(ASI)  “Benvenuti nella Repubblica catalana” così campeggiava uno striscione apparso su uno spicchio del Camp Nou.  In controtendenza alla risolutezza sovversiva, il Barcellona nella terza giornata del Gruppo B esegue magistralmente un dominio monarchico sull’Inter di Spalletti.

Fin da subito. Dalla parte della gota blaugrana, Valverde, vista l’assenza di Messi, si affida al tridente formato da Rafinha, Suarez e Coutinho; da quella nerazzurra invece, l’ex Roma, si affida all’unica punta Icardi, lasciando in panchina Martinez e Keità (ancora a secco di goal l’ex biancoceleste, sia in campionato che in Champions). Avvio subito in salita per i padroni di casa, che al minuto 13esimo si fanno vedere con Busquets che filtra la sfera per Coutinho a sinistra: il brasiliano si accentra e tira di destra, palla alta. Il brasiliano, decisamente in penombra rispetto le precedenti uscite, avrà modo di riscattarsi con un calcio di punizione allo scadere del primo tempo – palla però deviata in calcio d’angolo – e nel corso della seconda frazione di gioco al minuto 70 con una bella incursione in area e un tiro che sbatte sull’incrocio dei pali. Brozovic e compagni invece subiscono le pressioni dei catalani e si fanno vedere al 16’ con un cross di Perisic dalla sinistra a cercare Icardi: l’argentino non riesce a leggere bene l’azione e la sfera si impenna finendo sulla traversa. I nerazzurri mostrano nell’immediato l’incapacità di costruire dinamiche azioni da rete a partire dal centrocampo e in tal caso l’assenza di Nainggolan si fa sentire tutta. Per contro, l’intensità degli spagnoli cresce tanto da arrivare al 18’ ad una chiara occasione per passare in vantaggio con Langlet, che su corner prova a sorprendere Handanovic, ma l’estremo difensore nerazzurro salva i suoi con una bella ginocchiata che respinge la sfera. Passano appena tredici minuti e arriva il goal dell’ex Rafinha: su assist di Suarez, il brasiliano in velocità raccoglie l’invito e sferra un tiro sincronizzato. È 1 a 0. L’equilibrio si spezza in favore dei padroni di casa, forieri di chiudere subito la pratica coi milanesi. L’Inter si fa vedere con un siluro di Vecino al 37’, ma il tiro, dai trenta metri, finisce fuori, anche se di poco. Nel secondo tempo, Spalletti prova ad inserire brillantezza con Politano e ci riesce: l’attaccante in prestito dal Sassuolo tiene in apprensione la difesa del Barcellona e dopo appena pochi minuti l’Inter sfiora la rete del pareggio. I blaugrana provano a cambiare qualcosa con Vidal, fischiatissimo al momento dell’ingresso in campo e i nerazzurri aggiungono nel calderone anche i panchinari Keità e Martinez. Il tecnico toscano opta troppo tardi per la riformulazione del modulo e agli spagnoli bastano pochi minuti per raggiungere il raddoppio con Jordi Alba all’83esimo. Solita filosofia: tempi di inserimento perfetti e un assordante tiki taka. Si tratta certamente di una sconfitta indolore per l’Inter, visto il pareggio tra Psv e Tottenham, ma il prossimo step per la società cinese riparte proprio dal Camp Nou, dopo il primo abbondantemente superato contro formazioni di minor spessore. Ora che i tempi si sono accorciati, dopo tanti anni l’Inter torna in Champions e fa subito fagotto nelle prime due uscite, il ritorno a San Siro rappresenta già una chance per un riscatto in tal senso.

Elisa Lo Piccolo - Agenzia Stampa Italia

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