(ASI) Perugia. Metti una settimana in Italia, passeggiando tra i ricordi dell’esperienza maturata nel calcio del nostro Paese. Tante emozioni vissute nelle straordinarie città di Perugia, Roma, Parma, Bologna e Firenze. Una storica salvezza con la maglia del Perugia, una pagina importante scritta a Roma, con la conquista di uno scudetto, l’ultimo vinto dai giallorossi, e della supercoppa italiana. A vent’anni di distanza dal suo arrivo, correva la stagione 1998/99, Nakata torna a Perugia, riabbraccia lo stadio Curi, e si immerge nella magica atmosfera del museo del Grifo.

Perugia sempre nel cuore, tornare a Perugia, è come tornare a casa mia in Giappone. Entrare nuovamente al Curi, e di questo ringrazio il Perugia, è stato emozionante”. Nakata ha esordito in Italia contro la Juventus di Inzaghi, e, successivamente ha affrontato la Lazio di Nesta. Inzaghi-Nesta, uno dei temi della sfida del prossimo playoff tra Venezia e Perugia. Ironizza Nakata quando gli viene chiesto di ricordare Nesta. “Nesta, dichiara sorridendo, non piaceva perché era un giocatore molto forte”. Sulla gara di domani sera al Penzo afferma: “domani tutta la mia simpatia sarà con Nesta, perché quando giocavo io, il Perugia era in A e, ancora oggi, per me il Perugia è da serie A, non lo riconosco in serie B”. Non segue costantemente il calcio, e lo puntualizza: “sinceramente non guardo quasi mai le partite, non lo facevo neanche quando giocavo a Perugia. Per domani, ci provo”. Tredici reti realizzate con la maglia del Grifo,tutte molto importanti, non c’è una rete più importante di un’altra, da quelle contro la Juventus, alla rovesciata, lo sono tutte. Ma più importante dei gol sono l’atmosfera prima di una gara e l’esperienza che ne consegue”. Non poteva mancare il riferimento al derby contro la Ternana di coppa Italia vinto per 2-1 anche grazie ad una sua rete. Nakata sorride nel dichiarare che “voi ricordate meglio di me, anche il punteggio”. La sua vita, oggi, ha poco a che fare con il mondo del calcio, perché Nakata collabora con artigiani, contadini e produttori di sake. “È un lavoro che mi piace e mi emoziona tanto”. Dopo vent’anni dal suo arrivo in Italia, ha deciso di tornare nella Nazione che lo accolto ed amato. “Ho deciso con il mio staff di torare in Italia a distanza di venti anni dal mio arrivo, cominciando da Perugia, poi Roma, Parma, Bologna e Firenze. Rivedrò un po’ di amici”. In venti anni si cambia e, un po’ come tutti, anche Nakata è cambiato: “una persona cambia ogni giorno, ed ogni giorno cresce, anche se dentro di me sono rimasto uguale”. Perugia è rimasta nel suo cuore: “quello che ho realizzato come calciatore, senza Perugia non lo avrei potuto realizzare. È stato tutto importante, dalla lingua all’atmosfera, senza dimenticare la gente ed il cibo. Fuori dal Giappone, Perugia è stata, senza dubbio l’esperienza più importante della mia carriera”. A proposito di Giappone e de Giappone, gli viene chiesto cosa potrà realizzare la Nazionale giapponese durante i campionati del mondo in Russia, ma come precedentemente dichiarato, Nakata ribadisce: “non so, non seguo il calcio, anche se il mio augurio è che il Giappone faccia molto bene. Nel ‘98 è stata la prima volta del Giappone ai mondiali, e dopo venti anni, mi auguro che vada ancora più avanti, step dopo step.” 

In Italia ha trovato la buona cucina, da Perugia a Firenze, passando per l’Emilia. “Mangio e bevo quello che voglio. Sono magro, l’importante è non mangiare troppo. In Italia si mangia talmente bene che sarà difficile dopo questa settimana mantenere questo fisico”.

Chiusura su Gaucci, Castagner e Cosmi con Nakata che dichiara di non sapere cosa facciano oggi.

Raffaele Garinella-Agenzia Stampa Italia

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