(ASI) Il Libano rivive l’incubo della guerra civile. Nella città di Tripoli, i sostenitori del presidente siriano Bashar Assad nel quartiere a maggioranza alawita di Jabal Mohsen, e i miliziani salafiti filo ribelli siriani nel vicino quartiere sunnita di Bab al-Tabbaneh, si danno battaglia da giorni. Il bilancio è di oltre venti morti e circa duecento feriti. Fonti della sicurezza libanese hanno parlato di circa 1200 colpi di mortaio sparati verso il quartiere Jabal Mohsen, che, oltre a provocare numerose vittime, ha causato molti danni alle abitazioni.
Scontri a fuoco continui. Dall’inizio della crisi siriana, Tripoli è stato oggetto di continui scontri a fuoco e attentati, ma ora la situazione si fa sempre più grave e nei pochi negozi rimasti aperti in città iniziano a mancare anche i beni di prima necessità. Molti abitanti della cittadina costiera libanese accusano il governo di «non saper e voler risolvere questa delicata questione».
Tensione al confine con la Siria. Anche i ripetuti attacchi degli ultimi mesi nei villaggi libanesi di frontiera abitati da sciiti, da parte dei miliziani di al Nusra, il fronte qaedista al fianco dei ribelli siriani, rappresentano una chiara minaccia alla stabilità del Libano.
Festa della liberazione. Nel Paese dei Cedri, oggi si celebra la festa della liberazione del Libano del sud dall’occupazione israeliana. A Maggio del 2000, Tsahal - l’esercito d’Israele - che occupava stabilmente il sud del Paese, fu costretto a lasciare il Libano. Questa data consegnò ad Hezbollah, il Partito di Dio, movimento sciita libanese, molta popolarità e il consenso di quasi tutto il popolo. Per questa ricorrenza è atteso il discorso del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah che, molto probabilmente, parlerà della situazione attuale del Paese e della crisi siriana.
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