(ASI) Riad Malki, ministro degli Esteri palestinese, annuncia il ricorso alla Corte Penale dell'Aia contro il proliferare di insediamenti ebraici nei pressi di Gerusalemme. "Non abbiamo intenzione di tollerare ancora questa situazione - ha dichiarato Malki -. Aspetteremo l'insediamento del nuovo governo, dal quale ci attendiamo un deciso cambio di rotta".
Il riconoscimento da parte dell'Onu della Palestina come "Stato non membro" produce i suoi effetti concreti. Anche se gli Stati Uniti, per bocca Susan Rice, ambasciatrice Usa all'Onu, hanno sminuito la posizione di Malki, sottolineando che la Palestina non è ancora uno Stato riconosciuto e la targhetta sul seggio avrebbe dunque un valore meramentesimbolico.
Le colonie - illegali secondo le leggi internazionali - fioriscono da decenni nella West Bank e a attorno a Gerusalemme est. Almeno 500mila coloni israeliani vivono in più di 100 insediamenti costruiti dopo l'occupazione del 1967. I colloqui fra Autorità nazionale palestinese e Israele si sono interrotto nel 2010, proprio per la decisione del premier BenjaminNetanyahu a continuare il programma di costruzione di insediamenti a Gerusalemme est e Cisgiordania.
Intanto l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi ha affermato che l’incidenza dei traumi psicologici e gli stress post traumatici sono più che raddoppiati dopo i bombardamenti dello scorso novembre. Questa relazione esce mentre a Gaza divampano ancora le tensioni, scaturite dopo che ad Hebron i militari israeliani hanno ucciso una ragazza nei pressi del campo profughi di al-’Aroub.
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