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(ASI) Il match delle 18 ha regalato un bello stimolo ad allungare: Lazio caduta in casa con il Chievo, che si conferma sua bestia nera. Romani con la testa a martedì e Juve che non deve incorrere nello stesso errore, di fronte a un avversario in zone pericolosissime. Juve e Genoa una partita dal sapore storico, essendo le più vecchie della Serie A. Grifoni rinvigoriti dall’ottimo Ballardini, subentrato sabato all’ex Del Neri, che non può così rivedere il suo passato. Il nuovo tecnico mette in panchina Borriello e mette davanti l’atteso Immbile con l’acquisto Floro Flores supportati da Kucka e dall’altro arrivato Olivera, un ex dell’era Capello. Conte cerca di mettere la sua miglior squadra senza contare le assenze di Chiellini, Asamoah e Pirlo con Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichsteiner e De Ceglie sulle fasce,  a centrocampo Marchisio, Vidal e Pogba in cabina di regia, davanti spazio a Vucinic e al rientrante dall’infortunio e in odore di trasferimento Quagliarella, Giovinco, che festeggia i suoi 25 anni, attende in panchina.

Subito Genoa in avanti Antonelli si libera a sinistra traversone basso, respinto da Caceres e sulla ribattuta con un tiro al volo di Ruben Olivera manda alto. Ancora rossoblu, Matuzalem in area per Immobile, abile nella girata di testa, conclusione debole ma precisa, Buffon in due tempi stoppa la palla all'incrocio dei pali.  Immobile poi serve Floro Flores ed è provvidenziale De Ceglie; al 13’ mano galeotta di Vucinic in area di rigore, ma l’arbitro non vede, ma deboli sono le proteste. Avvio decisamente buono per il Genoa e si vede la mano di Ballardini, che si fa pericolosa con veloci ripartenze. Ma la Juve quando si fa avanti mette paura e Vucinic, Vidal e Caceres in pochi minuti mettono brividi agli ospiti. Al 23’ Pogba illumina Marchisio, che s’inserisce bene, ma calcia male, sprecando la più nitida occasione. Primo ammonito Granquist per un intervento a 25 metri dal limite dell’area, dalla punizione Vidal spara alto. La Juve alza i ritmi e rintana il Genoa nella sua metà campo, ma i bianconeri non riescono a sfondare grazie alla difesa rossoblu, ben disposta.  Bel gesto di Manfredini, che ammette di aver toccato un pallone e angolo per la Juve, ma nella ripartenza il Genoa spreca una bella occasione con Floro Flores. Al 38’ da una punizione di Marchisio Bonucci  s’inserisce bene colpendo di testa e palla fuori di poco. La partita diventa macchinosa e perde di smalto. Al 42’ da cross di Lichsteiner Quagliarella spizza e palla di pochissimo a lato e improvvisamente il napoletano che si sveglia. Juve che fa la partita, ma è prevedibile e poco cinica, anche grazie alle maglie solide del Genoa e non riesce proprio a pungere con Quagliarella inesistente a parte l’occasione nel finale e Vucinic nervoso e impreciso e Marchisio un po’ fuori dal gioco.

Nessun cambio nella ripresa. Ammonito Matuzalem per un fallo duro su De Ceglie dopo le protoste juventine. Al 49’ Frey respinge incredibilmente da un’incursione ravvicinata di Caceres. Juve più aggressiva e simile ai suoi ritmi e Vucinic dà il là, pennellando una bella per Lichsteiner che taglia bene e Quagliarella la butta con un piattone dentro arrivando a quota 10 nel suo score personale e facendo il suo record nella Juve, superando l’avvio dirompente nel 2010 prima del lunghissimo infortunio. Al 60’  doppio cambio del Genoa, entrano due conoscenze della Juve dell’anno scorso: Bertolacci, autore del goal della paura la scorsa stagione contro il Lecce, per Olivera e l’avversario più atteso Borriello per Immobile per una staffetta dalle tinte bianconere.  Proprio l’eroe di Cesena si fa ammonire dopo pochi minuti per una trattenuta su Lichsteiner.  Ballardini mette dentro Marco Rossi autore la scorsa stagione di una doppietta allo Juventus stadium per Manfredini e cambia modulo passando dal 3-5-2 al 4-3-2-1.  E proprio quando meno se l’aspettava una gran giocata di Kucka crossa e Borriello in tuffo ha pareggiato incredibilmente senza esultare. Juve basita che ancora una volta alla prima occasione pericolosa crolla. Conte fa due cambi Quagliarella per  Giovinco e Giaccherini per De Ceglie.  Problemi seri per Floro Flores costretto ad uscire dal campo per mancanza di cambi. La Juve cerca di riaggiustare la partita, ma Vucinic spreca due occasioni.  Anche Antonelli viene ammonito. Clamorosa traversa di Giovinco da punizione. Mossa incredibile, esordio in Serie A di Beltrame, che sostituisce un brutto Marchisio e il giovanissimo impegna subito Frey. La morsa juventina si fa asfissiante. Nel finale il grifone resiste. Ma proprio nell’ultima azione Granquist tocca di mano, lo Juventus stadium esplode di rabbia, ma l’arbitro non concede il rigore. Giaccherini ci prova nell’ultima azione, ma Frey ancora una volta si supera. Oltre al danno la beffa, ammoniti Lichsteiner e Vucinic il quale dovrà saltare la prossima partita.

Risultato strettissimo per la Juve, Genoa stoico e fortunato, due punti buttati e Juve che si logora per l’occasione persa e per l’errore dell’arbitro Guida. Ancora una mancata vittoria per la Juve a gennaio e ancora una volta la sfortuna ci si è messa di mezzo.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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