Giovedì, 24 Settembre 2026
ASI Notizie
L'ampliamento della cooperazione economica tra Cina e USA favorisce la certezza e la stabilità dell’economia mondiale Scuola: Castellone(M5S), dal Governo vergognosa propaganda sulla pelle dei bambini PNRR. La Salandra (FDI), da Governo MelonI risultati concreti Pensioni, Pace(Pd Marino): “Preoccupati per stime. E governo Meloni non fa nulla” Militante di Gioventù Nazionale aggredito da un gruppo di giovani di un centro sociale romano Eurobarometro, Confeuro: “Centralità agricoltura. Ora Pac forte che unisca Ue” Convegno: Alla scoperta del Kirghizistan Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Quartieri che cambiano, persone che restano” Fine vita. Pro Vita: la Lega in Piemonte tradisce i suoi elettori. Cirio fermi la deriva ISTAT, Baldino (M5S): Giorgetti rammaricato? italiani disperati Gasparri (FI): Italia è tornata credibile, Paese più forte sui mercati internazionali L'ampliamento della cooperazione economica tra Cina e USA favorisce la certezza e la stabilità dell’economia mondiale Scuola: Castellone(M5S), dal Governo vergognosa propaganda sulla pelle dei bambini PNRR. La Salandra (FDI), da Governo MelonI risultati concreti Pensioni, Pace(Pd Marino): “Preoccupati per stime. E governo Meloni non fa nulla” Militante di Gioventù Nazionale aggredito da un gruppo di giovani di un centro sociale romano Eurobarometro, Confeuro: “Centralità agricoltura. Ora Pac forte che unisca Ue” Convegno: Alla scoperta del Kirghizistan Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Quartieri che cambiano, persone che restano” Fine vita. Pro Vita: la Lega in Piemonte tradisce i suoi elettori. Cirio fermi la deriva ISTAT, Baldino (M5S): Giorgetti rammaricato? italiani disperati Gasparri (FI): Italia è tornata credibile, Paese più forte sui mercati internazionali
Calcio

E’ l’anno zero, Nazionale Italiana sempre più in crisi

Di Francesco Rosati 20 Novembre 2014 – 09:13 3 min di lettura

(ASI) E’ un flop l’Italia del calcio. Si riapre il dibattito sulla crisi, sia della nazionale sia sul calcio italiano. Dopo l’ultimo mondiale vinto nel 2006 contro la Francia non siamo più riusciti a vincere niente. Solo belle parole ma senza alcun risultato. Il pallone nel nostro paese è sempre stato lo specchio della nazione.

 

Non a caso, spesso i nostri politici hanno avuto grande influenza sul calcio e ne hanno tratto benefici, il nostro calcio è sempre stato in mano ai singoli imprenditori italiani.

Fino a quando l’economia tirava (anni ’80) in Italia avevamo i migliori: Maradona, Careca, Platini, Rummenigge, Matthaus, Gullit, Van Basten, etc, 

La cosa continuò anche negli anni ’90 e nei primi anni 2000: arrivarono Ronaldo, Weah, Zidane, Nedved, Stankovic, Batistuta, Thuram, Deschamps, Carlos, Cafu, Silva, Crespo, Kaka, Seedorf, Davids, Trezeguet, Ibrahimovic, Eto’o, Milito, etc.

Avevamo un’ottima scuola, capace di sfornare nidiate di campioni incredibili (Maldini, Baresi, Bergomi, Cabrini, Gentile, Scirea, Zoff, Totti, Cannavaro, Vieri, Buffon, Zenga, Vialli,Nesta, Del Piero, Baggio, Donadoni, Conti, Tardelli, Antonioni etc, 

La nostra Under 21 stravinceva, avevamo i tecnici più preparati (Sacchi, Trapattoni, Lippi, Ancelotti, Capello) o prendevamo i migliori (Mourinho).

Gli stadi inoltre erano sempre pieni, ma con la crisi economica del 2008, è finito tutto, il calcio italiano è entrato definitivamente  in una crisi che pare irreversibile.

Il Mondiale del 2006 è stato “l’ultimo canto del cigno” di una scuola calcistica di tutto rilievo, vinto, peraltro in un clima particolare (calciopoli), non a caso i migliori sono ancora i reduci del 2006 (Pirlo, De Rossi, Buffon).

L’attuale Nazionale di calcio non ha nulla per vincere: tecnicamente e tatticamente mediocre, senza soldi e senza alcun peso politico.

Nella nazionale Italiana manca la “progettualità”, non c’è un vero e proprio sistema di gioco, un gioco  privo di un minimo collegamento di reparti. Manca anche una dirigenza all’altezza che riesca a istituire un progetto che valorizzi al meglio i giovani calciatori italiani e tenga conto della grande tradizione del calcio, che vanta quattro titoli mondiali.

Prima ci scordiamo chi siamo stati e prima potremo pensare a costruire una minima possibilità di gioco e di vittoria, quattro anni fa c’era Marcello Lippi in panchina, dopo fu la volta di Cesare Prandelli, ora è il turno di Antonio Conte. Ovviamente non è bastato cambiare allenatore per risolvere il nostro calcio. Prandelli ha fatto molto: in due anni ha ricostruito un gruppo e ha ottenuto il secondo posto all’Europeo e il terzo alla Confederation Cup, poi ha sbagliato tutto. Ma è chiaro che non è l’allenatore oggi il vero problema, i giocatori devono ritrovare la voglia di faticare, bisogna ritornare protagonisti. Dobbiamo migliorare su tutto: intensità, preparazione fisica, voglia di faticare, ci sono calciatori che ormai sono consumati e strapagati per il loro reale valore.

In questo momento l’Italia fa fatica a sfornare talenti, bisogna ripartire dai vivai, abbiamo bisogno di ridare spazio ai giovani calciatori italiani. Cerchiamo di far spazio alle nuove leve che in un  futuro prossimo prenderanno in eredità la maglia azzurra, giovani talenti che anche in assenza della giusta mentalità, hanno voglia di fare ed è questo che importa, come i vari El Shaarawy Immobile, Verratti, Insigne, Destro, Perin, Florenzi, Darmian, De Sciglio etc.

Antonio Conte è l’uomo giusto per riportare l’Italia in alto, ha lavorato in modo straordinario nella Juventus, vincendo tanto, ha la giusta mentalità da vincente. Dopo un Mondiale deludente, c’era bisogno di una scossa, sono convinto che in breve tempo porterà in azzurro la sua fame di vittorie.

Bisogna cominciare a lavorare per davvero, lui lo sa fare e non è venuto qui a perdere tempo, chi mette l’anima e si impegna è dentro altrimenti fuori.

 

Francesco Rosati – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.