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(ASI) Vince il Perugia nel giorno in cui contava solo prendere i tre punti, in attesa che le concorrenti Catanzaro e Lamezia si scornassero tra loro nel derby calabro.

Una vittoria più ampia del risultato, una prestazione convincente, la cui cifra distintiva è stata la determinazione con cui per tutti i 97 minuti il Grifo ha affrontato gli abruzzesi. Battistini aveva chiesto ai suoi di far fare la differenza alle motivazioni, ed ha avuto una risposta limpida per intensità e continuità. Sempre primi sulla palla, sempre pronti a contrastare gli aquilani appena persa palla. E capaci anche di proporre soluzioni d’attacco varie: sulle fasce, con Anania su tutti, peccato solo che ancora non abbia registrato i piedi sui cross; triangolazioni palla a terra, con il duo Balistreri-Clemente affiatato e capace di tagliare la difesa abruzzese (la meno perforata del girone) partendo da più lontano del solito dall’area di rigore. I gol sono venuti su rigore (bravo Clemente a scacciare le streghe di Celano, dove aveva sbagliato dagli undici metri appena tre giorni fa) e su un mezzo infortunio del portiere ospite Testa. Prima del rigore, che è stato assegnato come da regolamento per un fallo di mani di Prete, il Perugia aveva reclamato un altro penalty per un fallo di mani apparso ancor più evidente. Il secondo gol è venuto da una fucilata di Moscati dalla distanza che ha piegato le mani del’incerto Testa. Tra le due marcature biancorosse, il gol di Cavaliere sembrava avere confermato i timori della vigilia che presentavano l’Aquila come una squadra tosta e micidiale nel contropiede. Una previsione però non confermata per tutta la partita. Il Grifo ha annichilito i ragazzi di Papagni dall’inizio alla fine. Nel primo tempo gli aquilani hanno faticato a superare la metà campo, segnando nell’unica occasione costruita. Poi, nella ripresa, specie dopo l’espulsione di Testa, uscito a valanga su Balistreri lanciato a rete, è stato un monologo perugino. Però, numerose situazioni e diverse occasioni pericolose non sono state chiuse a rete: clamorosa quella nel recupero, quando i grifoni si sono presentati davanti alla porta ora difesa da Modesti in cinque contro uno, con ferri marini che si è visto respingere il tiro ravvicinato. Insomma, troppi errori davanti, così che i tifosi di casa hanno dovuto aspettare fino al triplice fischio finale per festeggiare una vittoria di fondamentale importanza. La vittoria del Catanzaro obbliga il Perugia a vincere anche a Fano. Mercoledi sulla strada del Furlo si assisterà ad un anticipo dell’esodo estivo dei perugini verso la riviera marchigiana. Ma stavolta, invece che il sole e il mare, scopo del viaggio sarà una fetta importante, anzi decisiva di promozione.

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