(ASI) “Conosci Firenze”, appare chiaro come la città, considerata la culla del Rinascimento abbia attraversato periodi di splendore ma anche di buio. La ricorrenza più oscura è quella della “peste nera”. Questo tragico evento portò alla rivolta della popolazione ma anche a morte, disgrazia e devastazione.

Preceduta da tre segni significativi e premonitori (cometa, grandine, cero), la peste arrivò a Firenze nel 1348, (probabilmente portata dalla sporcizia e dai ratti , sappiamo come la città fosse una delle più importanti tra i centri commerciali e di mercato) per rimanervi fino al settembre del detto anno.

L’epidemia si diffuse rapidamente, provocando la morte nei 3/5 della popolazione fiorentina. Le conseguenze sociali che ne derivarono furono inumane e crudeli: alcuni, presi dal panico e dalla paura, evitarono i malati, altri li aiutarono senza timore in cerca di una cura. Inoltre, l’uomo cercò un capo espiatorio: una punizione divina, la congiunzione di tre pianeti, un fuoco che ha sparso l’epidemia. La pestilenza colpì uomini di ogni condizione e ceto sociale, senza alcuna distinzione; i più ricchi però, morendo, lasciarono le loro abitazioni vuote e incustodite, spingendo i sopravvissuti ad impadronirsene insieme a tutte le ricchezze in esse contenute. La peste portò quindi grande danno alla città di Firenze. Possiamo solo immaginare il caos creato dal morbo mortale. Persone che morivano per strada e nelle case. I lazzaretti e gli ospedali riempiti da persone ammalate.

L’anarchia si dipano’ per le antiche strade della città. Non mancarono le rivolte della popolazione costretta alla fame e al confinamento. In data di ieri 30/10/2020 nella Firenze moderna, del XXI secolo, colpita dal Covid-19, così come allora, si sono consumati tra le fiamme, scontri di facinorosi con le forze di polizia.

Centinaia di persone di estrazioni eterogenee hanno occupato il centro della città mettendola a ferro e fuoco. Scontri in via Tormabuoni, cariche di alleggerimento in via degli Acciaiuoli. Lanci di bottiglie incendiarie e di petardi e di mattoni. È stata una vera e propria guerriglia urbana. Si manifesta contro le nuove misure di confinamento emanate dall’ultimo Dpcm del Governo. È stato uno scontro lungo affrontato su più fronti. Le forze di polizia hanno cercato di disperdere i più violenti. La situazione è degenerata dopo le 21. La manifestazione autorizzata dei non violenti ha preso dei risvolti tragici. I manifestanti, presumibilmente provenienti dai centri sociali e altri facenti parti delle frange politiche più estreme, si sono scagliati contro gli agenti in tenuta anti-sommossa. 10 i poliziotti feriti, 4 persone vicine all’area narco-antagonista vengono fermate.

Il Comune sta facendo la conta dei danni. La città appare devastata. Questo ci porta a ricordare come l’uomo ritorni al passato, e non al futuro, come recita il titolo del celebre film di Hollywood

. Le manifestazioni a carattere violento contro le misure restrittive sono esplose in questi giorni in diverse città italiane. Ricordiamo nel lontano 1700 l’insurrezione di Napoli dove Masaniello si fece difensore dei poveri pescatori e della gente.  Ma le rivolte della settima scorsa che hanno visto protagonista la città partenopea sono lontane da quelle nobili gesta. Consapevoli della pericolosità del Virus, si accetta il diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione a manifestare, pacificamente, ma si condannano atti di violenza scellerata contro le forze dell’ordine.

 Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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