Domenica delle Palme: la Pace sul sentiero delle spine

La Domenica delle Palme: e la pace.

di Carlo Di Stanislao

"Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio."
— Vangelo secondo Matteo 5,9

Nel mezzo del caos, un ramo di speranza

(ASI) Nel cuore di un mondo insanguinato, attraversato da 59 conflitti armati attivi – il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale – la Domenica delle Palme si staglia come un gesto profetico, disarmato e disarmante. Secondo il Peace Research Institute di Oslo (PRIO), questi conflitti coinvolgono 34 Paesi, con l'Africa, l'Asia e il Medio Oriente come epicentri di dolore e instabilità. Il Global Peace Index 2024 rivela inoltre che 92 nazioni vivono sotto l'ombra della violenza, diretta o indiretta.

Il dato è sconvolgente: la pace non è più la condizione naturale dell'umanità, ma un'eccezione fragile.

È in questo scenario che la Domenica delle Palme, spesso vista come una semplice anticamera della Settimana Santa, risuona oggi come una provocazione spirituale e civile. Un uomo disarmato, su un asino, entra in una città santa, acclamato da una folla che sogna un liberatore. Ma Gesù delude ogni aspettativa di dominio, di vendetta, di potere. Non è il re che impugna la spada, ma il servo che lava i piedi. Non è il capo di un esercito, ma il seme che cade e muore per dare frutto.

Un vangelo di pace nel tempo della guerra

Cosa può significare oggi agitare rami di palma, cantare "Osanna", celebrare una liturgia carica di simboli, mentre nel mondo si combatte, si fugge, si muore?

Il messaggio è semplice e radicale: la palma è segno di pace, sì, ma anche di coraggio. È una dichiarazione. È l'adesione a un'altra logica: quella dell'amore, non del dominio; della fiducia, non del controllo; del perdono, non della vendetta.

La Domenica delle Palme ci chiede da che parte stiamo. Non solo spiritualmente, ma anche umanamente, socialmente, politicamente.

Un Re diverso 

Gesù non entra a Gerusalemme come un vincitore, ma come un uomo consapevole del proprio destino. La sua forza è la mitezza, la sua arma è il cuore. È un re che piange su una città incapace di riconoscere "ciò che porta alla pace". Quella lacrima di Cristo è ancora attuale. È il pianto su Kyiv, su Gaza, su Aleppo, su tutte le capitali delle guerre moderne.

In un tempo in cui la guerra è diventata normalità, la Domenica delle Palme ci dice che la pace non è un'illusione, ma una responsabilità. È una costruzione quotidiana, che parte dalle parole, dalle scelte, dagli stili di vita. Essere cristiani – o semplicemente esseri umani coscienti – oggi significa decidere di non essere spettatori ma costruttori, in famiglia, nel lavoro, nella politica, nella cultura.

Un tempo per scegliere

Non possiamo restare neutrali. Ogni indifferenza è una complicità. Ogni silenzio, una scelta. La Domenica delle Palme ci mette davanti a due folle: quella che grida "Osanna!" e quella che, pochi giorni dopo, urla "Crocifiggilo!". E ci chiede: in quale delle due ci riconosciamo?

Essere "operatori di pace" in questo tempo non significa chiudere gli occhi di fronte al dolore, ma aprirli con più forza. Significa scegliere la verità, anche scomoda. Significa difendere i più deboli, anche quando conviene stare zitti. Significa disarmare il cuore, riconciliarsi, abbattere i muri, cercare l'incontro.

La Palma tra le Bombe

di Italo Nostromo

Nel tempo in cui il cielo fuma,
e i sogni marciscono sotto i droni,
un uomo cavalca un asino.
Silenzioso.
Nudo di armi.
Pieno di amore.

La folla sventola palme,
ignara della croce,
sperando in un re
che spezzi i nemici.
Ma lui spezza solo il pane.

Cinquantanove guerre urlano,
sulle colline dell'odio,
mentre bambini imparano
il suono delle sirene
prima ancora dell'alfabeto.

E noi, con la palma tra le mani,
abbiamo il coraggio
di restare umani?
O venderemo la pace
per un pugno di paura?

Cristo non entra da conquistatore,
ma da servo.
Non impone,
propone.
Non condanna,
abbraccia.

Nel mondo che sanguina,
lui ci affida un seme.
Non gridare vendetta.
Pianta giustizia.
Ama.

Perché la pace
non è il premio
di chi ha vinto,
ma il dono
di chi si è arreso
solo all'amore.

"Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono."

— San Giovanni Paolo II

 

 

Immagine realizzata con AI Microsoft Copilot

 

 

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 Nero Notcia

Ultimi articoli

MotoGP: Acosta vince la Sprint di Thailandia davanti a Márquez penalizzato. Bezzecchi butta via tutto.

(ASI) Buriram – Prima Sprint della stagione 2026 della MotoGP. Contro ogni previsione, che dava per favorito uno strepitoso Marco Bezzecchi, oggi primo in griglia di partenza, la tredici giri sull’asfalto ...

Iran: Provenzano (PD), governo ricordi che Italia ripudia guerra per risolvere controversie

(ASI) "Con gli attacchi su larga scala all'Iran, mentre erano in corso i negoziati, in spregio a ogni regola del diritto internazionale, Israele e Stati Uniti trascinano l'intera regione nel ...

Attacco all'Iran - prime crepe in USA. Sen. Massie: "Contrario a questa guerra. Questa non è 'America First'

(ASI) "Thomas Massie, parlamentare repubblicano statunitense, si è dichiarato "contrario a questa guerra". "Questa non è 'America First'", ha scritto sui social media, affermando che si sarebbe impegnato per imporre al Congresso ...

Attacco all'Iran. severa condanna dell'Oman: "Violenza in contrasto con il diritto internazionale"

(ASI) "L'Oman ha ufficialmente espresso profonda preoccupazione per le azioni militari intraprese da Israele e dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell'Iran.

Iran, Ricciardi (M5S): Board of Peace come primo atto ha scatenato una guerra

(ASI) Roma – “Credo non ci siano più dubbi sul fatto che i principali distruttori dell’ordine mondiale e del diritto internazionale siamo noi, Occidente, che ci riteniamo i buoni della ...

Roma, oggi il presidio a sostegno dell’Iran: "No all'aggressione imperialista"

(ASI)Riceviamo e Pubblichiamo  "Si terrà questo pomeriggio, sabato 28 febbraio alle ore 17:30, una manifestazione di protesta a Roma per accendere i riflettori sulla delicata situazione geopolitica in Medio Oriente.

Attacco Usa-Israele all'Iran. Movimento politico "Prospettiva": a ferocia dell’imperialismo yankee e del Nazi-Sionismo

(ASI) Riceviamo e Pubblichiamo - "A poche ore dall'inizio degli attacchi preventivi, da parte dell'entità nazi sionista e dell’imperialismo a stelle e strisce contro la Repubblica Islamica dell'Iran, ci ...

Trasporto aereo, Potenti (Lega): primo volo dimostrativo pet friendly per Aeroitalia, altro passo avanti

(ASI) Roma – "Il primo volo dimostrativo di Aeroitalia con un animale di media grande taglia in cabina conferma che la svolta pet friendly nei cieli italiani non è più un'eccezione, ma ...

Campionato: polemiche veleni e Var ma le big pensano solo ai milioni Champions. Il punto di Sergio Curcio

Campionato: polemiche veleni e Var ma le big pensano solo ai milioni Champions. Il punto di Sergio Curcio

Referendum Giustizia, Pace(Pd): “Votare No per evitare controllo politico sui giudici”

(ASI) “Al prossimo referendum sulla giustizia, previsto per i prossimi 22 e 23 marzo, andiamo in massa a votare No per evitare il controllo della politica sui giudici e sulla magistratura”.