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(ASI) Quarto di finale di Coppa Italia di lusso. Juventus-Milan, le due rivali della scorza stagione, nonché le due rappresentanti del calcio italiano in Champion. Allegri cerca di mettere la miglior formazione possibile con De Sciglio, Mexes, Acerbi, Abate a centrocampo Montolivo, Boateng, e capitan Ambrosini, davanti Pazzini con ai lati El Shaarawy ed Emanuelson, in porta Amelia sostituisce Abbiati. Conte, invece, opera un massiccio turn over e schiera Storari, Caceres i confermati Barzagli e Bonucci, centrocampo inedito con l’unico titolare Vidal, spalleggiato da Giaccherini, Marrone in cabina di regia e sulle fasce Lischsteiner e Isla, Giovinco e Matri in attacco.

Avvio rombante, subito Ambrosini pericoloso, che impegna Storari, passano pochi mintui che però Boateng verticalizza bene, El Shaarawy si smarca bene e fredda la Juve. Gelo a Torino e sui rivedono gli spettri blucerchiati. La Juve però cerca di reagire e al 11’ Giaccherini lanciato a rete viene atterrato. Punizione in zona Del Piero, Giovinco batte e capolavoro, direttamente in rete. La Juve si galvanizza e prende le redini della partita Giovinco ha l’occasione di raddoppiare, lanciato a rete, ma spreca clamorosamente. Il Milan fa fatica ed è nervoso, Mexes rischia l’espulsione varie volte, dopo essere stato ammonito per un fallaccio su Giovincol, che ha fatto inviperire Conte.

Ripresa invariata, con il Milan che cerca di uscire dal dominio bianconero, ma ancora una volta Giovinco ha una ghiottissima occasione, ma calcia debolmente. Allegri cerca di ravvivare la partita ed inserisce i giovanissimi Bojan e Njang per gli spenti Pazzini ed Emanuelson. La cura fa effetto e il Milan impegna la linea difensiva juventina, che fa buona guardia. Conte capisce che bisogna sbloccare la partita e mette nella mischia prima Vucinic per Giovinco e poi Pirlo per Marrone. Il montenegrino è molto vivace e inizia a creare qualche fastidio ai rossoneri. Ma nel finale in un capovolgimento di fronte De  Sciglio crossa e trova la testa di Njang, in sopraelevazione, che manda di poco a lato. L’ultimo sussolto nei tempi regolamentari è del Milan con Montolivo che scaraventa in una foltissima barriera una punizione a quattro metri dal limite. La stanchezza si fa sentire ed entrambe le parti perdono uomini importanti Lichsteiner, sostituito da De Ceglie e Ambrosini, autentica diga del centrocampo, che ha coperto le molte indecisioni dei due centrali, sostituito da Traoré.

L’assenza di Ambrosini si fa sentire, al 95’ Vucinic viene a prendere palla in difesa, la dà a Giaccherini che si fa tutto il campo, servendo al limite De Ceglie che appoggia per Vucinic che di giustezza batte Amelia e fa esplodere lo Juventus Stadium. Ora è tutto Juve, De Ceglie lancia Giaccherini, ma è bravo Amelia a replicare, poi Vucinic s’infila nelle maglie difensive serve l’opaco Isla che battendo una sorta di rigore in movimento esalta ancora una volta Amelia. Nel secondo tempo supplementare, la Juve però cala e il Milan prova conclusioni da lontano non pericolose, poi però con Montolivo prima e Boateng poi arrivano interventi più impegnativi di Storari. Nel finale assedio rossonero con Njang che si libera di Barzagli, ma calcia debolmente e al 118’ Traorè calcia al volo una palla in area e di riflesso Storari fa un miracolo, poi Caceres libera la palla con un’ovazione del pubblico.

Finisce 2 a 1. Juve ancora una volta ai supplementari elimina con Vucinic il Milan e andrà affrontare la sua attualmente rivale in campionato: la Lazio. Bella partita, Milan fulminante all’inizio e bello nel finale, un po’ in ombra nel mezzo, la Juve apprezzabile per lo spirito, l’intensità e per aver fatto risultato con la panchina considerando le assenze di Buffon, Chiellini, Marchisio, Asamoah e con l’impiego in ritardo di Pirlo e Vucinic. Ma ancora una volta il montenegrino è stato a risolvere la partita, nonostante i suoi acciacchi, ma quando c’è la classe alla fine i goal arrivano. Sempre più leader Giovinco che ha imitato Del Piero. Bella reazione degli uomini di Conte con il monito di non ripetere quello che è avvenuto domenica contro la Samp, Parma sarà un ottimo banco di prova.

Daniela Corvi – Agenzia Stampa Italia

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