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(ASI) Il Perugia vince la prova del fuoco. Opposto alla Nocerina, da molti considerata la squadra più forte del lotto, attesta la propria raggiunta maturità. Soffre e subisce a tratti l’esuberanza tecnico-tattica dei campani, ma mai tracolla.

Sa aspettare il momento giusto per provare ad offendere e lo fa con improvvise folate, affidate ai suoi uomini più equipaggiati. Colpisce due volte, proprio nei momenti in cui la Nocerina aveva dato l’impressione di poter assestare il suo ko: il tempismo è una virtù, anche se fortuito.
Una partita intensa, due squadre che fino in fondo saranno protagoniste. La Nocerina sciorina le sue virtù tecnico-tattiche. Impressiona per l’efficacia del suo impianto di gioco, la capacità di gestire e cambiare i ritmi in ogni momento, l’incisività del suo reparto avanzato. Il Perugia risponde con altre qualità: le giocate dei singoli nell’uno contro uno, lo spirito di mutuo soccorso tra uomini e reparti, la capacità di adattarsi all’ avversario riconoscendone tutte le doti, ma senza rinunciare a cercare di sorprenderlo.
Alla fine, gli episodi sono a favore dei biancorossi, che hanno il merito fondamentale di crederci fino in fondo. Tocca a Julien Rantier, entrato nella ripresa al posto di Politano, mettere la griffe (il francese è d’obbligo) sul successo dei padroni di casa con una botta a tre minuti dal novantesimo. Una vittoria importante che fa molto morale in vista del finale di campionato, a cominciare dalla partita con l’Avellino al Curi dopo la sosta. Se il Perugia dovesse ripetersi, potrebbe prendere corpo anche la prospettiva di fare i playoff da posizione di rilievo. 


Le interviste


Gaeteano Auteri,
allenatore della Nocerina, ostenta aplomb a fine gara, nonostante una partita persa senza aver meritato la sconfitta. “Siamo venuti per vincere e il gioco in campo ha chiaramente detto che avremmo meritato noi”: questa la sintesi della conferenza del tecnico. Il “predominio netto” dei suoi ragazzi non è stato concretizzato perché non sono stati capaci di essere forti e bravi “dove le partite si decidono, cioè in area di rigore”. Il rammarico per questa battuta a vuoto, sottolineato più volte da Auteri, è che il campionato a sedici squadre è corto e sono poche le occasioni per recuperare. “Anche il pari ci sarebbe stato stretto, conclude, come dimostrato nel secondo tempo, quando abbiamo alzato i ritmi, costruito molto e concesso poco al Perugia in avanti”.
Andrea Camplone, allenatore del Perugia, ammette che il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio. La Nocerina è una squadra forte, non a caso pensata per la serie B, e con giocatori che si conoscono da anni. Una sottolineatura importante è quella per lo spirito con cui giocano i suoi ragazzi: si sacrificano, nei momenti difficili non mollano e si aiutano e, nota positiva che si è positivamente ripetuta nelle ultime partite, chi entra dalla panchina è decisivo per cambiare le sorti dell’incontro. Sui singoli: Politano poco incisivo oggi; Giani è entrato in partita un po’ impacciato, ma doveva prendere le misure, perché si è dovuto improvvisare esterno di difesa dopo aver provato per settimane da centrale. Predica prudenza e piedi per terra, Camplone, ma riconosce che la vittoria è importante per corroborare la fiducia dei suoi uomini nei propri mezzi. E con l’Avellino bisognerà provarci ancora perché vincendo, chissà, si potrebbe pensare a scalare ancora un po’ la classifica.
Julien Rantier, l’uomo della partita: entra e segna il gol decisivo, come a Gubbio. “Sono contento soprattutto per la vittoria, che significa che siamo proprio sulla buona strada”, dice il francese. Di fronte ad una grande Nocerina, il Perugia ha confermato di essere ora più squadra di qualche tempo fa. Sul gol a tre minuti dalla fine, svela di aver seguito il movimento di Ciofani in area e di essersi così trovato al posto giusto. La rete la dedica alla moglie Alessandra e a tutti coloro che “lavorano dietro le quinte”, dai magazzinieri in su, per consentire ai grifoni di lavorare

Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia

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