(ASI)Ho fatto il magistrato per circa 41 anni, ricoprendo gli incarichi più diversi e ora il CSM mi ha "collocato a riposo", come si suol dire. Ogni tanto leggo interventi sulla stampa di colleghi che si trovano nella mia situazione.

Con alcuni di loro mi trovo in piena sintonia, con altri assolutamente no. Non ne condivido le analisi e anche un atteggiamento spesso ingeneroso verso un mondo nel quale hanno svolto la loro attivita'. Tra quelli con cui mi trovo in sintonia, indico senz'altro Antonio Di Pietro di cui apprezzo il taglio spontaneo e semplice e il buon senso che dimostra.
Oggi, pero', non posso non sottolineare la profonda diversita' di giudizi tra certi colleghi e me, su recenti fatti che hanno coinvolto la magistratura.
Com'è noto, con sentenza della Sezione disciplinare del CSM del 9 ottobre  scorso, è stata inflitta a Luca Palamara la più severa sanzione disciplinare prevista per i magistrati, la radiazione.
Questa vicenda è stata l'occasione per un attacco indiscriminato e globale di un certo mondo giornalistico (Il Giornale, Libero, la Verità, il Dubbio, il Riformista) e politico (settori del cosiddetto "Centrodestra" ma ormai anche il PD) alla Magistratura. Questo mondo spera che sia giunto il momento di una resa dei conti contro il Terzo Potere, il giudiziario, dopo l'esperienza di Manipulite. Si avverte una voglia di vendetta del "partito magistratofobico" e l'indagine condotta dalla stessa magistratura, ovviamente, ma stavolta da quella perugina,  sembra l'occasione propizia.
Già, perché il primo e il secondo Potere dello Stato non hanno mai avuto il coraggio e la determinazione per intervenire nelle anomalie della Giustizia e lasciano che a farlo siano gli stessi magistrati ma sperano di essere loro a ottenere la vittoria sul "nemico istituzionale".
Che poi il nucleo del "partito magistratofobico" sia l'area che, in linea puramente teorica, dovrebbe avere a cuore la Giustizia, cioè la "Destra", questo è uno dei tanti misteri italiani che sara' forse oggetto di future mie riflessioni.
Etimologicamente, in tutte le lingue indoeuropee, la parola "Destra" è la stessa che si usa per indicare il Diritto. Basti guardare all'inglese "Right", al tedesco "Recht", al francese "Droit", allo spagnolo "Derecha". Anche in russo, è così. La radice "prav" è propria sia di "Destra" che di "Verita": "pravo" significa "destra", "pravda" significa "verita'".
Non c'è storia nelle lingue indoeuropee.
Per una curiosa contingenza storica, invece, in Italia non è così.
Proveremo a capire, in futuro, perché.
Tornando a Palamara, qual' e' oggi il "mantra" che viene ripetuto ossessivamente dopo questa vicenda dai media del "partito antigiudiziario" ? "Capro espiatorio" dicono i giornali "lib lab", si diceva un tempo, per alludere all'area "liberal socialista" che, come ho detto, è l'epicentro di questa operazione. I radicali, anch'essi tradizionalmente coinvolti, sono compresi tra i "lib", tra i liberali di cui rappresentano l'espressione più coerente e consequenziale.
Quindi, dicono tutti questi, il CSM condanna solo Palamara, per chiudere la questione e attribuire tutte le responsabilita' a lui e non riformare alcunché.
"Capro espiatorio". Che significa ? Com'è noto, nel giorno dell'espiazione (Yom Kippur), il sommo sacerdote "caricava" i peccati degli ebrei su un caprone, che ovviamente non aveva commesso alcunche, che veniva abbandonato nel deserto con tutti i peccati che gli erano stati caricati.
Ma come ? Che c'entra il caprone dello Yom Kippur che è innocente con Palamara che, almeno per ora secondo la Sezione disciplinare, non lo sarebbe ? Certo,  ma il partito magistratofobico è in genere disinvolto e spregiudicato nel linguaggio ed è abituato alle fallacie dell'argomentazione. Tutto fa gioco purché si infanghi la magistratura.
Luigi Amicone, l'ex trotskista di Avanguardia operaia, poi ciellino, poi "forzista, in un articolo apparso lo scorso 10 ottobre, su "Tempi" ha scritto:
"La magistratura ha radiato Palamara per non dover radiare se stessa".
Che significa ? È la Sezione disciplinare del CSM, fatta di sei membri di cui il presidente è di nomina parlamentare che ha emesso la sentenza. I magistrati sono un'altra cosa perché appartengono a vari uffici diversi e sono circa settemila. E perché l'avrebbe fatto ? Perché ha commesso una grave violazione disciplinare ? E no....sarebbe troppo semplice. L'ha fatto per non autoradiarsi successivamente.... Mah..  Se qualcuno ha capito il senso di questa frase, me lo dica.
Io sono allibito. Ho sempre avuto rispetto per Comunione e Liberazione anche se non ne condivido l'impostazione e la caratteristica avversione alla Giustizia "terrena" tipica di certi movimenti postconciliari, originatisi nel '68.
Quanto ad Avanguardia operaia, è lo stesso movimento, se non sbaglio, tra le cui fila figurano gli "sprangatori" del giovane missino Sergio Ramelli.
Come si fa a fare un commento così sconclusionato ? Se non avessero condannato Palamara, i membri della Sezione disciplinare se ne sarebbero tornati alle loro occupazioni con il solito contorno di invettive giornalistiche stavolta perché l'avevano assolto.
Il magistrato a riposo Carlo Nordio, da parte sua, in un articolo di Libero dello scorso 10 ottobre, ha scomodato addirittura il processo che il Volksgericht (Tribunale del popolo) intento' ai responsabili dell'operazione Valchiria imputati del fallito attentato contro Hitler e del fallito golpe che ne segui'. Ma più precisamente, il Nordio, uno dei magistrati a riposo più apprezzati dai magistratofobi,  paragona la decisione del generale Friedrich Fromm, il comandante dell'Esercito di Riserva mobilitato, a sua apparente insaputa, per il tentato golpe, di fucilare immediatamente i cospiratori arrestati alla Bendlerstrasse sotto i fari di un camion. E questo per evitare che il Maggiore nazista Otto Remer con il Wachtbattalion Grossdeutschland, "lealista", della Guardia, consegnasse i malcapitati alle "cure" delle SS e venisse scoperto il coinvolgimento, di carattere "omissivo", del Fromm nell'operazione, ciò che avvenne qualche tempo dopo quando il generale fu impiccato in forza della sentenza del Presidente del Tribunale del Popolo, lo spietato Roland Freisler.
Vorrei sapere cosa c'entra tutto questo col processo a Palamara.
Il Nordio ci dovrebbe spiegare infatti quali analogie vi sarebbero tra l'immediata fucilazione notturna sotto i fari del camion, in violazione degli ordini di Hitler e un processo disciplinare con tutte le garanzie intentato dall'apposita Sezione del CSM. E come paragonare un uomo coraggioso come Stauffenberg che ha rischiato e sacrificato la vita per liberare la sua Germania da un regime totalitario a un magistrato come Palamara, scoperto solo per il trojan inseritogli nel cellulare ?
E come si fa a paragonare i componenti della Sezione disciplinare di un organo previsto dalla nostra costituzione con un giudice che indossava la toga rossa, lui sì, ma con appuntata l'aquila e la svastica del Terzo Reich di Hitler ?

Il CSM, anzi l'intera magistratura, viene attaccato per avere condannato Palamara alla massima sanzione. Non oso pensare a quello che sarebbe successo se l'incolpato fosse stato assolto o condannato ad una sanzione più mite.
Ma insomma, mi chiedo, cosa deve fare il CSM ? Qualunque decisione adotti, verrà accusato o di considerare Palamara il noto "caprone" dello Yom Kippur o di colpevole tolleranza.
E ora è un "crucifige" che desta sconcerto e indignazione contro l'intera magistratura perché Palamara è stato radiato. Sarebbe stato lo stesso per qualunque altra sentenza. Finito lui, chiuso il suo caso, chiuso tutto.
Ne sono proprio sicuri ? Io no.  Chi l'ha detto ? Lo vedremo nelle prossime settimane.
Qui veramente, mantenendo un minimo di razionalita' e di senso critico, ci si chiede come facciano i Feltri, i Senaldi, i Sallusti, i Sansonetti, i Nordio e l'ex trotskista passato a CL e a Forza Italia, Amicone, a fare certe affermazioni.
Sbagliero', ma credo proprio che, passato il processo a Palamara, si apriranno molti altri processi disciplinari perché tanti sono i miei colleghi coinvolti, oltre ai processi penali contro magistrati e politici accusati di gravi reati.
Non può finire con un cupio dissolvi, con il mal comune mezzo gaudio in cui si confonde tutto, come forse sperano in cuor loro tanti. E c'è un processo penale che attende lo stesso magistrato insieme ad altri, a Perugia.

Così non può andare avanti. Non ho mai conosciuto nella mia carriers Luca Palamara e ho sempre affermato l'apoliticita' della Giurisdizione. Ho, quindi, tutto il diritto di intervenire non solo per denunciare condotte lesive dei più elementari doveri del magistrato ma anche chi le strumentalizza per colpire ej neutralizzare il Terzo Potere dello Stato.

Giuliano Mignini per Agenzia Stampa Italia

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