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(ASI) Manca sempre il KO. Ennesima prova di fuga mancata e per la prima volta senza score nel tabellino. La partita con il Chievo è il terzo pareggio con una piccola, dove la Juve brilla, ma non convince pienamente. Come però nelle altre occasioni gli insuccessi di Napoli e Inter addolciscono questo pari difficile.


Il Chievo è una squadra solida e lo stesso Napoli lo sa bene, ma se si vuole vincere lo scudetto bisogna essere più concreti e non appoggiarsi sugli errori delle concorrenti. Infatti il Milan sembra essersi risvegliato dal letargo di due settimane fa e il capo banda Ibraimovich sembra aver dato la carica, seguito dagli sgherri particolarmente ispirati Cassano e Robinho. La Juve difetta in fase offensiva, quasi se volesse più evitare di prenderle che darle. Forse schierare per quasi tre quarti di partita Vucinic e Vidal è stato un po’ troppo, perché c’è bisogno di maggior peso davanti, considerando che Krasic sembra essere la controfigura di sé stesso e come contro il Milan è stato sostituito da Giaccherini, che però ha risentito dell’infortunio della settimana scorso e ha lasciato sul finale il posto al debuttante Esteberria.
Conte poteva far meglio e sinceramente quel cambio Marchisio-Del Piero, poteva essere Vidal-Del Piero, considerando il momento d’oro dell’azzurro e il fatto che il numero 8 era stato il più pericoloso. Quello che dà soddisfazione è il lavoro in difesa dove Lichsteiner, Chiellini, Barzagli e il figliol prodigo Bonucci hanno fatto buona guardia. Più cinismo ci vuole e forse un po’ più di sfrontatezza, la Juve è la Juve e tutta questa paura per il Chievo forse era eccessiva e se si vuole davvero arrivare in alto bisogna andare ovunque con la fame di vincere e non solo nel faraonico Juventus-stadium. Dopo sei giornate ancora primi, ma è bene migliorare, migliorare, migliorare…

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