(ASI) Ancora una bomba d’acqua, ancora disagi. Dopo le piogge straordinarie che hanno interessato, e continuano ad interessare il centro Italia, la circolazione ferroviaria dello strategico nodo di Orte è rimasta paralizzata.

Rotaie sott’acqua

Ancora una volta la “pietra dello scandalo” si trova a Orte. Ancora una volta gli impianti dello strategico snodo laziale sono caduti sotto i colpi del maltempo. La stazione di Orte, porta verso la capitale per le linee toscane, umbre e marchigiane, così come per buona parte del nord Italia, è letteralmente finita sott’acqua. L’inondazione ha raggiunto un punto tale da coprire i binari della stazione con un velo d’acqua che ha creato inevitabili ritardi alla circolazione dei treni.

Al momento in cui scriviamo risultano inchiodati tra Roma Termini e Settebagni, tutti i regionali diretti dalla capitale verso nord. Mentre a nord di Orte i treni Umbri sono fermi o attestati presso le stazioni di Foligno e Terni. Sulle linee marchigiane i regionali verso la capitale risultano addirittura cancellati o attestati ad altri impianti lungo la linea Ancona – Roma. Solo il FrecciaBianca Ravenna – Roma pare aver ricevuto l’autorizzazione a lasciare Poggio Mirteto alla volta della capitale, dopo aver accumulato quasi un’ora di ritardo.

Non vanno meglio le cose in Direttissima. Tutti i treni Alta Velocità ed intercity che la percorrono risultano aver accumulato ritardi variabili trai 20 ed i 40 minuti in direzione sud. Quelli  che invece partivano dalla capitale alla volta del nord Italia risultano invece bloccati nella capitale, oppure licenziati dagli impianti romani con ritardi variabili tra i 20 minuti ed i 60.

Orte “caput mundi”

La situazione risulta particolarmente variegata per i treni tra la capitale e l’Umbria. Mentre è ormai chiaro che regionali come il 2488 Roma Termini – Perugia, rischiano di riservare amare sorprese per i pendolari che vi sono saliti a bordo. Dopo aver accumulato ritardi spaventosi, nell’ordine dei 60 minuti alla partenza dalla capitale, ed ulteriori ritardi per l’instradamento in linea lenta, anziché in direttissima come di consueto, i suddetti treni rischiano di vedersi attestare ad Orte. In poche parole, dopo il danno, la beffa. I pendolari umbri rischiano, mentre scriviamo, di ritrovarsi ad Orte senza possibilità di rientro su Perugia, oppure di ritrovarsi con autocorse sostitutive che certamente non consentiranno di evitare l’accumulo di ulteriori ritardi e disagi continui.

Tra l’altro i pendolari che si troveranno a scendere in quella che pare essere sfortunatamente la “capitale” delle ferrovie del centro Italia, dovranno fare i conti con il sottopasso di Orte che risulta allagato e non praticabile.

Disconnessioni continue

“I disagi di Orte si possono ormai definire solo come disconnessioni continue” – ha fatto sapere Gianluigi Giusti, del coordinamento dei comitati pendolari umbri. “Così come era accaduto il 24 del mese scorso, così come avevamo visto accadere durante l’emergenza freddo dei mesi scorsi, anche questa volta abbiamo nuovamente assistito ala blocco della circolazione presso la stazione di Orte. Ancora una volta tutti i problemi che normalmente sarebbero riscontrabili lungo un’intera linea ferroviaria, risultano invece concentrati ed amplificati presso lo snodo laziale. A rimetterci come sempre sono i pendolari verso e dalla capitale. Tranne l’Alta Velocità, tutti gli altri treni risultano instradati sulla linea lenta per tentare di gestire la situazione. Ormai non ci sono più parole per tutti questi ripetuti e costanti disagi presso lo snodo ortano” – ha spiegato Giusti.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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