Foad Aodi e Carlo Palumbo uniscono le forze per l’inclusione e il dialogo multiculturale in Italia

Una sinergia tra il Movimento Internazionale "Uniti per Unire" e L'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e Welcome Association Italy (WAI) a sostegno degli studenti stranieri e della cooperazione interculturale.

(ASI) Roma - Un incontro di grande rilevanza strategica si è svolto ieri nella Capitale tra due protagonisti del mondo associativo e interculturale: il Prof. Foad Aodi, figura di riferimento nel dialogo interetnico e nella promozione della salute globale, fondatore del Movimento Internazionale Uniti per Unire e dell'Amsi e Carlo Palumbo, Vice Segretario Generale di Welcome Association Italy (WAI), attivo da anni nell’ambito dell’inclusione degli studenti internazionali e della promozione culturale.

Un confronto profondo, che ha visto i due leader consolidare un’intesa basata su valori comuni e obiettivi condivisi: l’integrazione dei giovani stranieri, la costruzione di una società più equa e inclusiva, e il potenziamento delle relazioni tra le comunità di origine e il tessuto istituzionale italiano.

Un doppio riconoscimento per rafforzare una visione comune
In occasione dell’incontro, Welcome Association Italy ha formalizzato la nomina del Prof. Foad Aodi a Rappresentante per la Cooperazione e il Dialogo Multiculturale, affidandogli un ruolo di guida nelle strategie di apertura interculturale. Una scelta che riconosce il valore del suo impegno decennale in favore della sanità inclusiva, del diritto allo studio e del dialogo tra popoli, culture e religioni.
Contestualmente, il Movimento Uniti per Unire, attraverso la propria segreteria, ha annunciato la nomina di Carlo Palumbo alla guida del Dipartimento Unione Studenti Internazionale, con conferma del suo ruolo di Vice Coordinatore Organizzativo del movimento stesso. Un’investitura che sottolinea l’esperienza di Palumbo nella gestione di reti associative internazionali e nell’organizzazione di eventi di alto profilo con ambasciate, istituzioni accademiche e organismi diplomatici.

Le dichiarazioni: parole che uniscono, visioni che convergono
“Accolgo con grande onore la nomina ricevuta da Welcome Association Italy, una realtà che stimo per la sua coerenza e il suo impegno concreto verso le nuove generazioni straniere in Italia – ha dichiarato il Prof. Foad Aodi, Docente all'università di Tor Vergata, Giornalista Internazionale e membro del registro esperti FNOMCEO –. Dal 2000 ci battiamo per abbattere le barriere che ostacolano l’accesso allo studio, alla sanità e al lavoro. I giovani rappresentano il ponte tra i popoli, e oggi più che mai abbiamo il dovere di supportarli”.

“Ringrazio il Prof. Aodi e tutto il Movimento Uniti per Unire per la fiducia – ha affermato Carlo Palumbo –. Questo doppio incarico rappresenta per me una responsabilità e una motivazione ulteriore per continuare, con ancora più determinazione, il lavoro intrapreso con Welcome Association Italy. Vogliamo costruire spazi reali di dialogo, coinvolgere gli studenti nelle istituzioni e fare rete tra associazioni e comunità”.

Un’agenda comune per un’Italia più accogliente
Tra i temi affrontati durante l’incontro, sono state poste le basi per:
· Programmi di tutoraggio e orientamento per studenti internazionali, in particolare nel settore medico, culturale e linguistico;
· Iniziative congiunte su diritti, cittadinanza attiva e leadership femminile internazionale;
· Attività di scambio con i Paesi di origine attraverso università, ospedali e istituti culturali;
· Forum e tavole rotonde sul multiculturalismo e il ruolo dei giovani migranti.
FOCUS - Studenti stranieri: un crollo preoccupante del 60% rispetto al 2000.

Un momento centrale dell’incontro è stato dedicato alla presentazione di un’indagine congiunta condotta da AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e dal Movimento Uniti per Unire, che evidenzia una significativa perdita di attrattività dell’Italia come destinazione formativa.

Dal 2000 al 2024, il numero di studenti stranieri iscritti nelle università italiane è diminuito del 60%, passando da oltre 70.000 a meno di 30.000 unità.

Un dato che, oltre a sollevare interrogativi sul ruolo dell’Italia come destinazione formativa internazionale, comporta una perdita netta in termini economici, culturali e strategici per l’intero sistema Paese.

Perché gli studenti scelgono altri Paesi?
L’indagine individua cinque fattori principali che stanno contribuendo al declino:
1. Burocrazia eccessiva: difficoltà nei processi di rilascio del visto, permessi di soggiorno, iscrizione universitaria e riconoscimento dei titoli esteri.
2. Barriere linguistiche: carenza di corsi universitari in inglese o in altre lingue internazionali, che limita fortemente l’accessibilità a studenti non italofoni.
3. Offerta formativa non competitiva: l’Italia è ancora poco visibile nei ranking internazionali e non offre programmi di mobilità accademica con le stesse garanzie di altri Paesi europei.
4. Scarso sostegno economico: rispetto a Paesi come Germania, Francia o Canada, l’Italia mette a disposizione un numero limitato di borse di studio e incentivi per studenti extra-UE.
5. Carenza di servizi integrati per l’accoglienza: dalla difficoltà nel trovare un alloggio, all’assenza di sportelli multilingue, fino alla scarsa rete di supporto psicologico e culturale.

Le alternative preferite dagli studenti internazionali
Secondo l’indagine, i Paesi che hanno attratto il flusso in uscita dagli atenei italiani sono:

  • Germania: grazie alla gratuità di gran parte dei corsi universitari e a un sistema didattico fortemente digitalizzato e internazionalizzato.
    · Regno Unito e Stati Uniti: nonostante i costi elevati, attraggono per la qualità dei programmi e il prestigio delle università.
    · Canada e Australia: apprezzati per le politiche migratorie inclusive, le opportunità lavorative post-laurea e l’ambiente multiculturale.
    · Francia e Paesi nordici: per i programmi in lingua inglese e il supporto all'integrazione culturale e sociale.

L’Italia può ancora invertire la rotta
Il messaggio che emerge con forza da questa analisi è che l’Italia possiede il potenziale per tornare a essere un hub di formazione internazionale. Tuttavia, servono interventi strutturali:

  • Aumentare i corsi in lingua inglese o multilingue;
    · Migliorare l’accesso ai servizi amministrativi;
    · Ampliare il sistema di borse di studio e housing studentesco;
    · Potenziare le politiche di integrazione accademica e culturale;
    · Promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo come Paese accogliente, moderno e dinamico.

Un patto per il futuro delle nuove generazioni
Questa sinergia tra Welcome Association Italy e il Movimento Uniti per Unire insieme ad Amsi rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra mondo associativo e realtà istituzionali, capace di generare impatto concreto sulle vite degli studenti stranieri e sul tessuto multiculturale italiano.
Perché dietro ogni studente internazionale c’è un ponte tra mondi, un futuro professionista, un cittadino globale. E l’Italia, se saprà cogliere questa sfida, potrà tornare protagonista nel panorama educativo internazionale.

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