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Moto Gp. Petrucci.Il trionfo di un ragazzo normale.

Di Lorenzo Nicolao 2 Giugno 2019 – 16:44 2 min di lettura

Danilo Petrucci(ASI) Mugello, Firenze- Non è un predestinato come Marc Marquez, che ha già vinto 7 mondiali, né una leggenda vivente e ormai in declino come Valentino Rossi, ma oggi il 28enne pilota ternano Danilo Petrucci è stato più veloce di loro, più del suo stesso compagno in Ducati Andrea Dovizioso, tanto da sorprendere lo stesso tifo italiano del Gran Premio del Mugello. Sono le lacrime sul podio del Petrux a confessare quanto questo successo sia sentito, quanto deve avergli battuto forte il cuore, sapendo di avere alle spalle il giaguaro Marquez pronto ad azzannarlo fino all'ultimo giro, fra quelle interminabili staccate che lo separavano dal traguardo, dal primo Gran Premio conquistato tra i migliori.


È stata una gara infernale fra i quattro piloti che ora dominano la classifica mondiale. Due Ducati, una Honda e una Suzuki. Due italiani e due spagnoli, con le parole di una barzelletta, ma con il finale che fa sorridere solo Danilo. «Mi dispiace per Andrea, non volevo togliergli punti in classifica, però volevo anche vincere, ci tenevo davvero». Le dichiarazioni umane di un corridore che mai era stato inseguito dai microfoni in questo modo, dopo una gara nella classe regina del motociclismo. Ora sono 12 i punti che separano il compagno Dovizioso dal leader della classifica Marquez, ma lo spagnolo almeno questa volta si è dovuto accontentare. Il tifo contro e un circuito che favorisce i rettilinei sui quali ruggiscono le Ducati, ma non è mai stata una vittoria scontata, dal via fino alla fine, perché questo è il bello della MotoGP.
Il pubblico italiano ha imparato a spingere il Petrux giro dopo giro, quel numero 9 che non mollava come altre volte di fronte allo 04 del Dovi o al 93 di Marquez, quando anche il 46 del beniamino di casa si infrangeva con la Yamaha nel ghiaione del Mugello. Una delusione enorme per la macchia gialla che venera Rossi, anche in un weekend dove tutto quello che poteva andare male è effettivamente andato storto.
L'inno di Mameli ha però riempito comunque i cuori dei tifosi. Non per la stella leggendaria di sua maestà Valentino, nove volte campione qui, non per il principale rivale di Marquez DesmoDovi, ma quella stella nascente di un ragazzo ancora troppo puro per attribuirsi da solo i meriti dell'impresa che ha compiuto. Un ragazzo normale che da oggi lo sarà un po' meno, per la MotoGP e i suoi tifosi, chi a Terni ha tifato per lui e lo conosce da sempre, chi da oggi lo aggiungerà alla lista dei campioni che sulle due ruote sono ancora capaci di far sognare, e soprattutto sorprendere.


Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

Foto di Lorenzo Nicolao

 

Danilo Petrucci2

 

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