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(ASI) Venti minuti da grande squadra, settanta a soffrire più del lecito per difendere il vantaggio. Due facce della stessa medaglia preziosa che vale il quarto posto e la consacrazione, stavolta senza tema di smentite a stretto giro, tra le sicure pretendenti ai play off. Due facce troppo diverse per non chiedersi cosa ci sia in mezzo, dove stia il vero confine tra sicurezze e paure. Il Perugia sbanca Pisa e svolta. Dopo la curva, altre insidie immediate (Nocerina e Avellino che precedono i grifoni in classifica) ma anche una consapevolezza nei propri mezzi che cresce di partita in partita e permette di affrontare le fasi difficili di ogni partita senza il panico della prima parte della stagione.
Il Grifo dei primi venti minuti è sontuoso, con Esposito autorevole in regia, Fabinho incontenibile, Moscati sui suoi standard e Ciofani sempre in agguato. Il gol del centravanti dopo soli otto minuti è il coronamento di una supremazia incontrastata dei biancorossi durata fino al 20’. Riesce in pieno, in questa fase dell’incontro, la tattica preannunciata da Camplone di evitare al Pisa di ripartire e calibrare lanci lunghi per le due punte Perez e Tulli. Il Perugia stringe i pisani nella loro metà campo e crea, oltre al gol, un altro paio di situazioni importanti per chiudere i giochi. Il 3-5-2 del Pisa, come previsto da Camplone, favorisce la superiorità biancorossa sulle fasce.
Però, come sempre, sul più bello si perde in narcisismi e ghirigori (e sotto questo aspetto è per lo meno doveroso constatare che non ci sono stati sostanziali miglioramenti dopo tante settimane). Complice anche la condizione fisica non ottimale di alcuni giocatori, la squadra di Camplone cala i ritmi e permette, poco a poco, ai nerazzurri di Pane (che passa al 4-4-2 per meglio neutralizzare il Perugia sugli esterni) di riguadagnare terreno. Tra il 38’ ed il 40’ i padroni di casa vanno vicini al gol in quattro circostanze: risultano decisivi per tutelare il vantaggio Koprivec la dea bendata.
La ripresa vede i biancorossi arretrare ancora il loro baricentro, allungare la squadra e lasciare iniziativa e campo ai pisani. Per certi tratti, il Grifo va in affanno dietro, ma si salva sempre con l’autorevolezza dei suoi uomini. La paura di vincere fa capolino nelle fasi più concitate e impedisce ai grifoni di giocare con mente leggera, distendersi e provare le ripartenze con la precisione e l’incisività che ci vorrebbero. Esposito e compagni comunque lottano, combattono, usano pala e piccone invece dei preziosi ricami di inizio gara; limitano i danni e alla fine vincono e rendono ai toscani la pariglia della sconfitta dell’andata.
E mentre aumentano le recriminazioni per i cinque punti buttati letteralmente al vento contro il derelitto Barletta ed il Frosinone, Camplone può vantare una miniserie di quattro vittorie nelle ultime cinque partite. Roba da alta classifica, una svolta vera che fa bene all’autostima dei grifoni per il finale di campionato. Ora i ragazzi di Camplone sanno di valere gli obiettivi per cui lottano e forse questa presa di coscienza progressiva è la miglior garanzia per il futuro del campionato.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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