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E' il Pupo del Perugia, tifa per la Fiorentina e vorrebbe giocare con Puyol.
Intervista a Niccolò Pupeschi

(ASI) Prosegue con un’intervista a Niccolò Pupeschi la serie di speciali che la redazione di Agenzia Stampa Italia e Tifogrifo hanno preparato per i tifosi e appassionati del Perugia.

Carriera:
Classe 1991, difensore, con la maglia biancorossa già dalla scorsa stagione in Serie D, e confermato anche quest’anno alla prima esperienza in Lega Pro. Trentadue presenze nello scorso campionato e rendimento in costante ascesa in questa stagione, già collezionate venti presenze di cui diciotto da titolare. Proprio nelle ultime giornate Pierfrancesco Battistini ha manifestato la sua fiducia in Pupeschi schierandolo fra i titolari. Domenica scorsa contro il Neapolis è stato uno dei tre pilastri difensivi - insieme a Cacioli e Russo - nel nuovo assetto disegnato dall’allenatore.

Il nuovo modulo che Battistini sta sperimentando, con la difesa a tre e gli esterni spostati in avanti a disegnare un 3-4-1-2, come ti sembra?

Personalmente mi trovo molto bene con questo nuovo modulo, secondo me abbiamo caratteristiche tecniche per valorizzare al meglio questo schema. Possiamo ottenere buoni risultati sfruttando le fasce sia in attacco sia in difesa, in questo modo attacchiamo con tre uomini punto di riferimento e allo stesso difendiamo con lo stesso numero di giocatori.

Contro il Neapolis hai giocato solo il primo tempo, come ti è sembrato l’andamento generale della partita?

Siamo partiti con questo nuovo 3-4-3 quasi, e gli avversari ci hanno attaccato bene e hanno occupato molti spazi a centrocampo. Ci hanno messo in difficoltà, come in un paio d’occasioni, dove hanno pesato dei nostri errori e poi siamo stati sfortunati nel subire il vantaggio con un autogol. Per il resto non credo avessimo giocato male. Poi dalla ripresa con qualche cambiamento in fase di assestamento, ritrovando un po’ di grinta e sfruttando un po’ di loro fiacchezza, siamo stati bravi a portare a casa il risultato.

Pensi che con questa vittoria abbiate dato un segnale forte alle vostre dirette contendenti al campionato?

È stata una vittoria importante, ma anche le inseguitrici ci mandano segnali molto chiari. Non perdono quasi mai punti, quindi per noi è essenziale continuare a vincere, a cominciare da domenica prossima contro l’Aprilia. Sarà una sfida fondamentale anche quella.

Battistini in quest’ultimo periodo vi ha chiesto di modificare un po’ il modulo di gioco, e tu in particolare da difensore esterno ti sei trovato a ricoprire un ruolo più centrale. Come interpreti il tuo ruolo di difensore?

Ho sempre avuto caratteristiche difensive quindi non ho difficoltà ad adattarmi sia da centrale sia da esterno, questa capacità che ho posso sicuramente usarla a mio vantaggio, è una carta in più da giocare.
Per ragioni fisiche ho poi preferito spostarmi dal centro della difesa, per non soffrire troppo la stazza di attaccanti con uno spessore fisico maggiore del mio.

Ultimamente ha giocato un ottimo ruolo anche da rifinitore, come nel passaggio decisivo a Balistreri per il secondo gol contro il Giulianova, ti piace variare e spingere anche di più in attacco?

Quando giochi da difensore centrale hai la possibilità anche di impostare di più la manovra della squadra, mentre da esterno magari si è più soliti passare la palla al centrocampista e poi proporti tu stesso in avanti. In generale mi piace anche essere più avanzato e giocare la palla, ma bisogna che poi tutto funzioni.

Giocare in difesa significa anche avere un’intesa particolare con i compagni di reparto, c’è un modo – anche fuori dal campo – per allenare questo fondamentale?

Tra noi c’è molta intesa, e in particolare tra chi gioca nella stessa zona del campo, e questa è una dote che sappiamo sfruttare anche per risollevarci da momenti difficili.
Certamente i rapporti fra compagni vanno curati anche fuori da campo, infatti siamo amici e ci troviamo bene, ma la differenza dobbiamo farla in campo quando si gioca.

Con quale compagno di squadra senti di avere più affiatamento?

Da un anno e mezzo vivo con Andrea Zanchi, e tra noi c’è un ottimo rapporto, ma mi trovo bene con tutti sia con i “veterani” sia lo scorso anno erano già qui a Perugia, che con i nuovi compagni.

Sei al tuo secondo anno a Perugia, come ti trovi e qual è il tuo rapporto con i tifosi e la città?

Devo dire che appena arrivato mi ha sorpreso l’affetto e l’attaccamento che i tifosi hanno verso la squadra e la società. Ho trovato qui degli amici, tifosi che conosco e che frequento abitualmente quindi il mio rapporto anche con la città è ottimo.

C’è un piatto tipico umbro che hai imparato ad apprezzare?

Mi hanno insegnato a mangiare qualche dolce, non posso dirne uno per non dire stupidaggini. Comunque si mangia molto bene.

Quando togli da divisa da calciatore, cosa ti piace fare?

Sono fidanzato con una ragazza di Perugia quindi, quando non gioco e non mi alleno, mi piace stare con lei, “mi piace andare a giro” (espressione tipicamente toscana, n.d.r.) ma conduco in generale una vita piuttosto regolare.

Qual è la tua squadra del cuore?

Simpatizzo per la Fiorentina, anche se ora la seguo di meno a causa degli orari di gioco concomitanti e anche perché ora dedico la mia attenzione tutta la Perugia.

C’è un calciatore cui t’ispiri?

Stimo molto Javier Zanetti dell’Inter, per quello che dimostra dentro e fuori da campo. Credo sia un ottimo giocatore e un grande uomo.

Per terminare ti sfido a essere per un secondo allenatore e giocatore. Se potessi compilare la tua formazione ideale, che comprende volendo anche calciatori di serie superiori e di altri campionati, quali sarebbero i tuoi compagni di reparto perfetti per creare un vero muro difensivo?

Se giocassi con il Barcellona sarebbe tutto più facile. Loro giocano da soli. Io mi metto lì insieme loro e faccio il mio dovere, davvero tutto troppo facile. Se giocassi insieme a Puyol sarei sicuramente molto più avvantaggiato.
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Niccolò Pupeschi è un ragazzo, nel senso più pieno e genuino della parola. Ha appena venti anni (ne compirà ventuno il prossimo 8 marzo, N.D.), e manifesta la sua voglia di giocare al calcio in ogni battuta. Ha nella parlata il ritmo canzonatorio tipico toscano, un ritmo alto che tiene anche in campo quando imposta in avanti e recupera in difesa.
Non difetta di esperienza, anzi. Ha conquistato la fiducia di Battistini e in due anni è diventato un punto fisso dell’assetto del Perugia, ha visione tattica e conosce i pregi della sua squadra. Che il suo cuore viola si stia colorando un po’ anche di bianco e di rosso?!
Caro Niccolò, Perugia è pronta per dedicarti un dolce tutto tuo, continua così.


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