sociali” – ha detto Erdoğan in una dichiarazione scritta. “Stanno cercando di creare il caos, di demoralizzare la nostra gente e di destabilizzare il Paese con attacchi abominevoli che colpiscono i civili. Noi ci manterremo calmi come nazione, stando ancora più vicini e non cederemo ai loro sporchi giochi”.

La Casa Bianca ha condannato il gesto e per bocca del portavoce Eric Schultz ha parlato di «attacco terroristico orribile» offrendo aiuto ad Ankara e aggiungendo inoltre che gli Stati Uniti d’America sono «solidali con il loro alleato Nato, la Turchia, nella lotta contro la costante minaccia del terrorismo». Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, ha scritto al Presidente turco che “Il nostro dovere comune è combattere il terrorismo”. Su Twitter Alfano ha scritto che “La tragedia di Istanbul ci ricorda che la lotta contro il terrore non conosce pause né feste o Paesi o continenti. Serve unità. Ad ogni costo”.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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