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La transalpina Marion Bartoli vince la finale femminil, Gianluca Quinzi vince il torneo juniores. Gloria quindi anche per i colori italiani
(ASI) Settantasette anni dopo Fred Perry, un britannico torna sul trono di Wimbledon. Andy Murray supera il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set dopo una gara perfetta 6-4 7-5 6-4. Una pagina storica quella della finale di Wimbledon 2013, una nazione completamente ferma ad attendere un grido di vittoria durato 77 anni. Lo scozzese Murray, complice anche la scarsa vena del serbo, con un break per set si sbarazza del rivale in una gara condotta dal primo sino all'ultimo con grande intensità. Nei primi turni di servizio del serbo, Murray colleziona ben sette palle break mettendo subito in chiaro le proprie intenzioni. Il resto poi lo fà Nole Djokovic apparso in gara piuttosto falloso, accettando scambi da fondocampo e giocando prevalentemente in difesa. L'unico passaggio a vuoto dello scozzese è all'inizio della seconda frazione di gioco in concomitanza della scarsa vena al servizio. Va sotto 4-1 ma poi si scuote, pareggia i conti e chiude 7-5 mettendo una grandissima ipoteca sull'incontro. Nel terzo set Murray sbaglia pochissimo e chiude con una prima vincente che fa esplodere l'All England Club. Quasi incredulo lo scozzese scoppia in lacrime questa volta però di autentica gioia. Nella finale femminile di sabato la francese Marion Bartoli si sbarazza abbastanza facilmente della tedesca Lisicki in due set 6-2 6-4. Una finale inedita. Mai come quest'anno Wimbledon ha fatto registrare sia in campo maschile che in quello femminile una moria di teste di serie a partire da Nadal,Federer,Serena Williams e la bellissima Sharapova. Alla fine però è stato un ottimo torneo come al solito spettacolare. In campo juniores un italiano, Gianluca Quinzi conquista la finale battendo in due set 7-5 7-6 (2). Partita tirata lottata in tuti e due i set. Alla fine il marchigiano ha la meglio e riporta il titolo in italia dopo tantissimi anni. Infatti nel 1987 un giovanissimo Diego Nargiso ebbe la meglio conquistando lo stesso titolo contro Stoltenberg. Ora il circus del tennis si sposta negli states con i tornei di preparazione alla stagione sul cemento. Viste le sorprese che abbiamo visto in Inghilterra, non è scontato che succeda di nuovo vedere volti nuovi alla ribalta di questo magnifico sport primeggiare o magari dimostrare che il torneo di Wimbledon è stato solo un caso.

Mauro Betti –Agenzia Stampa Italia





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