Calcio, Il punto sulla trentottesima giornata di serie A

(ASI) SIENA-MILAN: Il Milan di scena all’”Artemio Franchi” di Siena si giocava il 3° posto e conseguente accesso alla prossima Champions league. Rossoneri costretti a vincere quindi contro i già retrocessi padroni di casa.

Allegri schiera il tridente Niang-Robinho-Balotelli, lasciando ancora una volta El Sharaawi in panchina, Iachini invece affianca il giovane Agra ad Emeghara in avanti. I rossoneri partono male, sono imballati in fase d’impostazione e nei primi minuti non premono mai il piede sull’acceleratore, i padroni di casa al contrario palesano subito la voglia di onorare l’impegno e non sfigurare davanti al proprio pubblico. Niang è in giornata no, Nocerino sbaglia troppo Montolivo manifesta difficoltà fisiche evidenti, gli unici a provarci nella prima mezz’ora sono Robinho con un tiro a giro dal limite e Balotelli su punizione, ma in entrambe le circostanze Pegolo si fa trovare pronto. Al minuto 26 accade l’incredibile, Rosina lascia partire un travesone da sinistra, la difesa rossonera si fa cogliere impreparata e Terzi, appostato sul secondo palo, mette in rete da 2 passi: Siena in vantaggio.  Il Milan prova subito a reagire, De Sciglio da destra mette in mezzo un cross teso per Balotelli, Mario incorna e colpisce la traversa a Pegolo battuto, si va a riposo sull’1-0. Nella ripresa Allegri prova a correre ai ripari inserendo Pazzini al posto di Niang, al fine di spostare l’inerzia a proprio favore. La manovra del Milan però è sterile, il Siena si chiude benissimo e in un paio di circostanze sfiora il raddoppio sfruttando la velocità di Emeghara ed Agra in ripartenza. Al 60° entra El Sharaawi per Nocerino, ma nonostante l’assetto a 4 punte, i rossoneri sbattono sistematicamente contro il muro senese. Al 69° le cose sembrano complicarsi ulteriormente quando Ambrosini lascia il Milan in 10 per somma di ammonizioni, ma 1 minuto dopo Terlizzi si fa espellere e ristabilisce la parità numerica. Nell’ultimo quarto d’ora saltano gli schemi, la squadra di Allegri arremba senza sosta alla ricerca del pareggio e all’ 82°, sugli sviluppi di un traversone dalla trequarti destra, Balotelli viene strattonato in area ed induce l’arbitro ad assegnare il penalty: dal dischetto si presenta lo stesso Balotelli e non sbaglia (15 su 15 dagli 11 metri in carriera   ). A questo punto i rossoneri si riversano in avanti in cerca del gol vittoria, gol vittoria che si materializza all’87° ed è opera di Mexes, che prima di destro spara addosso a Pegolo, poi sempre col destro ribatte in rete, facendo esplodere la fazione milanista presente al “Franchi”. Milan che vince 2-1 quindi e ottiene in modo rocambolesco il 3° posto, in attesa di capire quale sarà la sorte per la prossima stagione.

PESCARA-FIORENTINA: A Pescara scendeva in campo una Fiorentina ancora speranzosa di ottenere il 3° posto, per farlo i viola dovevano battere il Pescara e sperare in uno stop del Milan a Siena. L’undici di Montella (che preferisce Mati Fernandez ad Aquilani), sposta subito l’inerzia del match a proprio favore e dopo un paio di occasioni in apertura, trova il vantaggio al 16° con Liaijc, che corregge in rete un traversone rasoterra di Cuadrado da destra. Il raddoppio viola arriva 8 minuti dopo e porta ancora la firma di  Liaijc, che stavolta sfrutta il filtrante di Fernandez e a tu per tu con Perin non sbaglia. Al 28° arriva addirittura il 3-0,in virtù della prima rete in Itali di Mati Fernandez, che servito da Borja Valero di destro infila Perin in diagonale. Partita chiusa già nella prima frazione quindi, coi tifosi viola che, informati del vantaggio del Siena sul Milan, cominciano a crederci per davvero. Nella ripresa il copione non cambia, anzi, la Fiorentina già al 54° trova la quarta rete con Jovetic. 5 minuti dopo arriva il pokerissimo con Liaijc, che realizza la sua prima tripletta da quando è in Italia. Al 64° arriva il momento del ritorno in campo di Giuseppe Rossi, acquistato a gennaio dal Villarreal e rientrato da un gravissimo infortunio. L’unica nota lieta per gli abruzzesi arriva al 77° quando il giovane Vittiglio (classe ’94) realizza il gol della bandiera nonché il primo personale nella massima serie. Purtroppo per i viola però, a rovinare la festa ci pensa la notizia della vittoria in rimonta del Milan a Siena, che vanifica la possibilità di partecipare alla prossima Champions, ma non l’ottima stagione di Montella e dei suoi giocatori. Fiorentina in Europa league.

INTER-UDINESE: L’Udinese di Francesco Guidolin era di scena al “Meazza” in cerca di una vittoria che avrebbe significato 5° posto ed accesso all’Europa league, di fronte però trovava un’Inter che non voleva sfigurare davanti ai propri tifosi, nonostante le solite innumerevoli assenze. Per i friulani assetto a 2 punte (Muriel al fianco di Di Natale), nerazzurri invece con Rocchi unica punta ed Alvarez e Guarin alle sue spalle. Al 1° gli ospiti sono già in vantaggio, con Pinzi che appostato sul secondo palo di destro batte Handanovic. Al 10° i bianconeri raddoppiano con Domizzi, abile a correggere in rete di testa un traversone da destra. L’Inter reagisce e 2 minuti dopo accrcia le distanze con Juan Jesus , con una conclusione di sinistro dal limite che, con la forte complicità di Brkic, si infila in rete. L’Udinese ricomincia subito a macinare gioco, e dopo un paio di occasioni, in chiusura di tempo trova la rete del 3-1 grazie ad un capolavoro balistico di Totò Di Natale (destro a giro dal limite, che tocca il palo e si infila in rete), si va a riposo sul 3-1. Nella ripresa l’Udinese ricomincia a spingere e realizza subito il gol del 4-1 per mano di Gabriel Silva, che servito da Muriel, si ritrova a tu per tu con Handanovic e lo batte con un delizioso pallonetto mancino. Al 63° il neo entrato Palacio (al rientro dopo l’infortunio) serve l’assist per il secondo gol nerazzurro, realizzato da Rocchi. 3 minuti dopo però l’undici di Guidolin va di nuovo a segno con Muriel (11° rete stagionale) e mette di nuovo in ghiaccio il risultato. Da lì al termine accadrà poco altro, Udinese che alla luce dell’incredibile finale di stagione disputato ottiene il 5° posto, Inter invece, che incappa nell’ennesima figuraccia stagionale.

LE ALTRE PARTITE: La Lazio era di scena a Trieste, con l’intento di battere il Cagliari e sperare in un passo falso dell’Udinese a Milano. Nella prima frazione il match è piuttosto bloccato e non si registrano occasioni nitide né da una parte né dall’altra. Nella ripresa la Lazio va vicina alla rete con Klose, ma al 75° è il Cagliari a trovare il vantaggio con Dessena, che realizza l’1-0 che resisterà fino al fischio finale.

All’”Olimpico” si affrontavano la Roma di Andreazzoli ed il Napoli di Mazzarri in una partita che si preannunciava ricca di segnature. Nella prima frazione invece il match è piuttosto bloccato e la prima occasione di rilievo si regista al 40° con Destro che coglie il palo su ribattuta. Nella ripresa i ritmi si alzano, al 47° Marquinho con un bel destro da fuori area porta in vantaggio i suoi. Il raddoppio giallorosso arriva al 58° con Destro, che conclude di sinistro e batte un colpevolissimo Rosati. Nel finale il Napoli accorcia le distanze col 29° gol stagionale di Cavani.

La Juventus campione d’Italia era di scena a “Marassi” in casa della Samp per l’ultima passerella stagionale. Conte schiera le seconde linee, con Storari in porta, De Ceglie a sinistra e Giovinco e Quagliarella di punta. I bianconeri però partono forte e al 25° trovano il vantaggio con Quagliarella (servito da Pirlo). Al 31° arriva il pareggio blucerchiato realizzato da Eder su rigore. Nella ripresa  De Silvestri porta i padroni di casa in vantaggio al 57° e ad un quarto d’ora dalla fine arriva il 3-1 firmato Icardi, all’ultima rete in maglia Samp.             Nel finale per gli uomini di Conte accorcia le distanze Emanuele Giaccherini, finisce 3-2.

A Torino i granata allenati da Ventura, affrontavano il Catania di Rolando Maran. Gli etnei nel primo tempo giocano meglio e al 25° passano in vantaggio con Sergio Almiron. All’8° della ripresa Alessio Cerci (10° gol stagionale) ristabilisce la parità. Al 62° gli ospiti tornano in vantaggio con un violento destro dal limite di Bergessio  (gol numero 13 per l’argentino). All’83° però, capitan Rolando Bianchi, all’ultimo apparizione in granata (si libererà a parametro zero), realizza la 77° rete in granata nel giorno dell’addio. Finisce 2-2.

Il Palermo già retrocesso ci teneva a chiudere n bellezza davanti al proprio pubblico, per farlo però doveva battere il Parma di Roberto Donadoni. Dopo un buon inizio dei rosanero, che colpiscono anche un palo con Abel Hernandez, al 38° sono gli emiliani a  trovare il vantaggio con Gobbi, autore di un gol meraviglioso (sinistro al volo dal limite che si infila al sette). 3 minuti dopo il Parma raddoppia con Valdes, che elude un difensore e di sinistro a giro dal limite, la mette sotto l’incrocio del secondo palo. A 45° già scoccato Belfodil in contropiede batte Benussi per la terza volta. Al 75° arriva il gol della bandiera rosanero grazie ad una perfetta punizione di Fabrizio Miccoli.

All’”Atleti azzurri d’Italia” Il Chievo di Eugenio Corini era ospite dell’Atalanta di Colantuono. Bergamaschi in vantaggio nella prima frazione con Stendardo. Nella ripresa Cyril Thearau entra in area da sinistra e con un bel diagonale batte Polito e ristabilisce la parità. Al 78° arriva il nuovo vantaggio atalantino con Giorgi, ma nel finale ancora Thearau realizza la sua doppietta e fissa il punteggio sul 2-2. 0-0 tra Genoa e Bologna al “Dall’Ara”.

Alessandro Antoniacci – Agezia Stampa Italia

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