Martedì, 4 Agosto 2026
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Non esiste altra maglia al di fuori di quella azzurra. Il perché non ho visto la nazionale di calcio...

(ASI) "Ma il cielo è sempre più blu" cantava il grande Rino Gaetano. A cui Celentano rispondeva: "AzzurroIl pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me". Infatti, è l'azzurro del mare e del cielo l'unico colore identificativo della nostra amata Italia. il simbolo indelebile che portiamo nel cuore e nella mente sin dalla nascita.

Di Ettore Bertolini 12 Ottobre 2019 – 23:10 2 min di lettura

Colore prediletto anche dal vate D'Annunzio. È propria dell'italianità la sublime maestria di armonizzare fra loro il colori che ha fatto lo storia dell'arte mondiale. Il marchio inimitabile di feconda geniale creatività. Se il 70% del patrimonio artistico  mondiale risiede in Itaia, se il Rinascimento nasce in questa meravigliosa terra, ci sarà un perché.  Per queste motivazioni, per protesta, per la prima volta, mi sono rifiutato di vedere giocare una nazionale di calcio che indossava i colori tipici dell'Irlanda, del Camerum e forse del Brasile. Perché, per me quella compagine non è l'Italia. È qualcosa di alieno e senza storia. Talmente siderale dal torrido calore  che emanava la maglia azzurra della nazionale. Distante dagli azzurri che indossavano quei celestiali indumenti con lo scudetto tricolore. completo di gioco di uno splendente azzurro. Il colore solare che si è virilmente affermato conquistando ben 4 mondiali di calcio. Titoli planetari che restano in eterno e ci hanno fatto, soffrire, sognare, emozionare, sentire un popolo ed anche orgolgiosi di essere italiani.  Alla faccia di certi geni...della lampada che  vogliono imporci freddi pezzi di stoffa sbiaditi e senza energia. A chi giova il cercare in tutti i modi di diluire l'azzurro in un verde ramarro con uno scudetto indistinto. Il motivo? Una campagna dello sponsor per  lanciare nel mercato un nuovo prodotto.  Sia chiaro una volta per tutte, in certi ambiti, pecunia olet e molto. Puzza di un odore insopportabile. I veri valori non devono essere piegati alla supremazia del profitto. I valori non sono in vendita. Per questo deve essere ribadito una volte per tutte un principio: la nazionale italiana per ciò che rappresenta non è mercificabile ed appartiene agli italiani! Ritengo che essa debba essere svincolata  da imposizioni esterne e logiche prettamente commerciali. La nazionale di calcio, quella della tradizione, quella amata da tutti gli italiani è vestita di azzurro, indossa i colori del cielo e del mare, rappresentativi dellla Nazione. Giù le mani dall'ultimo baluardo identitario, dal calore dal colore identificativo della nostra amata Italia! Mi è costata tanta fatica, ma, coerentemente, non ho voluto assistere alla partita fra Italia e Grecia. Perchè anche se l'evento è sportivo, l'estetica è sostanza. La scelta dell'autentico colore  del completto di gioco è esso stesso un irrinunciabile elemento identitario. Il rito poi del confronto ludico fra nazionali, magicamente ci fa riconoscere e sentire parte attiva di una stessa comunità. Gente che vive all'unisono le stesse passioni ed emozioni, ma anche nella giusta misura fieri di essere italiani.

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

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