L’ enciclica Laudato sii e l’approccio sapienzale alla problematica ambientale, il tema del convegno promosso dall’Associazione dei Nuovi Castelli Romani

(ASI) “Il cambiamento climatico va preso sul serio, lo testimoniano i suoi effetti. Ma l’uomo è uno stupido testardo che non vede, non prende coscienza, anche se gli scienziati indicano chiaramente la strada da seguire. I politici hanno la loro responsabilità, ma ognuno ha la propria. La storia giudicherà le decisioni”. 

E’ tristemente serio Papa Francesco nel suo commento ai devastanti eventi atmosferici che hanno interessato di recente il nostro Paese, ma non solo. Un monito indirizzato al rispetto delle regole per la tutela della Casa Comune, che il Pontefice ha inteso racchiudere nella “Laudato sii”, la sua seconda enciclica pastorale (2015).

Un messaggio illuminante che l’Associazione dei Nuovi Castelli Romani presieduta da Ettore Pompili, ha voluto fosse oggetto di un convegno tenuto nei giorni scorsi a Castel Gandolfo, nella Cripta della parrocchia pontificia San Tommaso da Villanova: “L’approccio sapienzale alla problematica ambientale e la Laudato sii di Papa Francesco”. L’evento ha ricevuto il patrocinio dei comuni di Nemi, Castel Gandolfo e del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Un incontro altamente partecipato a livello politico e religioso, istituzionale e culturale, imprenditoriale e scientifico, dal quale è emerso il senso di responsabilità di ognuno verso la tematica dell’ambiente, la cui prima vittima in caso di degradazione è l’uomo stesso.

Da qui la necessità, come scritto da Jorge Mario Bergoglio nella sua enciclica, di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità, seguito da una crescita sociale e culturale che sia freno agli effetti negativi del progresso economico e tecnologico.

Una Pacem in Terris nel rispetto dell’ordine stabilito da Dio, auspicata già da Papa Giovanni XXIII nella sua lettera enciclica del 1963. Concetto assunto quale proprio anche dai successivi Pontefici, come spiegato nel suo saluto ai presenti da Don Enzo Policari, parroco di San Tommaso Da Villanova.

Carmine Iannone dell’Ordine di Malta Italia, delegazione Latium Vetus, ha evidenziato come siano i poveri i primi a soffrire per le nefaste conseguenze dei mutamenti atmosferici. Sandro Caracci, presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani, ha sottolineato, invece, come ci si ricordi della tutela ambientale solo in occasione di catastrofi. “Mentre il Sommo Pontefice ci invita a riflettere ogni giorno sull’ambiente e sulla pace”. Una discrasia evidenziata anche da Milvia Monachesi, sindaco di Castel Gandolfo “C’è qualcosa che non va, le leggi ci sono e pochi le rispettano” ha detto ricordando come si debba coinvolgere anche la scuola per attivare una politica di sensibilizzazione totale.

“La terra è in prestito dai nostri figli” ha affermato il sindaco di Nemi Alberto Bertucci, che ha ribadito l’importanza del Parco dei Castelli Romani nelle politiche di tutela dell’ambiente, che vede nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile il nuovo quadro strategico globale.

Scienza, politica, pensiero e fede sono gli elementi necessari alla tutela della Casa Comune secondo Alfonso Pecoraro Scanio, docente Università Roma Tor Vergata e presidente nazionale Federazione Univerde. Nel suo intervento di carattere tecnico politico, l’ex ministro all’ Agricoltura e Ambiente ha sottolineato anche la portata ecumenica del convegno. “L’uomo è custode del creato, non il proprietario” ha affermato, ricordando l’insegnamento in tal senso ricevuto dai Francescani e Benedettini, protagonisti della conoscenza. “Nel 2050 i primi effetti devastanti” ha detto citando ricerche scientifiche che annunciano, se non ci sarà una mobilitazione politica e istituzionale, lo scioglimento dei ghiacciai per il 2100 e la sommersione delle terre.

“L’uomo, nell’abbondanza, non percepisce il concetto di cura e tenerezza verso la Casa Comune” ha detto invece Carmelo Pandolfi, docente Ateneo Pontificio Regina Apostolorum Roma nel suo intervento teologico sapienzale, spiegando come il Pontefice nella sua enciclica lanci un monito ai potenti a non passare alla storia per il male, agli imprenditori perché perseguano la sostenibilità, a tutti perché attivino gesti di risparmio, agli educatori perché formino la coscienza ambientale. L’uomo è natura creata nell’amore. Tutto è in relazione sulla terra” ha sottolineato ricordando come il Papa inviti ad unire i nomi di San Francesco e San Benedetto, ad ambiente, cultura e agricoltura, di Santa Teresina alla preghiera contemplativa, di B. Charles de Foucauld al dialogo e sacrificio.

In ultimo Mustafa Cenap Aydin, co-fondatore e presidente dell’Istituto Tevere, centro per il dialogo interculturale a Roma, che ha affermato come il problema sia globale. “Il testo del Papa è aperto al dialogo interreligioso fra musulmani e cristiani. Anche nei momenti più difficili, noi possiamo essere dialogo e lavorare insieme, a livello locale e nazionale, per la cura della Casa Comune, dimenticando il passato. Seminando insieme vita e bellezza, non inquinamento e distruzione”.

Un concetto, quello di unione nella relazione e nel dialogo, che l’Associazione dei Nuovi Castelli Romani ha sempre posto al centro della sua attività culturale al servizio del territorio. “Un contributo nel percorso della conoscenza e consapevolezza che non verrà mai meno” ha affermato il presidente Ettore Pompili.

A prendere parte al convegno, anche rappresentanti dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dei comuni di Ariccia, Ardea, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Rocca di Papa e Rocca Priora. La Regione Lazio era presente con il consigliere Silvana De Nicolò. Hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla tematica anche Maurizio Capogrossi, presidente BCC Colli Albani, Luigi Caporicci, presidente Cantina Gotto d’Oro, Manuel Festuccia, direttore amministrativo Asl Roma 6, gen. Giacobbe Fois, DIA, Francesco Maria Gazzoni, ordinario Diritto Privato Università Tor Vergata, Vincenzo Gaglione, assistente caritativo Delegazione Latium Vetus, Claudio Letizia, ordinario Medicina Università La Sapienza, Vittorio Pelloni e Federico Pompili, Delegazione Latium Vetus.

Agli organizzatori e ai relatori del convegno, il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, nel sottolineare l’importanza del momento di riflessione, ne ha apprezzato e lodato gli intenti inviando un suo personale pensiero.

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