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(ASI) Tabu pari della Juve che viene da otto pari consecutivi in Europa. Turn over juventino in terra danese, con Barzgli a riposo per Lucio, fasce con Isla e De Ceglie e in attacco la coppia Giovinco e Matri. La Juve prova subito a cercare l’offensiva e i due attaccanti cercano subito di farsi notare. Al 11’ Giovinco pescato in area da Pirlo con un lancio millimetrico, non riesce a controllare; stessa situazione si ripete dopo cinque minuti . E’ la formica atomica in spolvero, che serve palloni, crea lo scompiglio tra i giganteschi danesi, ma è sempre impreciso. Alla mezz’ora l’occasione più clamorosa, che però è del Nordsjaelland, dove John lanciato dal portiere e con uno spaventoso buco difensivo si trova di fronte a sua maestà Buffon, che di petto salva i suoi. Poi è di nuovo Juve con i soliti lanci di Pirlo e Giovinco che non riesce proprio a metterla dentro. Prima la formica al ’32 toccando l’esterno della rete, dopo aver saltato il portiere e poi, servito da Matri e superato Okore, spara su Hansen che respinge e d’in soffio non ci arriva serve Matri,. Al 37’ ammonito Marchisio per una trattenuta su Ladrup, figlio del grande Michael. Forza la Juve e al ‘43’ con un ottimo scambio Matri-Giovinco viene servito Marchisio che dall'altezza del dischetto di rigore impatta e si scontra con un difensore avversario. Primo tempo bianconero per il gioco e le occasioni create, seppur l’occasione più importante è stata per i padroni di casa. Il problema per la Juve è sempre lo stesso: manca il goleador.

Tutti confermati nella ripresa. Juve subito avanti, con il solito Giovinco vivace, ma poco concreto. Manata di Chiellini su Beckmann, che gli costa l’ammonizione e dalla punizione lo stesso numero dieci, ricordando il quasi omonimo ex Manchester, sblocca il risultato e sigla il suo primo goal nella storia della Champion league della squadra danese. Tra l’altro Beckmann festeggia il suo ventinovesimo compleanno. Poco dopo sono ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi. La Juve cerca di alzare la testa, ma trova sempre un muro imponente di uomini a respingere i vari tiri. Al 57’ addirittura stacca di testa Giovinco, ma smanacciando Hansen si salva. La Juve è molto sfortunata e ogni rimpallo gli è sfavorevole, mentre i danesi usando ogni espediente per far passare il tempo, addirittura con la complicità dei raccattapalle. Al ’62’ su cross di De Ceglie Okore svirgola e dà l’undicesimo calcio d’angolo, ma la difesa danese spazza sempre. Vidal tenta il tiro della distanza ma un’altra deviazione salva gli avversari. Al ’65 esce Beckmann per Nordstrand, mentre la Juve si affida all’impreciso Matri per Vucinic. Ammonito Runje, punizione di Pirlo, ma Hansen si supera. Altro cambio danese: esce il giovane Ladrup per Christensen. La difesa con un Okore straordinario mette una ragnatela, che impedisce alla Juve di sfondare. La Juve tira a ripetizione, ma la porta con un ottimo Hansen sembra stregata. Al ’73 entra tra i fischi di casa l’attesissimo danese, proprio di Copenaghen, Benthner al posto di Lucio e Juve passa al 4-3-3. Al 77’ altro miracolo di Hansen su tiro di Vidal per il quattordicesimo corner. E finalmente al 80’ su cross di Isla, Vucinic che con il ginocchio ha battuto l’incredibile Hansen. Poco dopo esce Vidal per Giaccherini, che si sbilancia in avanti. Benthenre in tuffo manda la palla a lato. Ultimo cambio danese Lorentzen per Christiensen. Finale porta romana e la Juve sale a 18 angoli e il trentesimo tiro. La Juve ci prova, ma incredibilmente è un altro deludentissimo pari e la Juve europea, che è l’ombra della spietata italiana. Non basta il 58% del possesso palla, 33 tiri e 18 calci d’angolo, la Juve non va in Europa, che si complica il cammino in Champion e che si lascia sfuggire un’occasione clamorosa di raggiungere il secondo posto vista la vittoria dello Shaktar sul Chelsea. Non si può sfondare, se non si sa segnare.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

 

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