(ASI) I nostri barbieri ce l’hanno con i tanti dilettanti allo sbaraglio che animano il Bel Paese. Dall’esame di Suarez, fino alla dirigenza della Roma e al grottesco caso Diawara. Ed ancora, come dimenticare l’astuzia dei vertici politici di casa nostra e in gran parte del mondo? Un pool di gente impreparata al timone...

 

Tempo di nuovi barbari molto più pericolosi dei lanzichenecchi manzoniani. Sono i corsi e ricorsi storici, e Giambattista (Vico, ndr) mica aveva tutti i torti... 

Università per stranieri di Perugia: Ma come può un prestigioso istituto italiano, in una città prestigiosa come Perugia, lasciarsi andare ad una prestigiosa figura barbina? Inaccettabile che l’esame di Suarez sia durato più o meno quanto l’intervallo di una partita di calcio. Irrispettoso verso i tanti che, con sudore e sacrificio, ambiscono alla cittadinanza. Sarà mica che Paratici conti più di Mattarella? 

Dirigenza della Roma: Che quella di Verona sarebbe stata una partita complessa, lo si era compreso dopo aver letto l’undici iniziale di Fonseca. Con Cristante al centro della difesa, e Mkhitaryan al centro dell’attacco, mancava solo Pedro al centro... campo. Ma l’allenatore ha molte attenuanti; dopotutto era alle prese con la questione Dzeko, sedotto e abbandonato dalla Juventus e con altre defezione. Eppure lo 0-0 era stato accolto, tutto sommato, bene. Peccato che qualcuno abbia dimenticato di aggiornare le liste e di rammentare che Diawara non va più all’asilo ma che, nel frattempo, è cresciuto. Stai a vedere che anche stavolta daranno la colpa a Franco Baldini? 

Conte agnellino: siamo sinceri, un Conte allineato e coperto non siamo abituati a vederlo. Un po’ ci sorprende, e l’augurio è che questo nuovo idillio con l’Inter possa continuare. Siamo sicuri che alla prima difficoltà Conte non riprenda a sentirsi Don Chisciotte della Mancia e a combattere contro i mulini a vento? Marotta è paziente, e sa bene che Conte non potrà più perdere il pelo, visto che gliel’hanno riattaccato, ma sul vizio sarebbe disposto a mettere le mani sul fuoco? E le staffe quando la resistenza si scalda? Per adesso Conte vince, e finché continua così... 

Claudio Ranieri: la sua Samp riesce nell’impresa di far fare l’impresa al Benevento. Una partita stregata contro la strega, eppure l’inizio è stato ben diverso. Sconfitta ancor più grave di quella di Torino per come maturata. Se continua così, Ranieri non avrà problemi di fibre... con tre pere alla volta potrà aprire un chiosco di frutta. Sicuri che la Samp non abbia bisogno di un centrocampista di quantità? 

Guardiola, il maestro che non vince più: Il Manchester City becca in casa cinque reti (2-5 ndr) dal Leicester che con Ranieri in sella conquistò una miracolosa ed inaspettata Premier League. Per fare i miracoli non bastano i profeti, ma anche discepoli di livello. Che anche nella piovosa Manchester per Guardiola sia giunto il tempo dei saluti? 

Più Fonseca che Pirlo: Dopo la vittoria facile facile contro la Samp, che aveva conferito a Pirlo un posto nel Parnaso dei grandi allenatori del panorama calcistico italiano, ecco un 2-2 risicato contro un’ottima Roma. Il secondo gol di Veretout nasce da una fase difensiva che avrebbe fatto il solletico al 3-3-4 di Ezio Glerean e del suo Cittadella di fine anni ‘90. La fortuna ha voluto che Dzeko, sedotto e abbandonato dalla Vecchia Signora sull’altare, avesse le polveri bagnate. Qualche pennivendolo oltre ad aver decantato in maniera poco razionale Pirlo - che resta un allenatore alle prime armi e che potrà o meno diventare straordinario - aveva tessuto le lodi di McKennie, paragonandolo a due mostri sacri come Vidal e Davids, ed esaltato il tiki taka dei vari Ramsey, Rabiot e Kulusevsky. Ah, se non ci fosse Ronaldo... Cosa si inventeranno i pennivendoli di cui sopra adesso? Equilibrio nei giudizi, questo sconosciuto. 

Gattuso gioca a tennis con Maran: Rino mette in campo tutta l’artiglieria a sua disposizione: dietro al centravanti Osimhen schiera da “trequartisti” tre seconde punte, o punte esterne come Lozano, Mertens e Insigne. Maran, che pure e’ tecnico esperto e di valore, rimedia un bel 6-0. Gattuso può permettersi di osare in questo modo - e fa bene - contro squadre abbordabili o in costruzione come il Genoa. Contro le big sarà più difficile giocare a tennis, che ne pensa il buon Rino? 

Redazione Agenzia Stampa Italia 

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